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Inaugurazione di Macfrut 2011

L'intervento di Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena

Sono lieto di porgere il più cordiale benvenuto della città di Cesena alle autorità presenti, ai rappresentanti delle associazioni economiche, agli operatori italiani e stranieri che partecipano a questa edizione di Macfrut.
Come avviene ormai da 28 anni, anche nel 2011 Macfrut si presenta come uno dei più importanti momenti di incontro e confronto a livello internazionale per l'ortofrutta, qui rappresentata da 750 espositori - con presenze estere in aumento - appartenenti a tutti i comparti della filiera, con la presenza di aziende leader dei vari settori, dalla produzione alla distribuzione, dalle attrezzature agli imballaggi.
In questi tre giorni, grazie al fitto programma di convegni e seminari, si parlerà di ricerca, tecnologia, tecniche di produzione e conservazione, strategie di mercato, con la partecipazione di esperti qualificati, esponenti del mondo delle imprese e dell'Università.
Ma soprattutto, inevitabilmente, al centro dell'attenzione ci sarà la difficile fase che  sta attraversando il settore, ed in particolare il mondo della produzione, alla luce anche dell'andamento dell'ultima stagione ortofrutticola.
L'estate appena conclusa ha visto manifestarsi in tutta evidenza due elementi critici: da un lato le difficoltà riscontrate da alcune varietà di frutta estiva, che hanno interessato principalmente - ma non solo - i tre maggiori produttori europei, vale a dire Francia, Spagna, Italia.
A determinarle una serie fattori concomitanti, primi fra tutti l'andamento climatico, che ha provocato l'anticipo della maturazione, l'accavallamento delle produzioni provenienti da aree diverse e il calo delle vendite determinato dal diffondersi della psicosi dell'Escherichia coli.
Questo quadro, già molto grave, si è innestato all'interno dell'ormai pluriennale crisi globale dell'economia, che ripercuote le sue inevitabili conseguenze anche in questo settore: si hanno a disposizione meno risorse e, a causa di questo, le famiglie modificano radicalmente le loro abitudini alimentari, riducendo i consumi. Un trend, questo, non solo italiano, ma esteso all'intera Europa.
Anche il territorio cesenate e romagnolo ne ha sofferto le conseguenze, con i nostri agricoltori costretti a vendere pesche e nettarine, fiori all'occhiello della produzione locale, a 20-30 centesimi al kg, prezzi talmente bassi da coprire solo una parte ridotta dei costi di produzione.
Si ripropone così, ancora una volta, drammaticamente, il tema della forbice sempre più larga fra prezzi all'origine e i prezzi al consumo, che impone una riflessione sugli strumenti da mettere in atto per la tutela dell'attività produttiva, ma direi, più in generale, dell'economia italiana.
Non dimentichiamo, infatti, che il settore ortofrutticolo in Italia "vale" 34,2 milioni di tonnellate di prodotto per una Produzione lorda vendibile di 11 miliardi ed un fatturato (compreso l'indotto) di 22 miliardi di Euro.
Il nostro Paese è fra i primo produttori nel mondo e ha un ruolo di leader a livello europeo. Non solo: nel 2010 l'ortofrutta - intesa come insieme del fresco e delle conserve - è stata la prima voce dell'export italiano nel mondo, con un valore di oltre 6 miliardi, superando il vino, come indicano i dati Istat sulla bilancia commerciale agroalimentare. Senza dimenticare che, sempre nel 2010, il saldo attivo (fra import ed export) per l'ortofrutta è stato di 1,2 miliardi di euro.
Questi risultati testimoniano la qualità della nostra frutta e della nostra verdura, il valore dei nostri prodotti tipici  - un patrimonio inestimabile che continua a connotarsi come una delle eccellenze del nostro Paese - e le capacità degli operatori del settore.
Ma sarebbe miope pensare di mantenere questi livelli dimensionali senza mettere in campo nuove strategie che mirino a sostenere il settore e ne consentano lo sviluppo. 
Un tema tanto vasto e complesso, con più livelli d'intervento coinvolti, impone a ciascuno - secondo il suo ruolo - di fare la propria parte, sia singolarmente, sia collaborando con gli altri soggetti interessati, per definire un programma ampio ed articolato, che sappia affrontare le emergenze attuali, ma che abbia anche un più vasto respiro basato su riorganizzazione, ricerca della qualità, capacità d'innovazione.
L'unica cosa che non possiamo permetterci, in questa situazione, è un colpevole immobilismo che non ci sarebbe perdonato da nessuno. Per questo i diversi livelli istituzionali, a partire dal Governo nazionale, devono connotarsi per una volontá ed una capacità di intervento nuovi, indispensabili per giungere ad un salto di qualità capace di andare al di là delle convenienze del momento, delle manovre semplicemente tattiche, del piccolo cabotaggio.
Come riportato oggi dalle pagine del Sole 24 ore, anche il Comune di Cesena, aderendo al documento della nostra Provincia, ritiene indispensabile ripartire dalle proposte elaborate dalle organizzazioni agricole e centrali cooperative del nostro territorio, che propone al Ministero delle Politiche agricole azioni che non richiedono impegni finanziari, ma interventi normativi di riorganizzazione.
Pur se all'interno di un doveroso dovere di ospitalità istituzionale, fosse restato tra di noi l'avrei detto anche all'onorevole Romano: caro Ministro, si muova, dia speranza alle imprese ed alle nostre comunità, lasci un segno del quale essere orgogliosi.
E' giunto per tutti - ed anche per il Governo - il momento dei fatti e non quello delle parole, in agricoltura più che in ogni altro settore!
Questa edizione del Macfrut, con le sue molteplici occasioni di incontro e riflessione, sarà utile anche a questo e - a partire dall'importante Convegno che sta per prendere il via con l'intervento d'apertura di Tiberio Rabboni, Assessore all'agricoltura della Regione Emilia-Romagna - consentirà di avviare un confronto serio e approfondito, da cui scaturiscano quelle sinergie e quelle strategie indispensabili per dare alla nostra agricoltura ed alle nostre imprese le speranze di cui hanno bisogno.
Ed è anche per tale ragione che la nostra città, consapevole dell'importanza di queste giornate, ha fatto il possibile per far proseguire anche nel 2011, un processo ormai consolidato di continua crescita della nostra Fiera più preziosa. Un processo che non abbiamo certo intenzione di arrestare e che, grazie a voi ed all'impegno di Domenico Scarpellini, di Cesena Fiera, dello staff che li accompagna, proseguirà anche nel prossimo futuro, continuando a fare di Cesena il palcoscenico ideale per la parte più evoluta dell'agricoltura italiana, europea, mondiale.
Buon Macfrut a tutti.

 
 
 

Ufficio stampa
Federica Bianchi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Data Ultima Modifica:
07 Ottobre 2016

Data di Pubblicazione:
05 Ottobre 2011

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