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Cos'è l'UE

 
Cos'è l'UE

L'Unione europea (UE) è un'organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo, che dal 1º gennaio 2007 comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici. La sua istituzione sotto il nome attuale risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti.
L'Unione consiste attualmente di una zona di libero mercato, detto mercato comune, caratterizzata, tra l'altro, da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca centrale europea e attualmente adottata da 16 dei 27 stati membri; essa presenta inoltre una unione doganale nata già con il trattato di Roma del 1957, ma completata fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai loro cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all'interno degli stati membri.
 

 

L'Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca.
L'Unione europea non è una semplice organizzazione intergovernativa (come le Nazioni Unite) né una federazione di Stati (come gli Stati Uniti d'America), ma un organismo sui generis, alle cui istituzioni gli stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale. Le sue competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. In alcuni di questi campi le funzioni dell'Unione europea la rendono simile a una federazione di stati (per esempio, per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali); in altri settori, invece, l'Unione è più vicina ad una confederazione (per esempio, per quanto riguarda gli affari interni) o a un'organizzazione internazionale (come per la politica estera).
Gli organi principali dell'Unione comprendono il Consiglio dell'Unione europea (denominazione che ha sostituito quella di Consiglio dei Ministri da parte del Trattato di Maastricht), la Commissione, la Corte di Giustizia, il Parlamento, il Consiglio europeo e la Banca centrale europea. L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1950 e dal 1979 i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni.

 

Un po' di storia

Fra il 1945 e il 1950 statisti coraggiosi come Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide de Gasperi e Winston Churchill si impegnano a guidare i popoli dell'Europa occidentale verso una nuova era, un'era caratterizzata dalla creazione di nuove strutture, basate su interessi comuni e fondate su trattati destinati a garantire il rispetto delle leggi e l'uguaglianza fra le nazioni.
Il 9 maggio 1950, ispirandosi a un'idea di Jean Monnet, il ministro francese degli Affari esteri Robert Schuman propone di creare la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA). La produzione del carbone e dell'acciaio di paesi un tempo in guerra fra loro passa sotto il controllo di un'autorità comune, l'Alta Autorità: le materie prime della guerra, con grande senso pratico e altissimo valore simbolico, diventano così strumenti di riconciliazione e di pace.
Dopo la caduta del muro di Berlino, avvenuta nel 1989, l'Unione europea favorisce la riunificazione della Germania. Quando poi l'impero sovietico crolla nel 1991, gli ex paesi comunisti dell'Europa centrale e orientale, sottoposti per decenni al giogo autoritario del Patto di Varsavia, decidono che il loro futuro è accanto alle nazioni democratiche europee.
Il processo di allargamento è tuttora in corso. Nell'ottobre 2005 sono cominciati i negoziati di adesione con la Turchia e la Croazia, mentre vari paesi balcanici hanno presentato la loro candidatura all'Unione europea.
Riportiamo qui brevemente la storia dell'Unione Europea in 10 tappe fondamentali.

 
Robert Schuman, il 9 maggio 1950 nella Sala dell'Orologio di Parigi, mentre pronuncia la storica dichiarazione che diede origine al processo di integrazione europea
Robert Schuman, il 9 maggio 1950 nella Sala dell'Orologio di Parigi, mentre pronuncia la storica dichiarazione che diede origine al processo di integrazione europea
 
 

1. Il 9 maggio 1950 la dichiarazione Schuman propone la creazione di una Comunità europea del carbone e dell'acciao  (CECA), che si concretizza con il trattato di Parigi del 18 aprile 1951. Creando un mercato comune del carbone e dell'acciaio, i sei paesi fondatori (Belgio, Repubblica federale di Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi) intendono anzitutto garantire la pace fra i vincitori e i vinti della Seconda guerra mondiale, associandoli e inducendoli a cooperare in un quadro istituzionale comune improntato al principio dell'uguaglianza.
 
2. Con il trattato di Roma del 25 marzo 1957 i sei Stati membri decidono di dar vita a una Comunità economica europea (CEE) basata su un mercato comune più ampio, comprendente tutta una serie di beni e servizi. I dazi doganali tra i sei paesi sono definitivamente aboliti il 1° luglio 1968 e già negli anni Sessanta vengono istituite politiche comuni, prime fra tutte la politica agricola e quella commerciale.
 
3. Il successo è tale che Danimarca, Irlanda e Regno Unito decidono di aderire alla Comunità. Il primo allargamento, da sei a nove membri, avviene nel 1973. Ad esso si aggiungono l'attuazione di nuove politiche in ambito sociale ed ambientale e la creazione, nel 1975, del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).
 
4. Il giugno del 1979 segna una tappa fondamentale per la Comunità europea, con la prima elezione del Parlamento Europeo a suffragio universale diretto. Queste elezioni si svolgono ogni cinque anni.
 
5. Nel 1981 entra a far parte delle Comunità la Grecia, seguita dalla Spagna e dal Portogallo nel 1986. In questo modo si rafforza la presenza della Comunità nell'Europa meridionale e diventa necessario ampliare i programmi di aiuto alle regioni.
 
