IL DIFENSORE CIVICO DEL COMUNE DI CESENA
Premesso che in gran parte delle città italiane esistono ancora, nonostante
l'orientamento contrario assunto in prevalenza dalla magistratura onoraria del
nostro Paese, direttive delle pubbliche amministrazioni in base alle quali i
disabili in possesso di regolare contrassegno per la circolazione e la sosta
dei veicoli a servizio dei portatori di handicap vengono ingiustamente multati
allorquando - in caso di occupazione abusiva, da parte di altri automobilisti,
degli spazi riservati appunto alle persone con difficoltà di deambulazione
- decidono di parcheggiare la propria autovettura in aree soggette a tariffazione;
Rilevato che tali decisioni non possono essere
assolutamente condivise, non solo perché contrarie ai principi di equità
e giustizia sostanziale, non solo perché poste in essere nei confronti
dei soggetti più deboli e socialmente svantaggiati, ma anche perchè
le norme del Codice della Strada sono state volute per facilitare la mobilità
dei disabili e, pertanto, vanno lette a favore degli stessi;
Considerato che, seppur deve ritenersi esatta
l'obiezione secondo cui nessuna disposizione legislativa consente agli invalidi
di sostare gratuitamente nelle zone soggette a tariffazione, non è men
vero che, proprio al fine di colmare questo vuoto normativo, si è venuto
affermando nel tempo un indirizzo interpretativo, avallato dallo stesso Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti, che riconosce ai detentori del contrassegno
invalidi il diritto di sostare gratuitamente nelle aree a tariffazione anche
fuori dagli stalli di sosta loro riservati;
Constatato che anche recentemente la magistratura
onoraria, e in particolare il Giudice di Pace di Forlì, pronunciandosi
sul ricorso di un disabile predisposto dal Difensore civico del Comune di Cesena
, ha accolto e fatto proprio quell'orientamento maggioritario della giurisprudenza,
già in precedenza ricordato, secondo il quale le persone disabili munite
del relativo contrassegno hanno il diritto di lasciare in sosta gratuitamente
le proprie autovetture anche in zone di divieto;
Visto che alle medesime conclusioni è
pervenuto recentemente anche il Prefetto di Livorno, il quale ha fornito una
precisa direttiva agli organi della Polizia Stradale, precisando che i titolari
di contrassegno rilasciato ai sensi dell'art. 188 C.d.S. possono senz'altro
parcheggiare anche dove il contrassegno in questione non consentirebbe, sempre
che il veicolo non crei intralcio e/o pericolo per la circolazione;
Assodato che la situazione attuale è caratterizzata
da decisioni assunte "a macchia di leopardo", nel senso che su questa
delicata problematica non è dato registrare alcuna uniformità
di orientamenti in seno alle amministrazioni e agli enti locali;
Considerato che deve ritenersi non solo opportuna,
ma doverosa sul piano umano e sociale, una iniziativa dell' A. N. C. I. che
miri a sensibilizzare le amministrazioni comunali sulla necessità di
regolamentare in modo uniforme questa delicata problematica;
INVITA
L'A.N.C.I. nazionale a esercitare
pressioni sulle Amministrazioni consociate affinché utilizzino tutti
gli strumenti idonei a facilitare la circolazione dei veicoli al servizio dei
disabili, provvedendo in particolare a predisporre appositi regolamenti che,
sulla scorta di quanto già deciso in molti Comuni, consentano ai disabili
di parcheggiare nelle zone a disco senza limiti di tempo, nonché di sostare
nei luoghi a pagamento senza pagare.
IL DIFENSORE CIVICO DEL COMUNE
DI CESENA
ALL'A.N.C.I. (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani)
E AL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI:
INTERVENITE SOLLECITAMENTE
per evitare che le persone affette
da disabilità, ossia i soggetti più deboli e socialmente più
svantaggiati, continuino ad essere penalizzati da amministrazioni di enti locali
che, incuranti della loro penosa condizione, infliggono sempre più spesso
sanzioni amministrative pecuniarie a coloro che, pur muniti di regolare contrassegno
per invalidi, non possono parcheggiare le loro autovetture negli stalli di sosta
ad essi riservati, perché abusivamente occupati, e quindi sono costretti
a sostare in aree a tariffazione.
Su questa problematica ha preso posizione il Difensore civico del Comune di
Cesena, che ha investito della questione l'ANCI e il Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti, nel tentativo di porre fine a tale iniqua situazione.
"Gli Enti locali - evidenzia il Difensore civico - non possono continuare
a punire chi subisce la lesione di un proprio diritto. Bisogna spezzare questa
cattiva prassi. Le Amministrazioni devono rendere omogenei i propri regolamenti,
adeguandoli all'orientamento ormai consolidato della giurisprudenza onoraria.
Per questo chiedo a tutte le associazioni a difesa dei disabili: denunciate
tutte le situazioni di illegalità, i Difensori Civici interverranno".
Cesena, 13 dicembre 2004