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Servizio civile, 306 ex volontari raccontano la loro esperienza

Il sindaco Lucchi: un anticorpo ad ogni forma di razzismo e indifferenza

Un'occasione per essere a servizio degli altri, un momento formativo e perché no, anche un'opportunità per gli adolescenti di capire che cosa vogliono diventare da grandi. E' questa la filosofia che sta alla base del Progetto servizio civile, illustrato ieri, martedì 27 gennaio, nell'aula magna della Biblioteca Malatestiana, promosso dal Comune di Cesena insieme al Copresc provinciale (coordinamento provinciale enti servizio civile).Per il sindaco di Cesena Paolo Lucchi e l'assessore alle politiche giovanili, Tommaso Dionigi, presenti all'incontro, il servizio civile "è un anticorpo ad ogni forma di razzismo e indifferenza verso il prossimo. Nel Giorno della Memoria piace infatti evidenziare come mettersi a disposizione di chi è in difficoltà o prestare servizio per migliorare le condizioni di tutti, sia un'occasione preziosa per crescere come comunità nel rispetto e nella solidarietà".  

Durante l'incontro a cui hanno partecipato decine di giovanissimi in età da servizio civile, è stato presentato uno studio su 306 ex volontari che hanno prestato la loro opera a Cesena negli anni scorsi.Dalla ricerca è emerso che questa esperienza per molti è stata utile anche per intraprendere un determinato corso di studi: se prima di fare il servizio civile 29 avevano la licenzia media inferiore, 186 il diploma di media superiore, 33 la laurea triennale e 51 la magistrale, al momento di compilare il questionario i laureati alla triennale erano infatti 74, alla magistrale 82, 18 avevano un master e 3 avevano svolto anche un dottorato di ricerca. Si tratta quindi di titoli conseguiti durante o dopo lo svolgimento del servizio civile, ma in ogni caso un "carburante" per proseguire nel percorso di studio.

In più il 6,5% degli intervistati ha dichiarato che questa esperienza ha successivamente contribuito alla scelta di iscriversi ai corsi universitari, mentre il 6,9% ha affermato che il servizio civile li ha orientati verso corsi di formazione professionale. In fatto di situazione lavorativa, a servizio civile completato, 149 intervistati hanno detto di avere un'occupazione stabile, 55 saltuaria, 33 ancora studiano, mentre 71 sono disoccupati. Gli ambiti più gettonati nell'esperienza di questi 306 ex volontari sono stati quello delle donne (95% dei casi), immigrati e profughi (92%), disabili (85%), anziani (84%) e  minori (73%). 

Ma perché un ragazzo sceglie di fare il servizio civile? Per il 96% degli intervistati sono state fondamentali le precedenti esperienze di amici che già avevano svolto questa esperienza; il 78% ha specificato che è stato spinto anche dalla voglia di approfondire la propria formazione, il 73% per fare una nuova esperienza, il 65% per guadagnare qualcosa. 35 sono i giovani che per questo anno hanno deciso di cogliere l'opportunità di dedicare un po' del loro tempo al prossimo. Negli anni scorsi il numero era maggiore,  ma questo flusso è diminuito principalmente perché sono stati ridotti i fondi a livello statale per questo tipo di servizio. E proprio su questo tema ha insistito la neo consigliera regionale ed ex assessore comunale, Lia Montalti, presente all'incontro.

"Il servizio civile - ha detto - è un'occasione per fare esperienze e conoscersi sul campo, un progetto di vita da spendersi anche nel corso degli anni e per questo mi impegnerò fino in fondo per mettere più risorse a livello regionale e valorizzare questo servizio".La consigliera regionale ha infine rivolto un appello ai giovani presenti in aula magna: "Fate esperienze all'estero - ha detto -, ma realizzate i vostri sogni qui in Italia. L'Emilia Romagna deve continuare ad essere la terra nella quale potete costruire il vostro futuro".  

 
 
 

Ufficio stampa
Federica Bianchi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Data Ultima Modifica:
07 Ottobre 2016

Data di Pubblicazione:
28 Gennaio 2015

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