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Fuochi e fumi sono regolari?

fuochi e fumi

Durante il periodo di potatura delle piante e nel periodo estivo molte persone preferiscono bruciare foglie e rami anziché gestirle come un rifiuto.
Per questo motivo si notano spesso fuochi e fumi, accesi nei campi vicino alla città o sulle colline.
Bruciare residui di potatura potrebbe configurare un'attività di eliminazione di scarti provenienti da attività agricole e agroindustriali.
A tutti gli effetti, siamo di fronte ad uno smaltimento irregolare di "rifiuti speciali".

Il testo unico dell'ambiente (art. 182 comma 6 bis, introdotto dal D.L. 91/2014 convertito con L. 116/2014) consente il raggruppamento e combustione di piccoli cumuli di materiale vegetale nel luogo di produzione nel limite di tre metri steri per ettaro al giorno (lo stero è l'unità di misura del volume apparente utilizzata per il legname ed equivale ad un metro cubo vuoto per pieno).

L’accensione di fuochi all'aperto e dei relativi fumi di combustione è regolamentata dalle seguenti norme, sia locali che nazionali: 
 
·   Ordinanza antismog periodica (da ottobre a marzo): prevede misure emergenziali antismog attivate dopo 3
giorni consecutivi di superamento del valore di 50 microgrammi/mc della concentrazione di PM10 misurato nella stazione di riferimento, sulla base della verifica effettuata nelle giornate di lunedì e giovedì (giornate di controllo)
sui tre giorni precedenti. Le misure temporanee, da attivare entro il giorno successivo a quello di controllo restano in vigore fino al giorno di controllo successivo prevedono il divieto assoluto, per qualsiasi tipologia (falò rituali, barbecue e fuochi d’artificio, scopo intrattenimento, etc…), di combustioni all’aperto anche relativamente alle deroghe consentite dall’art. 182, comma 6 bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 rappresentate
dai piccoli cumuli di residui vegetali bruciati in loco.

    
·   Art. 256 del Codice dell'Ambiente (D.Lgs. n° 152/2006) vieta di bruciare rifiuti di qualsiasi tipo, anche provenienti da attività agricole e agroindustriali.

·   L'articolo 256 bis formulato dal Decreto Legge n.136 del 10.12.2013 di riforma dei reati ambientali, introduce il reato di combustione illecita di rifiuti (punito con la reclusione) a carico di chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate.
Le pene previste variano da 2 a 6 anni a seconda si tratti di rifiuti ordinari o pericolosi. 
La pena inoltre può essere aumentata di un terzo,  se i delitti sono commessi nell'ambito dell'attività di una impresa o di un'attività organizzata. Il trasgressore sarà chiamato anche a rifondere le spese di bonifica dell'area. 


·   Art. 59 del T.U.L.P.S il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza stabilisce che in mancanza di regolamenti locali specifici, è vietato fare fuochi nei campi e nei boschi prima del 15 Agosto e a meno di 100 metri di distanza da case, boschi, siepi o cumuli di materiale infiammabile.
Durante il processo di combustione chi ha acceso il fuoco ha anche l'obbligo di presenziare ed assistere di persona e con numero occorrente di persone finché il fuoco non sia spento.

·   Art. 15 del Codice di Convivenza Civile (Prevenzione incendi):
stabilisce che:

1. È consentita l’attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiore a tre metri cubi steri per ettaro (corrispondenti a tre metri cubi di materiale accatastato per ettaro),
dei materiali vegetali di origine agricola costituiti da paglia, sfalci e potature, effettuate nel luogo di produzione nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

 a)   le attività di abbruciamento devono essere effettuate sul luogo di produzione;

 b)   durante tutte le fasi dell'attività e fino all'avvenuto spegnimento del fuoco deve essere assicurata costante vigilanza da parte del produttore o del conduttore del fondo, o di persona di sua fiducia ed è vietato abbandonare la zona fino alla completa estinzione di focolai e braci;

