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Magistri


Un percorso nell’eccellenza e nell’autorevolezza della libraria di Malatesta Novello accompagnati da un magister di oggi che guida alla lettura e alla comprensione del messaggio di un magister di ieri. Per conoscere gli archetipi, gli auctores antichi che il Medioevo e l’Umanesimo hanno ammirato e conservato: esaltandone il fondamento per la grammatica e la retorica, per la filosofia e la teologia, per la matematica e la medicina, per la scuola e per la vita; elevandone al sommo grado gli insegnamenti morali e spirituali che hanno “illuminato” il cammino dell’uomo, la sua storia e la sua cultura; trasformandoli in modelli e protagonisti senza tempo per aver alimentato l’humanitas innestandola nel vero e nel bello.

 
 
  1. Venerdì 25 gennaio: Federico Condello
  2. Venerdì 22 febbraio: Tommaso Duranti
  3. Venerdì 22 marzo: Paolo Rosso
  4. Venerdì 12 aprile: Roberta Ioli
 
 

Venerdì 25 gennaio 2019
Biblioteca Malatestiana - Aula Magna, ore 17.00
Federico Condello
Manoscritti, falsi e falsari (antichi e moderni)
Nel distinguere il falso e l’autentico, diceva lo Scaligero, la filologia esercita il più importante dei suoi doveri.
I falsi (e i falsari) sono un elemento ineliminabile di ogni tradizione testuale, antica o moderna: il canone stesso sollecita e genera il falso, e non si dà tradizione senza contraffazioni, consapevoli o inconsapevoli. Scienza del dettaglio e dell’indizio, la filologia ha affinato metodi efficacissimi per distinguere i falsi e smascherare i falsari: e ciò ne fa, oggi più che mai, una disciplina istruttiva.

Federico Condello, filologo classico, insegna all’Università di Bologna. È autore di numerose pubblicazioni dedicate alla letteratura greca arcaica e classica, alla storia della tradizione antica, alla fortuna dei classici greci e latini, a falsi e falsari antichi e moderni. È membro del Centro Studi “La permanenza del Classico” di Bologna e collabora con testate giornalistiche nazionali. Fra i suoi libri, I filologi e gli angeli. È di Eugenio Montale il «Diario postumo»? (2014); La scuola giusta. In difesa del liceo classico (2018).

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Venerdì 22 febbraio 2019
Biblioteca Malatestiana - Aula Magna, ore 17.00
Tommaso Duranti
Medicina seconda filosofia: la cultura medica nel bassomedioevo
Il patrimonio librario Giovanni da Rimini, medico di Malatesta Novello, che egli volle depositare nella Biblioteca Malatestiana alla sua morte, nel 1474, illustra l’approdo della figura del medico medievale dall’originario empirico, che curava senza un background scientifico, al sapiente laureato, che si formava sullo studio di testi non solo di medicina, greco-romana, araba e medievale, ma anche di artes e filosofia.
Un sapere ‘libresco’, ma non esente da conoscenze pratiche e terapeutiche, spesso unito a una cultura più vasta, tipica della temperie umanistica.

Tommaso Duranti è ricercatore di storia medievale presso l’Università di Bologna, dove insegna Istituzioni e antichità medievali e Storia delle università nel medioevo. I suoi studi riguardano le istituzioni politiche bassomedievali e la storia della medicina universitaria; in questo ambito, in particolare, si è occupato delloStudium medico bolognese, del delinearsi nel bassomedioevo della figura dell’esperto di medicina, del rapporto medico-paziente nel medioevo.

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Venerdì 22 marzo 2019
Biblioteca Malatestiana - Aula Magna, ore 17.00
Paolo Rosso
L’universo librario dello studente nel Quattrocento
L’intervento si propone di presentare l’importante fondo di manoscritti della Malatestiana prodotti con il sistema dell’exemplar e della pecia, cioè attraverso la copia a fascicoli sciolti di testi-modello approvati dalle autorità universitarie. Si analizzeranno le inclinazioni librarie degli studenti nello scorcio del medioevo, connotate non solo dai manoscritti dedicati alle auctoritates lette e commentate nelle diverse facoltà, oggetto della riproduzione seriale con il sistema pecia, ma anche da miscellanee di testi raccolti dagli scolares seguendo le personali inclinazioni culturali, da cui affiorano spesso interessi umanistici.

Paolo Rosso insegna Storia medievale e Metodologia della ricerca storia e didattica della storia all’Università di Torino. Studioso delle istituzioni scolastiche e delle università nei secoli XII-XV, si è occupato degli orientamenti culturali e dei patrimoni librari di intellettuali di ambito laico ed ecclesiastico. Su questi temi si segnalano La scuola nel Medioevo. Secoli VI-XV (2018); Negli stalli del coro. I canonici del capitolo cattedrale di Torino (secc. XI-XV) (2014); Studio e poteri. Università, istituzioni e cultura a Vercelli fra XIII e XIV secolo (2010).

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Venerdì 12 aprile 2019
Biblioteca Malatestiana - Aula Magna, ore 17.00
Roberta Ioli
Elena tra epica e sofistica: l’incanto della voce, la persuasione della parola
Elena è una delle figure più note del mito greco, presente nei poemi omerici, nella tragedia, nelle opere di sofisti e oratori. Tuttavia, è anche un personaggio dai contorni sfuggenti, ora oggetto di condanna come adultera, ora difesa come moglie virtuosa sottomessa alla forza degli eventi. Un elemento spesso trascurato è il suo legame con la potenza della voce e dei logoi: mentre nella narrazione omerica Elena esercita tutta la forza seduttiva delle parole, nell’orazione di Gorgia a lei dedicata si assiste a un totale rovesciamento di prospettiva e, da ammaliatrice, diventa innocente vittima di incanto.

Roberta Ioli insegna in un liceo e collabora con l’Università di Bologna e di Roma Tor Vergata come studiosa del pensiero antico. È autrice di vari contributi sul mondo classico, tra cui Gorgia di Leontini. Su ciò che nonè (2010), Teocrito. L’Incantatrice e altri idilli (2012), Gorgia. Testimonianze e frammenti (2013), Il felice inganno. Poesia, finzione e verità nel mondo antico (2018).

 
 

 
 
 

Data Ultima Modifica:
07 Settembre 2018

Data di Pubblicazione:
28 Agosto 2018

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