1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
testata per la stampa della pagina

Il colloquio di lavoro

Il colloquio di selezione è lo strumento attraverso cui il selezionatore o il datore di lavoro cerca di capire se il candidato è adatto a lavorare per il profilo ricercato dall'azienda. Allo stesso tempo, anche il candidato ha bisogno di verificare se quel ruolo si adatta alle sue reali esigenze.
L'obiettivo di un selezionatore, i cui stili possono essere di tipo diverso (accogliente, seduttivo, ostile, annoiato...), è comunque quello di avere un contatto personale con il candidato, testare le sue reali attitudini, verificare la sua compatibilità con l'ambiente aziendale e avere maggiori risposte in merito all'iter formativo e lavorativo. Per il candidato, si tratta di un'esperienza importante, qualunque sia il suo esito.
Se siamo giunti al momento del colloquio significa che abbiamo fatto una buona ricerca attiva del lavoro, ed è quindi molto importante affrontare in maniera efficace questo momento.
A questo proposito si può dire che ogni colloquio sia costituito da due momenti: uno preliminare di preparazione e uno di colloquio vero e proprio.
Durante la preparazione è importante:
 

 
  • Informarsi sul luogo del colloquio ed il percorso per raggiungerlo, l'ora ( è fondamentale la puntualità!) e il nome del selezionatore
  • Informarsi sull'azienda e sul contesto in cui si intende lavorare: in questo modo si dimostra interesse, propositività e buona motivazione
  • Leggere attentamente il proprio curriculum per essere pronti a commentarlo insieme al selezionatore e immaginare quali domande potrebbero essere poste al riguardo (a tal scopo è utile ricordarsi di portarne una copia)
  • Prepararsi su domande relative ai propri punti di forza e punti deboli, senza mentire, ma cercando di riportare in maniera non autolesionista eventuali carenze
  • Cercare di fare una buona prima impressione, presentandosi in maniera ordinata e vestendosi in modo adatto alla professionalità richiesta.
 

Ricorda!!!  Prima del colloquio è molto importante spegnere il cellulare

Durante il colloquio vero e proprio le cose su cui puntare l'attenzione sono:

Cercare di controllare l'ansia e i messaggi non verbali (tono della voce, gesti, sguardo...), cercando di essere il più rilassati possibile;
Motivare le risposte alle domande che vengono poste. Parlare bene significa anche non parlare troppo: la sintesi è una delle virtù più apprezzate, perché trasmette il maggior numero di informazioni nel minor tempo possibile. Così si dimostra metodo, rigore logico e capacità espressive;
Ascoltare attentamente le domande senza interrompere e rispondere con precisione e sintesi e qualora ci fossero delle critiche da fare è molto importante metterle in positivo;
Dichiararsi disponibili ad imparare nuove competenze anche affrontando un percorso formativo eventualmente proposto;
Cercare di non monopolizzare la conversazione;
Chiedere ulteriori dettagli sulla specifica mansione che si andrebbe a ricoprire;
Evitare di criticare o di parlare in modo negativo degli ex datori di lavoro e/o degli ex colleghi.

 

Per spiegare meglio la giusta modalità di proporsi, accenniamo all'atteggiamento "assertivo" e cioè a quel particolare modo di porsi che non è né passivo, né aggressivo, né manipolativo.
Assertività significa affermazione di sé nel rispetto dell'altro, facendo attenzione in caso di disaccordo o di contrasto a mantenere una buona relazione con l'interlocutore, restando morbidi con la persona e duri invece con il problema.
Va inoltre tenuto presente che il corpo non mente e quindi la cosa importante è tenere lo sguardo sul viso dell'interlocutore senza per questo fissarsi sulle sue pupille (atteggiamento alquanto intrusivo e disturbante).
La postura rilassata (poggiata su spalle morbide) ci pone nella condizione di parlare serenamente delle nostre situazioni o proposte. Sono da evitare sedute scomposte o quelle che ci vedono sull'orlo della sedia (in una posizione "pronti-via" che rivela il nostro desiderio di non voler restare a lungo in quella situazione). Così come consigliano coloro che si occupano di programmazione neuro-linguistica (PNL), è importante stabilire "rapport" con il selezionatore. Una tecnica interessante in tal senso è quella di copiare in parte oppure fare da specchio a quella che è l'impostazione utilizzata dal selezionatore nel tono della voce, nella gestualità, nel linguaggio ecc. (facendo attenzione però a non scimmiottarne l'atteggiamento). Sentirsi uguali avvicina le persone e a volte ci fa sentire più in accordo di quanto non siamo in realtà e quindi più piacevoli o idonei comunque a ricevere fiducia.
Verso la fine del colloquio è prassi per il selezionatore chiedere se il candidato ha domande da fare. Ecco un'altra occasione per far notare come ci si pone seriamente nei confronti del lavoro. Ad esempio, soprattutto per coloro che vogliano migliorare la propria posizione lavorativa, si può chiedere quali sono le prospettive di avanzamento e di carriera. Non dimenticate che potrebbero essere proprio le domande a farvi emergere dal resto dei candidati.
 
Ricorda!!! Il saggio non dice tutto quello che pensa, ma pensa tutto quello che dice
 
Si possono avere ulteriori chiarimenti sul tipo di lavoro che si dovrebbe andare a ricoprire o sull'azienda che lo propone parlando con dei "testimoni privilegiati", ossia coloro che già occupano un impiego simile.
Inoltre, per prepararsi al meglio, esistono dei testi specializzati in merito al colloquio di lavoro, reperibili anche presso la Biblioteca dell'Informagiovani (consultandoli in loco o prendendoli a prestito gratuito).

