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Comune di Cesena - Testata per la stampa

giovedì 08 febbraio

Al via in Malatestiana il secondo ciclo di “Lettura Malatestiane” organizzato dal Comitato dei Territori di Forlì-Cesena della Società Dante Alighieri in collaborazione con il Dipartimento di Filologia e Italianistica dell’Università di Bologna.
Di giovedì presso l'Aula Magna della Biblioteca Malatestiana dalle ore 17.00 sarà trattato il tema dell' "Amore e amicizia nella letteratura italiana (da Boccaccio a Parise)".

Amore e amicizia costituiscono filoni tematici di enorme importanza nella storia della letteratura italiana, che indaga da sempre le pieghe del cuore dalla specola di questi due sentimenti. Pur condividendo la stessa radice etimologica, Amore e Amicizia vengono spesso sentiti e vissuti come sentimenti contrastanti; la letteratura, tuttavia, da quella popolare a quella esoterica, ci insegna che tra questi due “affetti” le relazioni sono complicate, come complicate (e infinite) sono le trame che da questi si sviluppano. Attraverso un ciclo di nove incontri, otto giovani ricercatori e una docente dell’Università di Bologna cercheranno di mettere in rilievo alcuni degli sviluppi più significativi del tema, partendo dal Trecento di Giovanni Boccaccio e arrivando al Novecento di Goffredo Parise.

CALENDARIO:
giovedì 22 febbraio, ore 17.00
Aula Magna
Francesco Ferretti: Le sortite notturne della Gerusalemme liberata
Nel corso dell’incontro si proporrà un’analisi delle due sortite notturne presenti nella Liberata: quella di Erminia nel canto VI e quella di Clorinda nel canto XII. Si analizzeranno i modelli imitati da Tasso e soprattutto ci si soffermerà sulle innovazioni legate a una moderna “poetica degli affetti”, in virtù della quale la “favola” (mythos) risulta fondata sul carattere (ethos) dei personaggi.
Dentro questa prospettiva si analizzeranno le analogie e le differenze che corrono tra la sortita notturna di Erminia, spinta a uscire da Gerusalemme dall’amore di Tancredi, e quella di Clorinda, che si trova a combattere con Tancredi sotto le mura della Città Santa per cercare di resistere alla misteriosa urgenza di convertirsi al cristianesimo. Tancredi, a sua volta, può emendare il suo peccato (il colpevole amore per la campionessa dei pagani) solo facendosi ignaro emissario dell’agape cristiana, nel corso di un duello che a sua volta risulta parodia dell’eros profano.

giovedì 01 marzo, ore 17.00
Aula Magna
Andrea Campana: L'amore nella poesia italiana a cavallo fra Sette e Ottocento: una rassegna da Parini a Leopardi
L’intervento ha lo scopo di illustrare la riflessione sull’amore compiuta dai principali lirici attivi in Italia fra XVIII e XIX secolo: Parini, Alfieri, Monti, Foscolo, Leopardi. Ciascuno di essi ha dato un proprio contributo significativo, rielaborando la topica tradizionale e, al contempo, inventando nuove situazioni e nuovi temi di cui i poeti successivi si sono ampiamente serviti.​ Nel periodo indicato, l' amore perde nella lirica ogni residuo manieristico proveniente dalla tradizione e diventa, in un percorso talvolta difficile e stentato, l'amore-passione che oggi conosciamo, un sentimento contrassegnato da autenticità e realismo, unicità e irripetibilità, indipendenza dal mondo e
(molto spesso) dolore.​

8 marzo 2018
Filippo Milani: Da A ad A: Amore e Amicizia nei Sillabari di Goffredo PariseOgni “romanzo in miniatura” di cui si compone il capolavoro di Parise, i Sillabari (1972-1982), è legato ad un sentimento umano e ne conserva tutta la naturale immediatezza ma anche l’indicibile complessità. Lo scrittore avrebbe voluto catalogare la totalità degli stati d’animo dalla A alla Z, ma si è fermato alla S, lasciando l’opera incompiuta. Si tratta di racconti indefinibili: sono semplici e lineari, perché raccontano situazioni comuni, ma allo stesso tempo nascondono il turbamento di non riuscire ad afferrare mai fino in fondo la vita che viviamo ogni giorno. Tra i “sillabari” che meglio esemplificano l’operazione di Parise, troviamo Amore e Amicizia, in cui lo
scrittore riesce a cogliere il senso profondo di due sentimenti umani tanto indispensabili quanto fragili. Con quest’opera Parise è stato in grado - come ha scritto Garboli - di «invogliare a pensare
che il mondo sia raccontabile, e che la sua raccontabilità sia una meraviglia da scrutare attraverso un foro minuscolo».

