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Nuovo Coronavirus e didattica a distanza, chi può doni un tablet o un pc portatile

Dal Comune l’appello al “soccorso digitale” rivolto a privati e a imprese

Cercasi Soccorso digitale.
L’anno scolastico è destinato a concludersi virtualmente e, come anticipato dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, c’è la possibilità che il prossimo anno inizi con la didattica a distanza.
Una modalità a cui professori e studenti dovranno farci l’abitudine ma che risulta di difficile fruizione laddove mancano le apparecchiature necessarie.
Da qui l’appello dell’Amministrazione comunale di Cesena che, al fine di non lasciare nessuno indietro e di rendere a famiglie e ragazzi questo percorso più lineare possibile, chiede a tutti coloro che hanno un computer portatile in disuso o un tablet sul fondo della scrivania di metterli a disposizione degli studenti che al momento ne sono sprovvisti. Inoltre, l’Amministrazione comunale chiederà anche il supporto delle imprese del DIR – Distretto Informatica Romagnolo – perché chi ne abbia le condizioni, possa mettere a disposizione il materiale informatico, anche usato da rigenerare, purché funzionante e dotato di caricabatterie.
Il progetto verrà gestito in collaborazione con Sprite, associazione degli studenti universitari di Ingegneria informatica dell’Università di Cesena, attraverso Trashware, che è già attivo per il ripristino e il riutilizzo di computer non più utilizzati. 

“L’attuale emergenza sanitaria – commenta il Sindaco Enzo Lattuca – ha portato all’immediata chiusura delle scuole. Da fine febbraio insegnanti e Dirigenti scolastici hanno avviato una didattica a distanza per garantire la continuità di istruzione dei nostri ragazzi oltre che la fondamentale continuità di rapporti tra insegnanti e studenti.
Le lezioni online però senza le adeguate apparecchiature possono diventare davvero complicate e non sono pochi i ragazzi che seguono la diretta del professore sul proprio smartphone.
Questo processo infatti ha fatto emergere come numerose famiglie non dispongano di attrezzature adeguate, quali pc portatili o tablet, che consentano di seguire lezioni online, trasmettere materiale didattico dagli insegnanti agli studenti e viceversa trasmettere i compiti svolti agli insegnanti per le correzioni o più semplicemente avere contatti con gli insegnanti o i compagni di classe”.

Oltre che alle imprese del territorio, la richiesta del Comune è aperta a tutti coloro (enti del terzo settore –associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, imprese sociali -, e altri soggetti associativi senza scopo di lucro come associazioni di categoria, rappresentanze, associazioni culturali e ricreative – nonché imprese private e cittadini) che intendono supportare le famiglie che non possiedono computer o tablet.

Ad oggi risultano circa 450 le richieste di devices raccolte dai Dirigenti scolastici per supportare le famiglie di bambini delle elementari e i ragazzi delle scuole medie. A livello nazionale e regionale si stanno disponendo misure economiche in tale direzione, ma non saranno sufficienti a coprire il fabbisogno del nostro territorio.

Chi intende aderire può inviare una mail a info@trashwarecesena.it indicando l’hardware che si intende mettere a disposizione e il luogo presso cui poterlo ritirare.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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