Il colloquio di gruppo

Oltre ad un colloquio individuale, è possibile anche dover affrontare un colloquio di gruppo, intendendo in questo caso, una situazione alla quale partecipano, contemporaneamente, da un minimo di cinque ad un massimo di dieci candidati, che devono discutere in merito ad un argomento che viene suggerito loro da uno o più selezionatori che saranno presenti all'incontro.
L'argomento proposto può essere un fatto d'attualità oppure la presentazione di un caso professionale o qualsiasi altro argomento che possa essere considerato utile ai fine dell'attività. Essendo valutati insieme ad altre persone si ha meno tempo a disposizione, è quindi consigliabile non lasciarsi intimorire dal confronto stando pronti a dare risposte velocemente e cercando di non contraddire o sminuire gli altri candidati. Questo tipo di selezione, volendo valutare le modalità di relazione e le interazioni che si creano fra i candidati, non si concentrerà sulle opinioni personali di ogni singolo componente del gruppo, ma cercherà di analizzare, attraverso griglie di valutazione predefinite, alcune caratteristiche comportamentali che i selezionatori riterranno importanti per la ricerca del candidato ideale.
In sintesi, l'utilizzo di questa modalità di colloquio nasce dall'esigenza di esaminare le modalità di relazione dei candidati, studiarne le caratteristiche comportamentali, valutarne la leadership, l'atteggiamento propositivo, la capacità d'interazione, di mediazione, di gestione del conflitto, di negoziazione, di cooperazione, di socializzazione.
Serve quindi a valutare ogni singolo componente del gruppo in relazione al gruppo stesso.
 

 
 

I test

A volte i selezionatori utilizzano durante i colloqui, come strumento di valutazione, dei test i quali forniscono valutazioni attendibili delle conoscenze possedute dai candidati. Tali test possono essere di diverso tipo:
 

 
  • Test di sviluppo intellettuale generale:sono adottati per valutare lo sviluppo intellettuale generale e sono usati sia a livello individuale che collettivo;
  • Test di abilità specifiche o attitudinali: sono basati sull'individuazione, classificazione, definizione delle diverse capacità (ad esempio: verbale, numerica, spaziale, di memoria, di velocità percettiva, di ragionamento);
  • Test di personalità: indagano sugli aspetti motivazionali, affettivi, comportamentali, che portano a reagire all'ambiente in modo personale e prevedibilmente costante;
  • Test di acquisizione: misurano il grado di conoscenza di un argomento da parte del soggetto.
 

In commercio si possono reperire numerosi testi che trattano le tipologie dei test ai quali abbiamo accennato, con relativi esercizi e risultati in modo da potersi preparare ed allenare. Alcune di queste pubblicazioni sono presenti, e possono essere richieste in prestito, anche presso il centro Informagiovani.

 

Le domande più frequenti in un colloquio di lavoro

Un utile esercizio di preparazione al colloquio, come detto precedentemente, è quello di ripassare mentalmente una serie di possibili risposte ad eventuali domande. Ci sono infatti, nel corso di un colloquio di lavoro, alcune domande che ricorrono e che sono facilmente prevedibili; vale la pena, allora, preparare con attenzione le risposte da dare. In ogni caso, si ricordi che è bene essere pronti a rispondere a qualsiasi domanda.
Proponiamo alcuni esempi di possibili domande che possono essere poste:
 

  • Mi parli di Lei riassumendo brevemente il suo curriculum vitae e le sue esperienze lavorative e formative
  • Gli altri come la descrivono?
  • E' sposato?
  • Ha figli?
  • Quali sono i suoi hobby?
  • Come mai non ha terminato gli studi?
  • Quali sono le sue migliori qualità e i suoi più grandi difetti?
  • Quali sono i suoi migliori successi?
  • Perché vuole lavorare per questa ditta e fare questo lavoro?
  • Perché crede di essere adatto a questo lavoro?
  • Cosa sa di noi? Della nostra società e dei nostri prodotti?
  • Cosa faceva esattamente nel suo lavoro precedente?
  • E di questo cosa le piaceva di più e di meno?
  • Qual è il suo progetto di carriera nella nostra società?
  • Quali sono i suoi obiettivi professionali a breve e nel lungo periodo?
  • Ama le responsabilità?
  • Qual è stata la più grande responsabilità che ha affrontato?
  • Accetterebbe di spostarsi frequentemente?In che cosa pensa di essere migliore rispetto ad altri candidati?

Queste domande sono solamente un esempio delle domande che potrebbero essere poste in un colloquio, ovviamente potreste ricevere altri tipi di domande. L'elenco proposto costituisce tuttavia una base di partenza.
Anche il candidato può a sua volta fare domande al selezionatore per ottenere ulteriori chiarimenti e/o per avere informazioni che solo lui gli può dare, come quella relativa alla retribuzione.

 
 
 
 

Data Ultima Modifica:
07 Ottobre 2016

Data di Pubblicazione:
16 Aprile 2013

Per contattare gli uffici comunali scrivi a facile@comune.cesena.fc.it

Qualora questo articolo dovesse contenere errori o inesattezze si prega di segnalarlo a redazioneweb@comune.cesena.fc.it