Romolo Savoia Pittorialismo, naturalismo, viaggi

Nell’estate del 2017 è arrivato in Malatestiana il fondo fotografico di Romolo Savoia, composto da oltre 16.000 negativi e 6000 positivi che costituiscono non il corpus fotografico della sua esperienza lavorativa, bensì il racconto della sua passione, che coltivava nel tempo libero: la fotografia.


Pittorialismo, naturalismo, viaggi

Nell’estate del 2017 è arrivato in Malatestiana il fondo fotografico di Romolo Savoia, composto da oltre 16.000 negativi e 6000 positivi che costituiscono non il corpus fotografico della sua esperienza lavorativa, bensì il racconto della sua passione, che coltivava nel tempo libero: la fotografia. Famoso e apprezzato, Savoia è stato il riferimento indiscusso e sempre citato con venerazione e reverenza da un’intera generazione di fotografi cesenati: Renzo Bertaccini, Renzo Ravegnani, Bruno Evangelisti, Francesco Dellamore.  

I soggetti delle sue fotografie sono riconducibili ad alcuni grandi filoni: la natura, le attività, i paesaggi. In tutti però appare evidente che quello che attira maggiormente  il suo sguardo è la ricerca dei giochi di luce (non per niente era considerato il “Maestro” della luce), le geometrie nascoste nella realtà e, in alcuni casi, la ricerca del contrasto, di un elemento di “disturbo” atto a rompere l’armonia delle cose. Non un intento puramente naturalistico, quindi, ma una costante sperimentazione su più fronti, così che queste immagini finiscono per parlare un linguaggio nuovo,  quasi astratto e metafisico, in una fotografia che gradatamente sembra staccarsi da quella tradizionale per avvicinarsi alla fotografia “concettuale”, quando non addirittura alla grafica.  

La maggior parte dei positivi sono stampati con un retino o "texture" grazie ad una tecnica da lui elaborata e mai rivelata; molti sono stati ritoccati con l’applicazione del colore, tramite pastelli a cera e tratti a china, in un intento sperimentale che porta Romolo Savoia a mettere in pratica tutte le caratteristiche che contraddistinguono le correnti pittorialistiche della fotografia, soprattutto nel loro cercare di allontanare l’immagine fotografica dalla semplice riproduzione della realtà.  

Il fondo, che è stato inventariato e condizionato in appositi materiali di conservazione, è in gran parte digitalizzato (circa metà dei positivi e la totalità dei negativi). Solo una piccola, rappresentativa parte delle immagini è stata catalogata ed è visibile nel catalogo online.