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Comune di Cesena - Testata per la stampa

Letture Malatestiane

“Letture Malatestiane”, terzo ciclo di incontri organizzato dal Comitato dei Territori di Forlì-Cesena della Società Dante Alighieri in collaborazione con il Dipartimento di Filologia e Italianistica dell’Università di Bologna.
Il tema di quest'anno è Gli intellettuali e la società del loro tempo. 
Il ciclo di incontri si propone di indagare le forme e le modalità attraverso cui alcuni degli autori più celebri della tradizione letteraria italiana hanno preso parte ai dibattiti sociali e politici della società del loro tempo, schierandosi apertamente, talvolta provocatoriamente e persino scandalosamente a favore di una parte e contro un’altra, oppure aprendo nuovi campi e nuove posizioni, da cui era possibile guardare ai cambiamenti in atto da un’inusuale
ma proficua prospettiva.


30 aprile 2019 ore 17,00
Marcello Dani, "Vox clamantis in urbe". Motivi politici nelle opere di Leon Battista Alberti.
L'obiettivo della lezione è quello di analizzare le traiettorie, non sempre coerenti e anzi spesso ricorsive, dei motivi politici presenti con maggiore frequenza in diverse opere di Leon Battista Alberti (1404 - 1472), al fine di coglierne l'evoluzione. A partire dal tentativo di accreditamento presso la società fiorentina (e presso il milieu intellettuale del tempo, egemonizzato dagli esponenti dell' Umanesimo cosidetto "civile") con i Libri della famiglia e le Intercenales, passando per la fase di impegno a "distanza" rappresentata dall'opzione, per pià versi stoica, del Theogenius, vedremo come l'umanista pervenne, attraverso la disillusione e l'umorismo caustico del Momus, al ripiegamento nella dimensione del "governo" e dell'ammaestramento familiare del tardo De iciarchia

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Eventi precedenti:

Giovedì 28 marzo, ore 17,00
Sala Lignea - Biblioteca Malatestiana
“Teorema Pasolini (tra schermo e pagina)” relatore Filippo Milani 
Università di Bologna
A cinquant’anni di distanza dall’uscita del film e poi del libro, Teorema può non risultare ai nostri occhi un’opera così “scandalosa” come venne considerata nel 1968 ma allo stesso tempo continua a fornire spunti di riflessione sulla frantumazione della famiglia borghese, sull’omologazione della società neocapitalista e sulla perdita del senso del sacro. La figura dell’Ospite è un’incognita senza soluzione che sgretola le effimere certezze di tutti i componenti della famiglia, che all’improvviso prendono coscienza della vacuità delle loro vite e dell’irrefrenabile desiderio di possesso.
Nei nostri tempi di vuoto ideologico, molti intellettuali, giornalisti, addirittura psicanalisti (come Recalcati), hanno fatto riferimento al Teorema pasoliniano per leggere il presente e per trovare quell’elemento indefinibile che sfugge alle omologazioni e dal quale è forse  possibile riformulare nuove ipotesi per il futuro.

4 aprile 2019 ore 17,00
Giacomo Ventura, Giosuè Carducci. “Professore rivoluzionario”
Sala Lignea - Biblioteca Malatestiana
Negli ultimi anni, la scuola sembra avere riservato a Carducci uno spazio sempre più angusto nelle programmazioni disciplinari, come del resto sembrano confermare le esili pagine a lui dedicate nelle attuali antologie. Eppure, recenti studi stanno mettendo in discussione una vulgata critica che – proprio a partire dalle aule scolastiche – ha contribuito a semplificare l’irregolare profilo intellettuale di Giosuè Carducci, ritraendo il poeta con
tinte consolatorie e banalizzanti. Un’attenta lettura della sua produzione poetica e in prosa ( e in particolar modo del ricco epistolario) opportunamente intrecciata con i dati biografici, ci restituisce invece l’immagine di un professore immerso in un rapporto vitale e conflittuale con il proprio tempo, non solo nei fervidi anni tra il 1857-71, ma fino ai suoi ultimi giorni. Una figura dunque da riconsiderare integralmente e che riassume, nella sua
parabola esistenziale, tutti gli slanci e le delusioni del pensiero repubblicano prime e dopo l’Unità d’Italia. L’intervento si propone di ripercorrere, attraverso tappe e testi esemplari, l’evoluzione del pensiero politico carducciano, mettendo in luce le contraddizioni e le complessità di un’indole irriducibilmente anarchica e solitaria.

23 aprile 2019 ore 17,00
Ida Campeggiani, “Ognuno riconosce i suoi”. Il dopoguerra per Montale
Aula Magna - Biblioteca Malatestiana
Gli anni della ricostruzione postbellica hanno creato in Montale un profondo disagio, che è testimoniato da alcuni dei testi più memorabili de La bufera e altro, come “L’ombra della magnolia”, “Il gallo cedrone”, “Piccolo testamento” e “Il sogno del prigioniero”. Si propone una lettura di queste liriche, cercando di mettere in luce l’impegno politico di Montale, che individua con lucidità le dinamiche opache del suo presente; e dall’altro lo smarrimento esistenziale, la solitudine e il conseguente ripiegamento dello stile in direzione del grottesco.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Data Ultima Modifica:
29 Aprile 2019

Data di Pubblicazione: 18/03/2019