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La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria cesenate si esprime all'unanimità

per un percorso di Area Vasta ed esclude la possibilità di fusione per le sole Ausl di Cesena e Forlì

 Sì ad un percorso nel segno di Area Vasta, no a una fusione limitata alle sole Aziende Sanitarie di Forlì e Cesena. A ribadirlo la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria cesenate che oggi ha approvato all'unanimità un documento formale al riguardo presentato dal Sindaco di Cesena Lucchi e dal Sindaco di Cesenatico Buda, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Conferenza. Fra l'altro, nel documento approvato, per la prima volta si indica ufficialmente come prospettiva per il futuro quella della nascita di un'Azienda Sanitaria unica per tutta la Romagna.
 
Di seguito il testo completo del documento approvato.
 
La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria cesenate
 
Premesso che:
- il giorno 29 novembre 2011 il Presidente Paolo Lucchi inviava al Presidente della C.T.S.S. di Forlì, al Presidente della Provincia di Forlì-Cesena e alla stampa locale una nota, condivisa con tutti i componenti di questa C.T.S.S., nella quale ribadiva la assoluta contrarietà delle istituzioni locali cesenati alla fusione fra le Aziende USl di Cesena e di Forlì, evidenziando, invece, la necessità di implementare i risultati già ottenuti in sanità nell'ambito territoriale dell'Area Vasta Romagna; 
- nella parte II "Programma di attuazione", Capitolo 4 "L'Area Vasta Romagna", Paragrafo denominato "Il livello di strutturazione e il sistema di governante" del PAL 2010-2012, approvato dalla medesima C.T.S.S. il 14 marzo 2011, si cita testualmente: "Il coordinamento dei Presidenti delle C.T.S.S. ha confermato la scelta strategica dell'integrazione di Area Vasta come strumento per consolidare e sviluppare le prerogative di autonomia dei territori nella programmazione e nella organizzazione dei servizi e delle funzioni sanitarie rientranti nei confini della cosiddetta autosufficienza territoriale. Nell'Atto di indirizzo e coordinamento dell'Area Vasta sono espressamente richiamati gli elementi strategici di fondo dell'Area Vasta. Questa è: scelta di necessità poiché i costi da sostenere, per rispondere alla domanda e per assicurare la disponibilità di servizi adeguata qualità, saranno sostenibili solo nella misura in cui il sistema sanitario sarà capace di realizzare profonde innovazioni nella programmazione, nella organizzazione, nella gestione e nelle modalità di produzione dei servizi; scelta di qualità tecnica per tutti quei servizi che richiedono l'impiego di risorse sofisticate e costose che non possono essere duplicate se non quando viene superata una soglia minima di domanda da soddisfare, pena la compromissione della efficacia e della efficienza; scelta complessiva o di servizio reso al cittadino per quello che concerne gli aspetti di accessibilità, tempestività, globalità, continuità e umanità delle cure e dell'assistenza. Per queste motivazioni, è necessario rafforzare la prospettiva sovra aziendale, di bacino ottimale di servizio, all'interno della quale inserire le innovazioni".
conferma
o       la convinzione che sia necessario pensare al futuro della sanità locale solo ed esclusivamente nell'ambito sovra territoriale dell'Area Vasta Romagna, verso il quale in questi anni sono state dedicate, da tutti i territori interessati (Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini), risorse ed innovazioni progettuali, sulle quali è necessario non fermarsi, valutando rischi ed opportunità;
o       l'impercorribilità di una fusione limitata alle aziende USL di Cesena e di Forlì che, come anticipato in premessa, non è coerente con il governo strategico delle politiche sanitarie che questa C.T.S.S. ha portato avanti negli ultimi anni e che limiterebbe la necessità ed urgenza di assumere sfide ancora più complesse, per potenziare i risultati sino ad oggi ottenuti in Area Vasta Romagna;
o       la propria piena disponibilità a definire, di concerto con le altre C.T.S.S. romagnole e con la Regione Emilia-Romagna, nel rispetto delle competenze e delle autonomie di ciascuno, un piano di lavoro che miri alla continuità dei servizi di prossimità più vicini ai cittadini, anche attraverso la valorizzazione dei presidi ospedalieri periferici e il perfezionamento delle loro vocazioni particolari;
o       all'implementazione dei processi di integrazione fra le aziende e allo sviluppo delle eccellenze sanitarie di ambito sovra territoriale, non solo finalizzati al rinnovamento istituzionale ed organizzativo, ma anche caratterizzati dalla volontà di governare la sanità locale accettando la sfida al cambiamento generata dalla crisi economica e mettendo al centro la dignità di ogni persona, in particolare preoccupandosi di:
§        ridisegnare l'organizzazione delle cure in funzione della centralità dei bisogni dei cittadini, come, per altro, previsto dal PAL 2010-2012;
§        promuovere una pratica clinica ed assistenziale orientata al miglioramento continuo delle capacità professionali e all'implementazione dell'integrazione fra i servizi ospedalieri e la rete dei servizi socio-sanitari territoriali;
§        continuare a semplificare l'accesso ai servizi, con particolare attenzione all'equità e alla trasparenza dei percorsi, soprattutto per quanto attiene al governo delle liste di attesa e al Pronto Soccorso.  
 
Tutto ciò, preferibilmente proteso alla nascita di una Azienda sanitaria unica romagnola.

 
 
 

Ufficio stampa
Federica Bianchi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Data Ultima Modifica:
07 Ottobre 2016

Data di Pubblicazione:
20 Dicembre 2011

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