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Perché e quando i pedoni attraversano col rosso?

I pedoni sono i veri utenti deboli della strada, e vanno tutelati in ogni modo; ma la notizia è che, secondo un'indagine in Belgio, le persone che camminano per le strade sono le prime a mettersi in pericolo da sé, attraversando con il semaforo rosso.
Non tutti, ovviamente, e ci mancherebbe pure; un pedone su cinque. Una percentuale bassa. Come ricorda l'Asaps (Amici Polstrada), l'Istituto belga per la sicurezza stradale (Ibsr) ha portato a termine uno studio -  pubblicato sull'ultimo numero del proprio magazine ufficiale, "ViaSecura" - effettuato sui comportamenti dei pedoni impegnati nell'attraversamento semaforico, scoprendo che uno su cinque passa col rosso. Lo scopo dell'indagine, la prima di questo genere in Belgio, è quello di rendere più sicuri i passaggi pedonali. I soggetti osservati sono stati in tutto 1.320, selezionati negli attraversamenti di 9 tra le città più popolose e urbanizzate del regno: il 20% non ha rispettato il rosso.
 
CON PICCHI PARTICOLARI - In alcune città, la percentuale di trasgressori non ha superato il 15%, mentre in altre si è sorpassata la soglia del 30%. Ma quali aspetti incidono? La percentuale di violazioni è più bassa quando il traffico è maggiore. Più alto è il numero dei soggetti appiedati al semaforo, minore è il numero di coloro che violano la legge. Maggiore è il numero di strisce, minore è il numero delle trasgressioni. In presenza di bus o tram, i pedoni sono sembrati più reticenti ad attraversare col rosso in presenza di corsie preferenziali. Per paradosso, la presenza di pulsanti di richiesta luce verde ha un ruolo negativo, perché ove presente le trasgressioni sono risultate più numerose. Invece, dove il semaforo è risultato dotato di bip, il numero di pedoni in violazione è risultato minore. E attenzione: dove si vede meglio, i pedoni sono più inclini a passare con il rosso.
 
E DA NOI? - Non ci sono ricerche sui pedoni che attraversano col rosso in Italia; in compenso un'indagine svela che, solo di rado, le auto danno la precedenza ai pedoni. Inoltre, il numero degli incidenti stradali in Italia è quasi dimezzato negli ultimi dieci anni, ma sull'asfalto continuano a morire 600 pedoni ogni anno, vittime dell'imprudenza collettiva. Ecco perché la campagna di sensibilizzazione "Siamo tutti pedoni" che SicurAUTO.it sostiene da anni si rivolge a chi cammina o guida indifferentemente. 
Cosa si può fare per salvaguardare gli utenti più vulnerabili della strada oltre a rimpinzare le auto moderne di sistemi tecnologici? Secondo gli esperti basterebbe rispettarsi  a vicenda. Da una parte, sensibilizzare chi va in auto e moto a rispettare gli utenti deboli; dall'altra, aiutare i pedoni stessi a capire e a rispettare il codice della strada.
 
QUALI NUMERI IN EUROPA - In 10 anni (dal 2003 al 2013), il numero delle vittime tra gli automobilisti si è dimezzato (-53%), mentre per pedoni e ciclisti (gli altri utenti deboli) il calo si è fermato rispettivamente al 41% e al 37%. In totale, nel 2013, sulle strade europee hanno perso la vita 7.600 persone camminando o in bicicletta, quasi un terzo di tutte le vittime degli incidenti (21% pedoni e 8% ciclisti): una strage.
Per quanto riguarda i pedoni, i Paesi che presentano in assoluto i minori livelli di rischio sono Olanda e Norvegia, con meno di 4 pedoni morti per milione di abitanti. Sul fronte opposto abbiamo Romania, Lituania, Polonia e Lettonia, dove per un pedone il rischio di morire investito è fino a sei volte maggiore. Per quanto riguarda la mobilità ciclistica, i Paesi con i tassi di mortalità più bassi sono Spagna, Grecia, Irlanda, Israele, Gran Bretagna e Cipro, con meno di 2 ciclisti morti per milione di abitanti, mentre Serbia, Lituania, Olanda, Polonia e Ungheria chiudono la classifica con almeno 8 vittime tra i ciclisti per milione di abitanti.
 
di E.B.

dal sito : "leonardo.it motori"


 
 
 


Data Ultima Modifica:
07 Ottobre 2016

Data di Pubblicazione: 11/03/2016