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La mazza processionale di Pio VI

1749-1751 Altezza cm. 104 Cesena, Atrio della Biblioteca Malatestiana E' costituita da un'asta a sezione triangolare formata da tre lamine in argento sbalzate e saldate ai lati. Sugli spigoli sono applicati dei serti floreali e al centro di ogni faccia un motivo decorativo. Sull'asta si alternano parti in lamina d'argento e parti in lamina d'argento dorato: il peduncolo di base, un'asta centrale, un elemento di raccordo al nodo, il nodo centrale con tre testine di putto, un altro elemento di raccordo alla testa.

 

1749-1751 
Altezza cm. 104 
Cesena, Atrio della Biblioteca Malatestiana 

E' costituita da un'asta a sezione triangolare formata da tre lamine in argento sbalzate e saldate ai lati.
Sugli spigoli sono applicati dei serti floreali e al centro di ogni faccia un motivo decorativo.
Sull'asta si alternano parti in lamina d'argento e parti in lamina d'argento dorato: il peduncolo di base, un'asta centrale, un elemento di raccordo al nodo, il nodo centrale con tre testine di putto, un altro elemento di raccordo alla testa.
La testa della mazza è formata da tre lamine sbalzate e saldate assieme, sormontate dalle tre Virtù teologali.
Il terminale è costituito da una base su cui poggia lo stemma di Pio VI; sul verso, un'epigrafe dedicatoria ricorda che la mazza fu donata da papa Braschi alla città di Cesena nel XIV anno del suo pontificato, cioè nel 1790. 

Il restauro eseguito nel 1989 ha consentito di identificare l'orafo che ha eseguito l'opera, il romano Matte Piroli.
Il punzone dell'artista, impresso più volte su varie lamine nei punti di congiunzione dei pezzi, corrisponde a quello da lui usato negli anni tra il 1749 e il 1751.

Quest'opera di grande valore dal punto di vista qualitativo rivela un artefice padrone della tecnica e attento agli sviluppi decorativi della scultura romana, come mostra ad esempio la resa naturale dei panneggi e della composizione nelle Virtù.