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Per un impegno comune della città a favore della cultura: appello del Sindaco Lucchi e dell'Assessore Castorri

"Con la conferma dell'Art Bonus a disposizione uno strumento efficace per sviluppare collaborazioni fra pubblico e privato volte a valorizzare il patrimonio storico-artistico"

Capita di frequente ad ognuno di noi di dire, o di sentir affermare, che la più grande ricchezza dell'Italia è il suo patrimonio storico, artistico e culturale e che, se adeguatamente salvaguardato e valorizzato, tale patrimonio può diventare uno dei più importanti volani di sviluppo sociale ed economico del nostro Paese.

Infatti, non esiste città in cui non sia presente un gioiello culturale piccolo o grande: sarebbe impossibile citare tutti i musei, gli archivi, i siti, le opere d'arte che costellano la Nazione, ognuno dei quali capace di trasmettere emozione e suggestione a chiunque lo visiti.Cesena non fa eccezione: anche la nostra città possiede alcuni gioielli di assoluta rilevanza - su cui spicca, chiaramente, la Biblioteca Malatestiana, Memoria del Mondo Unesco - che ci accompagnano nella nostra quotidianità, fanno parte del contesto in cui giornalmente lavoriamo, portiamo a scuola i nostri figli o passeggiamo con gli amici.

Sono queste le ragioni che ci portano ad accogliere con grande favore una delle misure contenute nella Legge di Stabilità presentata dal Governo: il ritorno degli investimenti nella cultura, con un aumento delle risorse a disposizione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.Appare evidente a tutti come tale scelta sia una decisa inversione di tendenza: dopo anni di tagli più o meno trasversali alla cultura, finalmente si torna a dedicare risorse alla custodia del patrimonio culturale, alla loro valorizzazione e alla stessa produzione culturale.

Ciò avviene, a nostro avviso, in un contesto nel quale emerge una progettualità precisa su come far tornare al centro del nostro Paese la grande ricchezza artistica e culturale che unanimemente ci viene riconosciuta: le risorse - 150 milioni di euro - vengono infatti destinate non solo ai grandi progetti, ma da un lato raggiungono anche archivi, istituti biblioteche e musei meno noti (che davvero formano la spina dorsale del patrimonio italiano), e dall'altro permetteranno 500 nuove assunzioni di giovani professionisti che avranno il compito di assicurarne tutela e valorizzazione.

C'è un aspetto soprattutto che ci trasmette la misura di come il paradigma sia mutato rispetto al passato: l'art bonus (ossia il credito d'imposta sugli importi donati per il recupero di beni culturali o il sostegno a luoghi e istituti di cultura) diverrà infatti una misura stabile e non più sperimentale, introducendo finalmente nel nostro ordinamento lo strumento attraverso il quale può nascere e crescere il rapporto, da sempre auspicato, fra pubblico e privato.

A Cesena abbiamo abbracciato fin dall'inizio le possibilità offerte dall'art bonus, definendo nello scorso maggio gli interventi ed i progetti verso i quali indirizzare l'utilizzo dei fondi. Nel dettaglio, essi sono: il recupero delle antiche mura dello 'scorpione', il restauro della Portaccia per trasformarla in sede museale, il rifacimento della copertura del Palazzo del Diavolo e della casa Colonica di Villa Silvia, il recupero dell'edificio destinato al museo della Centuriazione, il restauro a fini museali dell'ex convento di Sant'Agostino, la manutenzione straordinaria di via delle Scalette, il restauro conservativo dei codici antichi della Biblioteca Malatestiana, l'implementazione del patrimonio librario della Malatestiana e delle biblioteche di quartiere, la realizzazione degli allestimenti espositivi per la Galleria comunale d'arte, la manutenzione straordinaria del Museo Archeologico, il recupero a fini espositivi del Ridotto del Bonci e il restauro di Palazzo Guidi.

Siamo convinti che, anche nel caso di Cesena, l'art bonus completi un contesto equilibrato, in cui negli ultimi anni si è assistito ad un importante impegno dell'Amministrazione comunale in termini di investimenti economici e progettuali: gli ultimi esempi sono la delibera di indirizzo sulla cultura votata dal Consiglio comunale nell'ottobre dello scorso anno, i lavori di sistemazione della Portaccia, la decisione di restituire il Ridotto del Bonci a finalità culturali e l'accordo con la Cineteca di Bologna per il rilancio del Centro Cinema, senza dimenticare gli interventi effettuati per migliorare la fruibilità della Malatestiana e del Museo Archeologico.

Siamo quindi, anche alla luce del mutato contesto nazionale che abbiamo sopra descritto, a rinnovare l'appello a quanti, a Cesena, hanno a cuore il patrimonio storico, artistico e culturale della città, affinché la sinergia fra pubblico e privato possa diventare veramente quel valore aggiunto, necessario per salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale cittadino. Vi sono oggi le condizioni per rilanciare un impegno comune della città a favore della cultura: l'Amministrazione sta mettendo in campo risorse ed energie, e auspichiamo che la città colga l'opportunità concessa dall'art bonus.

Da anni sentiamo da più parti invocare il rapporto pubblico-privato per rilanciare il patrimonio culturale della città, che è un patrimonio di tutti: oggi esiste lo strumento affinché questo rapporto possa decollare e tutti dobbiamo esserne consapevoli.  

 
 
 

Ufficio stampa
Federica Bianchi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Data Ultima Modifica:
07 Ottobre 2016

Data di Pubblicazione:
19 Ottobre 2015

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