15 marzo 2018
Andrea Severi: Tito e Gisippo dal Decameron di Boccaccio (X, 8) al palcoscenico europeo
Terz’ultima novella del Decameron, la novella di Tito e Gisippo offre straordinari esempi di magnanimità indotti dal sentimento dell’amicizia, in grado di elevarsi al di sopra dell’amore-
passionale (di cui il capolavoro boccacciano è notoriamente pervaso) e di ergersi a fondamento delle relazioni interpersonali. Dopo decine di racconti gravitanti attorno a beffe, menzogne, astuzie – che ci fanno divertire, certo, ma anche sospettare che il destino di ogni esistenza non sia, in fondo, che il prodotto di rapporti di forza – il Decameron si chiude, al contrario, con alcune bellissime storie di generosità, liberalità e magnanimità del tutto gratuite. Colpiti da questa novella per il suo plot, ma senza dubbio anche per la sua ambientazione storica (Roma antica) e la calibratissime orazioni in essa contenute, gli umanisti si divertirono a tradurla in latino, garantendole così una seconda vita a livello europeo, dove la novella boccacciana sarà ripresa e riscritta da diversi autori.

29 marzo 2018
Ida Campeggiani:“L’Amore nella Bufera”
È nella terza raccolta di Montale, La bufera e altro, che nasce il grande mito di Clizia. Mentre in Italia vengono promulgate le leggi razziali e in Europa scoppia la guerra, Irma Brandeis, la giovane ebrea americana ispiratrice e dedicataria delle Occasioni, ritorna in America e si allontana definitivamente da Eugenio. Siamo nel 1938, ed è la fine di una passione grande ma fragile, senza sbocco. Tuttavia, all’assenza di lei nella realtà risponde una straordinaria intensificazione della sua presenza nella lirica: così Montale crea la figura divina di Clizia, la donna-angelo capace di affrontare la bufera della guerra e di domarla.
L’amore per Irma è dunque totalmente trasfigurato e gli stessi connotati della donna si innalzano ormai al di sopra della dimensione umana: lei ha la durezza del ghiaccio e l’inflessibilità spietata del lampo, è insieme «donna o nube, angelo o procellaria», sacrificio e salvezza. Durante l’incontro ripercorreremo le poesie della Bufera che raccontano questo amore impossibile e sublime: un amore solo letterario e forse, proprio per questo, più struggente e perfetto.

5 aprile 2018
Giacomo Ventura: L’amicizia nella letteratura emblematica
Dopo un' essenziale introduzione alla letteratura emblematica e ai suoi principali protagonisti, l'intervento compie una breve indagine su come il concetto di amicizia sia stato rappresentato nei principali libri di emblemi ed imprese pubblicati lungo tutto il '500. A partire dagli Emblemata di Andrea Alciato, opera che, com' è noto, inaugura un vero e proprio genere letterario, furono infatti molte le raccolte di emblemi realizzate in ambiente italiano e francese che dedicarono spazio al sentimento dell’amicizia, elaborando nuovi emblemi o rifacendosi, in modo più o meno evidente, al modello alciateo. Si guarderà inoltre ai due principali manuali di iconologia del ’500, vale a dire gli Hieroglyphica di Pierio Valeriano e l’Iconologia di Cesare Ripa al fine di entrare in contatto con quel bacino di immagini a cui gli artisti del Rinascimento e dei secoli successivi avrebbero attinto
per la raffigurazione di questo legame affettivo.

12 aprile 2018
Loredana Chines, l’amore in Dante.


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Eventi precedenti:
giovedì 08 febbraio, ore 17.00
Aula Magna
Elisa Curti: Boccaccio tra amori e amicizia





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Data Ultima Modifica:
14 Febbraio 2018

Data di Pubblicazione: 01/01/2018