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Il sistema sanitario emiliano – romagnolo al primo posto in Italia: la soddisfazione del Sindaco Lucchi e dell’Assessore Benedetti

“La nostra Ausl Romagna in testa al processo di forte innovazione grazie a una riorganizzazione virtuosa. L’auspicio è che, in vista delle scelte future, la politica metta da parte le polemiche a priori e si schieri tutta dalla parte dei cittadini”

Siamo davvero lieti per la bella notizia, appena arrivata per il nostro sistema sanitario. L'Emilia-Romagna, infatti, si colloca al primo posto in Italia per qualità complessiva dell'offerta sanitaria e per capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione. A indicarlo la rilevazione del "Meridiano sanità regional index", elaborata per il secondo anno da "The european house - Ambrosetti" e presentata oggi a Roma.
Secondo questa indagine, l'Emilia-Romagna conquista il primato ottenendo 7,3 punti (in un range da 1 a 10), seguita da Lombardia (7 punti), Toscana e Trentino Alto Adige (6,8).

I risultati che questo report riconosce alla nostra Regione ci riempiono d’orgoglio. La sanità, infatti, è il bene più prezioso da garantire ad ogni cittadino, nell’ambito di una rete costruita sui servizi, ma anche sulla grande professionalità e sul senso di appartenenza alla nostra comunità, garantito ogni giorno dagli operatori del nostro sistema sanitario, a partire da quelli del “Bufalini”.

Del resto, quanto valga la nostra sanità lo sanno bene anche i nostri concittadini, che nel corso dell'ultimo anno hanno contribuito a ridurre del 5% la mobilità attiva verso altri territori. Questo significa che sono sempre di più  i romagnoli che decidono di rimanere a curarsi nell'ambito della nuova azienda unica della Romagna, nella evidente convinzione di trovare qui le cure migliori.

Ma non possiamo “sederci” su questo risultato, naturalmente. La posizione raggiunta ci sprona a fare sempre di più, e meglio, per una sanità ancora più efficiente e vicina alle reali necessità delle persone. Anche perché è in corso un processo di miglioramento che a partire dalla Regione, per giungere alla nostra Ausl Romagna, è destinato a garantire frutti positivi sin dai prossimi mesi.Come è noto, infatti, grazie alle scelte del Presidente Bonaccini e dell’Assessore regionale alla sanità Venturi, si stanno abbattendo le liste d'attesa, è in via d’approvazione la legge che rende obbligatori i vaccini per l'iscrizione dei bambini negli asili nido dell'Emilia-Romagna, si stanno investendo oltre 150 milioni di euro per ammodernare e ristrutturare gli ospedali, realizzare nuove case della salute, acquistare nuove apparecchiature diagnostiche, adeguare le strutture alle norme sulla sicurezza, arricchire la rete ospedaliera della Regione.

Ma non basta, naturalmente, poiché la nostra Ausl Romagna è in testa a questo processo di forte innovazione competitiva della sanità. Abbiamo infatti messo in atto una riorganizzazione virtuosa, che nel 2016 ha garantito l’assunzione e la stabilizzazione di quasi 200 medici e la riorganizzazione di molti plessi sanitari, a partire da alcuni di quelli cesenati. Inoltre, è noto a tutti come il Piano di riorganizzazione ospedaliera (che verrà approvato nelle prossime settimane dai Sindaci della Romagna) oltre a prevedere un aumento dei posti letto del Bufalini attuale, contenga scelte fondamentali per il prossimo futuro, a partire da quella di prevedere un nuovo Ospedale a Cesena, utile a migliorare le opportunità per noi cesenati, ma certamente collocato nell’ambito dell’organizzazione sanitaria rivolta a tutti 1.150.000 romagnoli.

Se i numeri, le indagini nazionali, la percezione diffusa, vanno nella stessa direzione, forse la “politica” deve prenderne atto, anche evitando le polemiche aprioristiche che spesso, sulla sanità, caratterizzano un dibattito dal quale i cittadini tendono ad allontanarsi, poiché la quasi totalità di noi, a precisa domanda, senza indugi ammette di sentirsi rassicurato da “questa” sanità.
Per questo, almeno sui temi che riguardano il futuro della nostra sanità, sarebbe bene evitare le contrapposizioni e provare a schierarci tutti dalla stessa parte – quella dei cittadini, appunto -, evitando le forzature che a volte portano più d’uno ad esagerare nei toni negativi.

Noi siamo pronti a farlo e forse il Consiglio comunale del prossimo 22 dicembre - destinato ad individuare o no l’area per il nuovo Ospedale di Cesena - contribuirà a chiarire chi sulla sanità abbia posizioni aprioristiche e chi, invece, sia pronto a prendere atto della sua centralità e della necessità di far proseguire il processo di rafforzamento di una rete sanitaria che è la migliore in Italia.


Il Sindaco Paolo Lucchi
L’Assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 



Data Ultima Modifica:
17 Novembre 2016

Data di Pubblicazione:
17 Novembre 2016

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