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Variante di Salvaguardia approvata con il voto dei gruppi PD e M5S

 
Con il voto sulla Variante di Salvaguardia - adottata un anno fa ed approvata definitivamente dal Consiglio comunale nella seduta di giovedì 9 aprile - a Cesena sono stati riportati a destinazione agricola 128 ettari di terreno, sino ad ora destinati a nuove residenze ed a nuovi capannoni produttivi che -  lo vediamo "ad occhio" - non servono più alla nostra città.

Questa la sintesi di uno di quelli che, a nostro parere, resterà fra i momenti più significativi dell'impegno quinquennale dei Consiglieri comunali cesenati e della Giunta cittadina.Inutile negarlo: avevamo scelto questo tema per caratterizzare molta parte del nostro Piano di mandato 2014/2019. Non a caso, all'interno del Programma della Giunta, è specificato come "il progetto di sviluppo della città di domani verte sul concetto di "consumo zero" di ulteriore territorio, prevedendo il dimezzamento delle aree di espansione non ancora edificate previste dal precedente Piano Regolatore. Le nuove aree produttive saranno contemplate solamente se risulteranno strutturalmente necessarie ai piani industriali di sviluppo delle aziende e alla creazione di nuovi posti di lavoro". 

Il Consiglio comunale è stato quindi coerente con quanto si era impegnato a fare ed anche con una visione di salvaguardia del nostro territorio che le tante emergenze ambientali del nostro Paese hanno resa evidente a tutti poiché, per non essere travolti da frane, disastri naturali, allarmi continui, servirà anche costruire meno, meglio e solo quando serve.
D'altra parte questa visione non è solo "made in Cesena". In realtà anche altri Comuni stanno con decisione andando in questa stessa direzione: Rimini ha limitato gli indici di edificabilità del Piano Regolatore, puntando a ridurre di 110 ettari la previsione di aree edificabili nel nuovo Piano Strutturale Comunale e Reggio Emilia, nelle settimane scorse, ha approvato una delibera dello stesso tenore, per riportare ad uso agricolo 32 ettari.Insomma, dai Comuni dell'Emilia-Romagna sta partendo un messaggio politico forte verso la Regione ed il Governo. 

Ma la forza innovativa di quanto accaduto è dimostrata anche dall'esito del dibattito nel nostro Consiglio comunale. Infatti, la Variante è stata votata dal Partito Democratico ed anche dal Movimento 5 stelle Cesena (20 Consiglieri comunali su 25, quindi), identificando così in modo concreto una scelta valoriale comune sullo sviluppo del territorio, già palesatasi spesso su questo tema. Naturalmente immaginiamo che sin da domani capiterà di tornare ad avere posizioni distinte, ma in questo caso vogliamo ringraziare Pd e M5s Cesena per la coerenza ed il coraggio dimostrati, ritenendoli non certo scontati dopo lunghi mesi durante i quali tutti abbiamo sentito addosso la pressione di chi ha in testa un modello di sviluppo fatto solo di nuove costruzioni, evidentemente inutili ma certo funzionali ad una visione ormai inadeguata del nostro futuro. 

Se ne faranno forse una ragione coloro che, lo scorso 6 febbraio 2014, quando la Variante approdò per la prima volta in Consiglio comunale, inscenarono quella che i giornali definirono una "vera e propria bagarre", alla quale non mancò nessuno degli elementi tipici della sceneggiata rivolta alle telecamere: la fuoriuscita dall'aula (di Forza Italia, Ncd, Udc e Lega nord), i cartelli contro la Giunta esposti e sbandierati dai consiglieri seduti sui banchi della minoranza, perfino le scampanellate beffarde.

Fu, quella di un anno fa, una pagina non felice del Consiglio comunale, che tutti abbiamo scelto di dimenticare e che oggi, grazie alla posizione assunta dalla nuova assise, ci ha visti ripartire con il piede giusto, delineando la Cesena capace di garantire una visione più equilibrata dei prossimi anni e di contribuire ad un'Emilia-Romagna profondamente cambiata, quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. 

Il Sindaco Paolo Lucchi
L'Assessore Orazio Moretti 

 
 
 

Ufficio stampa
Federica Bianchi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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