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Comune di Cesena - Testata per la stampa

Letture Malatestiane

“Letture Malatestiane”, terzo ciclo di incontri organizzato dal Comitato dei Territori di Forlì-Cesena della Società Dante Alighieri in collaborazione con il Dipartimento di Filologia e Italianistica dell’Università di Bologna.
Il tema di quest'anno è Gli intellettuali e la società del loro tempo. 
Il ciclo di incontri si propone di indagare le forme e le modalità attraverso cui alcuni degli autori più celebri della tradizione letteraria italiana hanno preso parte ai dibattiti sociali e politici della società del loro tempo, schierandosi apertamente, talvolta provocatoriamente e persino scandalosamente a favore di una parte e contro un’altra, oppure aprendo nuovi campi e nuove posizioni, da cui era possibile guardare ai cambiamenti in atto da un’inusuale
ma proficua prospettiva.


23 aprile 2019 ore 17,00
Ida Campeggiani, “Ognuno riconosce i suoi”. Il dopoguerra per Montale
Aula Magna - Biblioteca Malatestiana
Gli anni della ricostruzione postbellica hanno creato in Montale un profondo disagio, che è testimoniato da alcuni dei testi più memorabili de La bufera e altro, come “L’ombra della magnolia”, “Il gallo cedrone”, “Piccolo testamento” e “Il sogno del prigioniero”. Si propone una lettura di queste liriche, cercando di mettere in luce l’impegno politico di Montale, che individua con lucidità le dinamiche opache del suo presente; e dall’altro lo smarrimento esistenziale, la solitudine e il conseguente ripiegamento dello stile in direzione del grottesco.

30 aprile 2019 ore 17,00
Marcello Dani, "Vox clamantis in urbe". Motivi politici nelle opere di Leon Battista Alberti.
L'obiettivo della lezione è quello di analizzare le traiettorie, non sempre coerenti e anzi spesso ricorsive, dei motivi politici presenti con maggiore frequenza in diverse opere di Leon Battista Alberti (1404 - 1472), al fine di coglierne l'evoluzione. A partire dal tentativo di accreditamento presso la società fiorentina (e presso il milieu intellettuale del tempo, egemonizzato dagli esponenti dell' Umanesimo cosidetto "civile") con i Libri della famiglia e le Intercenales, passando per la fase di impegno a "distanza" rappresentata dall'opzione, per pià versi stoica, del Theogenius, vedremo come l'umanista pervenne, attraverso la disillusione e l'umorismo caustico del Momus, al ripiegamento nella dimensione del "governo" e dell'ammaestramento familiare del tardo De iciarchia

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Eventi precedenti:

Giovedì 28 marzo, ore 17,00
Sala Lignea - Biblioteca Malatestiana
“Teorema Pasolini (tra schermo e pagina)” relatore Filippo Milani 
Università di Bologna
A cinquant’anni di distanza dall’uscita del film e poi del libro, Teorema può non risultare ai nostri occhi un’opera così “scandalosa” come venne considerata nel 1968 ma allo stesso tempo continua a fornire spunti di riflessione sulla frantumazione della famiglia borghese, sull’omologazione della società neocapitalista e sulla perdita del senso del sacro. La figura dell’Ospite è un’incognita senza soluzione che sgretola le effimere certezze di tutti i componenti della famiglia, che all’improvviso prendono coscienza della vacuità delle loro vite e dell’irrefrenabile desiderio di possesso.
Nei nostri tempi di vuoto ideologico, molti intellettuali, giornalisti, addirittura psicanalisti (come Recalcati), hanno fatto riferimento al Teorema pasoliniano per leggere il presente e per trovare quell’elemento indefinibile che sfugge alle omologazioni e dal quale è forse  possibile riformulare nuove ipotesi per il futuro.

4 aprile 2019 ore 17,00
Giacomo Ventura, Giosuè Carducci. “Professore rivoluzionario”
Sala Lignea - Biblioteca Malatestiana
Negli ultimi anni, la scuola sembra avere riservato a Carducci uno spazio sempre più angusto nelle programmazioni disciplinari, come del resto sembrano confermare le esili pagine a lui dedicate nelle attuali antologie. Eppure, recenti studi stanno mettendo in discussione una vulgata critica che – proprio a partire dalle aule scolastiche – ha contribuito a semplificare l’irregolare profilo intellettuale di Giosuè Carducci, ritraendo il poeta con
tinte consolatorie e banalizzanti. Un’attenta lettura della sua produzione poetica e in prosa ( e in particolar modo del ricco epistolario) opportunamente intrecciata con i dati biografici, ci restituisce invece l’immagine di un professore immerso in un rapporto vitale e conflittuale con il proprio tempo, non solo nei fervidi anni tra il 1857-71, ma fino ai suoi ultimi giorni. Una figura dunque da riconsiderare integralmente e che riassume, nella sua
parabola esistenziale, tutti gli slanci e le delusioni del pensiero repubblicano prime e dopo l’Unità d’Italia. L’intervento si propone di ripercorrere, attraverso tappe e testi esemplari, l’evoluzione del pensiero politico carducciano, mettendo in luce le contraddizioni e le complessità di un’indole irriducibilmente anarchica e solitaria.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Data Ultima Modifica:
09 Aprile 2019

Data di Pubblicazione: 18/03/2019