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Comune di Cesena - Testata per la stampa

domenica 25 febbraio

Torna l' appuntamento con il "Viaggio fra i tesori della Malatestiana", promosso dall'Associazione Amici della Biblioteca Malatestiana.

Il calendario:
25 febbraio 2018 - dalle 10,30 alle 12,30
Gilberto Biondi
Il "Catullo" della Malatestiana: rivisitazione di un codice

C’è un codice risalente agli anni tra 1474 e1475 al centro dell’ultima conferenza della rassegna “Viaggio tra i tesori della Malatestiana”, edizione 2017-2018,  prevista per domenica 25 febbraio alle ore 10,30 nella Sala Lignea della Biblioteca. Si tratta de il “Catullo della Malatestiana”, come lo definisce il professor Giuseppe Gilberto Biondi, Ordinario di letteratura latina presso l'Università di Parma, che sull’argomento - da grande esperto dei temi relativi al poeta latino Catullo - terrà un dotto e vivace intervento.L’appuntamento è parte del ricco calendario di eventi organizzati dall’Associazione Amici della Biblioteca Malatestiana per l’anno in corso.Il codice in questione ha una sua storia interessante. Fu aggiunto in Malatestiana nel 1818, quindi non fa parte della Libraria Domini originaria ma di quel piccolo gruppo di codici posti nei plutei all'inizio dell'Ottocento.  È stato scritto da più mani non facilmente distinguibili l’una dall’altra: senz’altro l’infelix Bartholomaeus, che usa caratteri greci per sottoscriversi,  e poi almeno un altro copista anonimo, mentre la sigla M.B.A. farebbe riferimento alle iniziali di un possessore non più identificabile (anche perché lo stemma è stato cancellato).In ogni caso, non molti anni dopo essere stato scritto, il codice figura tra i libri ritrovati nello studio di Franceschino di Marco da Cesena, bibliotecario della Malatestiana, al momento della morte avvenuta nel 1489. Numerose sono le annotazioni marginali, soprattutto relative ai testi classici: in modo particolare i Priapea presentano numerose correzioni sul testo ad opera di una mano che utilizza un inchiostro nero, mentre il copista ha usato un inchiostro seppia. Il fatto che alcune annotazioni siano in parte cadute con la rifilatura indica che il codice ha perduto le sue dimensioni originarie.Anche domenica, come ad ogni occasione prevista dalla rassegna, l’antico codice sarà in visione in sala per chi assisterà alla conferenza del professor Giuseppe Gilberto Biondi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Data Ultima Modifica:
23 Febbraio 2018

Data di Pubblicazione: 01/10/2017