6. Agli inizi degli anni Ottanta la recessione mondiale alimenta una corrente di "europessimismo". Nel 1985 la Commissione europea, allora presieduta da Jacques Delors, pubblica un Libro bianco grazie al quale si riaccendono nuove speranze. La Comunità decide infatti di completare il mercato interno entro il 1° gennaio 1993. Sancisce tale ambizioso obiettivo l'Atto Unico Europeo, che viene firmato nel febbraio 1986 ed entra in vigore il 1° luglio 1987.
 
7. L'assetto politico del continente subisce una radicale trasformazione con la caduta del muro di Berlino nel 1989, la riunificazione tedesca nell'ottobre 1990, la democratizzazione dei paesi dell'Europa centrale e orientale liberatisi dal controllo sovietico e l'implosione dell'Unione sovietica nel dicembre 1991.
Gli Stati membri aprono i negoziati per elaborare un nuovo trattato sull'Unione europea che il Consiglio europeo, composto da capi di Stato e di governo, adotta a Maastricht nel dicembre 1991. Il trattato entra in vigore il 1° novembre 1993. Integrando nel sistema comunitario esistente un regime di cooperazione intergovernativa per alcuni settori, il nuovo trattato crea l'Unione europea (UE).
 
8. Il nuovo dinamismo europeo e l'evoluzione geopolitica del continente portano altri tre paesi — Austria, Finlandia e Svezia — ad aderire all'Unione europea il 1° gennaio 1995.
 
9. L'UE si avvia ormai verso la sua realizzazione più spettacolare: la creazione di una moneta unica. Nel 1999 l'euro viene introdotto per le transazioni finanziarie (non in denaro), mentre le monete e le banconote vengono emesse tre anni dopo nei dodici paesi dell'area dell'euro. La moneta unica assurge così allo status di valuta internazionale di riserva, alla stregua del dollaro.
I cittadini europei devono far fronte alla globalizzazione. Le nuove tecnologie e il ricorso sempre più diffuso a Internet trasformano l'economia, ma pongono anche delle sfide a livello sociale e culturale.
Nel marzo 2000 l'Unione europea adotta la 'strategia di Lisbona'. L'obiettivo è quello di modernizzare l'economia europea affinché sia in grado di competere sul mercato globale con colossi come gli Stati Uniti o i paesi di recente industrializzazione.
La strategia di Lisbona presuppone che sia dato ampio spazio all'innovazione e agli investimenti e che i sistemi d'istruzione europei siano resi atti a rispondere alle esigenze della società dell'informazione.
Parallelamente, la disoccupazione e l'aumento delle spese pensionistiche acuiscono la pressione sulle economie degli Stati membri, rendendo sempre più urgenti le riforme. L'opinione pubblica chiede ai governi, con insistenza crescente, di trovare una soluzione pratica a queste problematiche.
 
10. L'Unione europea ha da poco raggiunto i 15 Stati membri quando cominciano i preparativi per un nuovo allargamento senza precedenti. Alla metà degli anni Novanta presentano domanda di adesione gli ex paesi del blocco sovietico (Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria), i tre Stati baltici dell'ex Unione Sovietica (Estonia, Lettonia e Lituania), una repubblica dell'ex Iugoslavia (Slovenia) e due paesi mediterranei (Cipro e Malta).
Spinta dal desiderio di stabilità sul continente e dall'impulso di estendere a tali giovani democrazie i benefici dell'unificazione europea, l'UE accoglie favorevolmente queste candidature. I negoziati per le future adesioni prendono avvio nel dicembre 1997. Il 1° maggio 2004 dieci dei dodici paesi candidati entrano a far parte dell'Unione europea, che diventa così un' Unione a 25. Seguono la Bulgaria e la Romania il 1° gennaio 2007.

 
Carta dei diritti

L'Unione Europea intende promuovere valori umanitari e progressisti e far sì che l'umanità possa beneficiare dei grandi cambiamenti planetari attualmente in corso e non esserne la vittima. Le forze del mercato o l'azione unilaterale non bastano a colmare le esigenze dell'umanità.
L'Unione sostiene quindi una visione umanista e un modello sociale che la stragrande maggioranza dei suoi cittadini sente di condividere.
I diritti dell'uomo, la solidarietà sociale, la libertà d'impresa, l'equa condivisione dei prodotti della crescita economica, il diritto a un ambiente tutelato, il rispetto delle diversità culturali, linguistiche e religiose, un'armoniosa combinazione di progresso e tradizioni costituiscono per gli Europei un ricco patrimonio di valori comuni.
La Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione europea, proclamata a Nizza nel dicembre del 2000, sancisce tutti i diritti attualmente riconosciuti dagli Stati membri e dai loro cittadini. Questi valori contribuiscono ad accomunare gli Europei in un sentimento di fratellanza: per fare solo un esempio, tutti i paesi dell'Unione europea hanno abolito la pena di morte.
La missione dell'Europa nel XXI secolo è quella di:

 
 
  • garantire la pace, la prosperità e la stabilità dei suoi popoli
  • superare le divisioni del continente;garantire la sicurezza dei suoi cittadini
  • favorire uno sviluppo economico e sociale il più equilibrato possibile
  • rispondere alle sfide della globalizzazione e preservare la diversità dei popoli europei
  • sostenere i valori condivisi da tutti i cittadini europei, come lo sviluppo sostenibile, la difesa dell'ambiente, il rispetto dei diritti umani e l'economia sociale di mercato
 
 
 

Data Ultima Modifica: 13/02/2013

Data di Pubblicazione: 01/12/2009

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