 c)   la combustione deve essere effettuata in cumuli di dimensione limitata avendo cura di isolare l'intera zona da bruciare tramite una fascia libera da residui vegetali e di limitare l'altezza ed il fronte dell'abbruciamento;

 d)   la combustione deve avvenire ad una distanza non inferiore a 150 metri da edifici di terzi;

 e)   La combustione è vietata nelle giornate ventose,

 f)   nelle aree agricole adiacenti ai boschi o ubicate ad una distanza inferiore a 200 metri dagli stessi, gli interessati devono realizzare una fascia parafuoco che circoscriva il sito dell'abbruciamento;

 g)   è vietato accendere fuochi entro una fascia di 100 metri da strade, autostrade, ferrovie e grandi vie di comunicazione, e in ogni caso il fumo prodotto dalla circolazione non deve provocare pericolo alla circolazione.

 h)   le ceneri derivanti dalla combustione del materiale vegetale di cui alla presente ordinanza devono essere recuperate per la distribuzione sul terreno a fini nutritivi o ammendanti.

 i)    il materiale destinato alla combustione deve essere sufficientemente secco, affinché la combustione possa essere completa e vengano sviluppate limitate quantità di fumo


2. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. In tali periodi il divieto sarà disposto con apposita ordinanza del
Sindaco.


3. Il Comune, anche su segnalazione del Corpo Forestale dello Stato, ha facoltà di sospendere o di vietare la combustione dei residui agricoli all'aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni metereologiche o ambientali non favorevoli e di disporre il differimento di operazioni dì bruciatura allorché sia necessaria l'effettuazione di una programmazione delle medesime, in considerazione delle condizioni ed esigenze locali.


4. E’ consentito bruciare potature oltre i quantitativi sopra descritti per accertati motivi fitosanitari che dovranno essere adeguatamente certificati dal personale qualificato.


5. La combustione di materiale vegetale di origine agricola o urbana miscelato ad altre tipologie di rifiuti costituisce attività di combustione illecita di rifiuti ai sensi dell’art. 256-bis del DLgs 3 aprile 2006 n. 152, ed è punita con la reclusione da 2 a 5 anni in caso di rifiuti non pericolosi e da 3 a 6 anni in caso di rifiuti pericolosi.


6. La combustione di materiale vegetale di origine urbana o comunque proveniente da parchi e aree verdi pubbliche o private, è in ogni caso vietata ed è punita ai sensi dell’art. 256 del Dlgs 152 del 2006; tali rifiuti vanno
smaltiti negli appositi contenitori stradali o tramite il Servizio su chiamata al Gestore del Servizio Rifiuti urbani o mediante conferimento negli appositi Centri di Raccolta.


7. La facoltà di accendere fuochi utilizzando esclusivamente materiale legnoso, è ammessa in occasione della festa di San Giuseppe purché sia rispettata una distanza superiore a mt. 150 da edifici o depositi di materiale infiammabile, nonché ad una distanza superiore a mt. 100 dalla sede stradale. È vietato in ogni caso quando il vento trasporti il fumo ed i residui della bruciatura sulla sede stradale, in modo da rendere pericolosa la circolazione veicolare. I fuochi devono comunque sempre essere presidiati.


8. Se per qualsiasi causa, anche naturale, il fuoco acceso dovesse produrre fumo in quantità eccessiva o ristagno dello stesso a livello del suolo e limitare la visibilità in modo tale da comportare rischio per la circolazione
veicolare e ciclopedonale, è fatto obbligo di spegnerlo.


9. L’uso di bracieri e griglie non è consentito su aree pubbliche a meno che non si tratti di aree appositamente attrezzate.


Le violazioni delle disposizioni del Codice di Convivenza Civile comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra un minimo di 25,00 euro e un massimo di 500,00 euro.

 

 
 



 





 
 
 
 

Data Ultima Modifica:
15 Aprile 2019

Data di Pubblicazione:
01 Aprile 2019

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