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Cromoenergie - pittura 2012

quadro di Massimo Galuppi

Mostra alla galleria Pescheria

Massimo Galuppi
cromoenergie - pittura 2012

Galleria comunale ex Pescheria
dal 12 al 27 maggio
orari: 9,30-12,30 / 16-19
a cura di Michele Andrea Pistocchi
inaugurazione sabato 12 maggio ore 17

con il patrocinio del Comune di Cesena
 
 

Massimo Galuppi (1955) vive e la­vora a Cesena. Arti­sta di formazione non accademica, con competenze in campo fotogra­fico e grafico-digitale, privile­gia in genere nella sua pittura forme e soggetti architettonici.
 

Personali
CittàPolis, Rimini, Centro Multimediale "Il Bastimento", dic '05/gen '06;
ZuccherOnirico, Cesena, Galleria Cesuola, marzo '07;
ZuccherOnirico, Cesena, P.zza Sciascia, giu '07;
ArchitetturOniriche, San Carlo di Cesena, Studio DES'ARK Gallery, ott/nov '10;
Massimo Galuppi - Pittura 2005-2011", Cesena, Galleria "Silvio Severini", ott '11
"Cromoenergie - Massimo Galuppi Pittura 2012", Cesena, Galleria comunale ex Pescheria, mag '12
Collettive
Cesena, "Onirici realismi", Galleria del Loggiato, nov '05;
Cesena, "Pittori Astrattisti", Galleria comunale ex Pescheria, giu '06;
Forlì, "Contemporanea" nov '07;
Orvieto, "Equilibri sospesi", Chiostro di San Giovanni, lug/ago '07;
Cesena, "Modalità espressive", Galleria comunale ex Pescheria, marzo '08;
Cesena, "Cesena tra sogno e realtà", ADARC - Cassa di Risparmio, febr/mar '09;
Forlì, "Contemporanea", nov '09;
Cesena, "Ambient'Arte", Galleria Cesuola, nov/dic '09;
Forlì, "Contemporanea", nov '10;
Cesena, "Arredo Casa", Quartiere Fieristico nov '10;
San Carlo di Cesena, "SacerArch", Centro Civico Quartiere, dic '10;
San Carlo di Cesena, "SacerArch", Studio DES'ARK Gallery, gen '11;
Forlì, "Vernice", marzo '11;
Cesena, "Ambient'Arte", Galleria "S. Severini", apr '11
Cesena, "ArteinAgrofer", Quartiere Fieristico mar '12
Esposizione permanente
Opere dell'artista sono esposte presso lo Studio DES'ARK di Cesena, via San Carlo, 569 - cell. 3391147434 - www.desark.it (Dir. Arch. R.L. Mariotti)



La pittura di Massimo Galuppi, artista ormai noto al pubblico cesenate e romagnolo, si fonda sulla scomposizione in figure e forme primigenie (o "pure") di opere tridimensionali. Dalle tre dimensioni della realtà visibile e fisica si passa ad un piano illusorio e bidimensionale. La vasta produzione del pittore cesenate, incentrato da anni sul tema architettonico, trova in questo nuovo anno una nuova via di sperimentazione. Quasi del tutto abbandonati alle spalle i quadri urbani, le scene cittadine, gli spazi delimitati dall'architettura industriale e religiosa, si giunge in un universo dove la frammentazione delle forme si lega alla natura dell'acqua e della energie naturali. Dopo opere di transizione (Montiano 2011, Manhattan 8) che costituiscono un ponte tra la concezione spaziale tipicamente galuppiana, attraverso un percorso coloristico sperimentale del pittore si giunge all'universo delle energie sottili, del movimento dell'universo. La cromia bitonale ocra-azzurro che aveva caratterizzato l'esposizione dell'autunno 2011 è qui abbandonata per entrare in un continente da esplorare. Montiano 2011, con una parvenza di edificio ancora riconoscibile, è il passaggio: sulla destra si stagliano su un fondale scuro come la tela di panno di un teatro alcune case irreali, abbagliate di luce bianca. Dalle aperture penetra il nero celato dietro la quinta scenica. A sinistra il processo di decomposizione è già avvenuto. Le case sono ammassi monocromi quasi informi, storti, vacillanti. La terra su cui poggiano è nera come il cielo del lato destro. Il cielo è chiaro, come il terreno del lato opposto. Siamo quindi in presenza di un "divenire": dalla forma fisica al piano sottile delle energie. Il mondo conosciuto nelle sue tre dimensioni (teatrale, come ne La vita è sogno) si ribalta (bianco/nero) e diverta solo energia. Si tratta di un dipinto quasi profetico, da leggere verso sinistra, come nella lingua sacra ebraica. Dove arriva l'uomo ribaltando il piano sensibile per accedere all'universo del sottile? Giunge in quella realtà costituita da ammassi informi di particelle che non hanno una forma misurabile, che non si possono chiudere in insiemi precostituiti. In Bianco e Nero 1 ci troviamo nel primo stadio di questa nuova realtà. Come nei testi di Castaneda, ciò che ci circonda non è altro che unità cromatiche in movimento. Dalla semplice dis-unione delle "monadi" colorate (possiamo chiamare così le singole particelle cromatiche scomposte come in un'analisi chimica), che costituisce l'alchemico solve, si procede nella seconda fase: quella del coagula. Sciogli e unisci, sintetizza: dal due all'uno. Il processo di coagulazione si percepisce esattamente nel dipinto Planimetrica 2012, dove i frammenti di luce si iniziano a mescolare tra loro, sovrapponendosi tra loro e andando a perdere i loro singoli confini. Si può forse dire dove sia un inizio o una fine? No. Il processo produce un incessante movimento energetico, che non ha né inizio né fine. Siamo di fronte al concetto di "dinamismo eterno". Assolutamente necessario alla sintesi è il concetto di ritmo, come nella musica prodotta dalle sfere celesti. L'armonia prodotta dalla vibrazione in un determinato tempo è la scintilla divina che immette il moto nell'energia potenziale. È questa la Danza 2011, dove gli atomi di energia, ormai fusi assieme, girano in un vortice circolare, che aggrega le singole parti ancora marginali. Attraverso questo ritmo che ricorda il moto planetario le particelle cromoenergetiche si compattano a poco a poco (Tratto 2 2012), formando così un nucleo di vita costituito da filamenti intrecciati uno nell'altro. E' l'animula, il DNA umano, il nucleo profondo del nostro essere divino. È la scintilla di luce e colore che l'uomo mantiene viva anche in una realtà fisica tridimensionale (qui visibile nello sfondo nuovamente geometrico). Questi filamenti generano infine la vita: i fiori del Tratto 1 2012. Domina un nuovo colore: il verde, appunto unione di due primari (blu e giallo). L'universo duale - maschile e femminile, yin e yang - sintetizzato in UNO e messo in moto attraverso il soffio divino (il ritmo) produce un nuovo universo. Tre fiori, come la Trinità. Il Tre che è in realtà Uno (il sacro vaso, l'urna, la matrice femminile della vita, il Graal). Siamo di fronte ad un percorso iniziatico, dove la realtà conosciuta vuole spingersi verso i confini del vero Sapere. E tutto ha origine dalla lettura destra-sinistra del nostro piano sensibile, dal ribaltamento del giudizio. È come per l'Appeso dei Tarocchi: colui che guarda il mondo coi piedi sospesi per aria.

mail dell'artista: magalup.art@gmail.com
mail del curatore: michele.pistocchi@fastwebnet.it