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RACCOLTE RISERVATE DI GRANDI ANTIQUARI
la collezione LUMINA
Cesena Galleria Comunale d'Arte - Corso Mazzini 1
30 giugno - 9 settembre 2012
Comune di Cesena
Assessorato ai Servizi e alle Istituzioni Culturali
Mostra a cura di:
Alessandro Giovanardi
orari di apertura
9,30 - 13,00 16,00 - 19,30
(chiusa il lunedì)
info tel. 0547.355727 - 0547.356327
paganelli_g@comune.cesena.fc.it
www.cesenacultura.it
Inaugurazione
Sabato 30 giugno 2012 ore 17
La Natura e la Grazia
La Natura e la Grazia segna felicemente la terza tappa della serie, "Raccolte riservate di grandi antiquari", l'originale collana di mostre e cataloghi, ideatada Massimo Pulini per il Comune di Cesena e dedicata a quelli che possono considerarsi dei veri e propri musei segreti. Nell'universo ricco e complesso dell'antiquariato italiano operano, infatti, appassionati cultori della bellezza e della memoria che, oltre ad aver rintracciato, restaurato, studiato molte opere d'arte disperse dalla storia o confinate nell'oblio, hanno saputo trattenerne singolari selezioni che, nella loro organicità, rappresentano un'affascinante microstoria del gusto e del collezionismo.
La rassegna prosegue quest'anno incontrando il lavoro appassionato e meticoloso di un giovane ma già affermato connoisseur, Enrico Lumina, galleristae collezionista di Bergamo che schiude alla visione del pubblico lo scrigno delle sue acquisizioni più preziose, legate soprattutto a un sentire raffinato per la freschezza del colore e l'eleganza dei soggetti. Il filo conduttore che lega insieme la bella antologia di opere, è la riflessione sui generi "letterari", sulle "figure retoriche", sulle forme e le metafore che intessono il discorso silenzioso, la muta eloquentia, della pittura. Attraverso questo percorso sirivelano le connessioni profonde e fascinose tra i diversi temi poetici della storia dell'arte europea dal XVI al XVIII secolo: l'immagine religiosa e la natura morta, il ritratto e il paesaggio, la narrazione agreste e la fiaba, il viaggio e la battaglia. Due sono i punti cardinali da cui irradia il senso della mostra. Il primo è la natura, presenza continua e ineliminabile delle tele, dischiuse su orizzontiterrestri e marini, baluginanti di visioni celesti o boscose, inghirlandate di fiori e di frutti ornamentali e simbolici, divenuti emblemi di un discorso sacro composto da immagini seducenti e sofisticate. Ma natura, in senso filosofico,è anche e soprattutto l'essenza delle cose, dei gesti, degli sguardi; essenza che la pittura, come suo proprio fine ideale, s'impegna a svelare, rendendo trasparente ciò che resta opaco e inavvertito nell'esperienza quotidiana.
Il secondo cardine è dato, invece, dalla grazia termine che in religione si opponeo sovrappone a natura come dono divino, tocco ultraterreno della lucesalvifica, ma che, nel senso comune, è la quint'essenza stessa della naturalezza dei volti, dei gesti, dei paesaggi. Nella riflessione estetica grazia è l'inafferrabile quid di un'armonia autenticae non affettata, di un'eleganza che si offre con spontaneità ma che è frutto di una disciplina accuratissima, dono lieve di realtà profonde. L'idea di grazia è unnodo di seta in cui s'intrecciano il carattere sorgivo e gratuito della bellezza, la sensibilità spirituale, l'eccellere della sapienza artistica. Secondo una scrittrice quattro sono i luoghi dell'esperienza e del pensiero dove si legano insieme bellezza e verità, natura e grazia: il linguaggio, il paesaggio, il mito e il rito. Questo legame si dipana in tutto il percorso della Collezione Lumina, attraverso i nobili interpreti della pittura: dai temi sacri del Rinascimento col loro lessico cifrato (Rondinelli, Santacroce), al verismo sentimentale e teatrale di grandi maestri della Controriforma (Pacecco De Rosa, Eberhard Keilhau, Girolamo Troppa), dai "sacerdoti" del ritratto (Ceresa, Fra' Galgario), alle "icone" puriste del Barocco sei-settecentesco (Sassoferrato, Marinari, Stern), dalle succose nature morte, incontro felice di natura e simbolo (Pier Francesco Cittadini, Francesco Mantovano, Giovanni Stanchi, Agostino Verrocchio, Aniello Ascione, Vicenzino), alle allegorie musicali (Bettera, Todeschini, Micheli), dal caos bellico del Borgognone al paesaggio pre-romantico di Giuseppe Zais, fino ai grandi rituali dipinti, fiabeschi nel Bocchi, erotici nel Bambini, religiosi e popolari nel Tironi.
La mostra e il catalogo sono curati da Alessandro Giovanardi e si avvalgono di testi e contributi di Alberto Cottino, Pietro Di Natale, Sabrina Foschini, Filippo Pedrocco, Massimo Pulini.