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CENNI STORICI Il
primo nucleo abitativo di Cesena sorge con ogni probabilità per opera
degli "umbro-etruschi" intorno al VI-V sec. a.C., e il "taglio"
prodotto dal torrente Cesuola si riverbera nel nome dato al piccolo
centro, che deve assomigliare a un "Césena". Secondo altre
interpretazioni, il nome le deriva dall'etrusco "Caizna"
oppure dal latino "caedo", in memoria di una particolare
tattica usata dai Galli Boi, antichi abitatori della Romagna, per
sconfiggere i Romani nella vicina foresta del Colle Spaziano. Intorno
al IV secolo sopraggiungono i Galli, del cui breve dominio rimangono
profonde tracce nell'economia - con l'introduzione dell'allevamento
suinicolo - e nella lingua locali. |
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Presa
dai Goti di Teodorico, viene riconquistata dai Bizantini e, a metà
del VI sec., entra a far parte dell'Esarcato. Dopo le campagne di
Pipino il Breve (VIII sec.), Cesena rientra infine nei territori sotto
il controllo pontificio, primo nucleo di quello che sarà lo Stato
della Chiesa. Un ruolo di estrema importanza riveste in questi secoli
la figura dell'Arcivescovo di Ravenna, feudatario dell'Imperatore,
il quale possiede terreni e castelli nel cesenate, e detiene un potere
assai ampio. |
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Di lì a poco, nel 1377, Cesena conosce l'evento che segna una sorte di cesoia nella sua storia: un contingente di soldati mercenari bretoni al soldo di papa Gregorio XI, comandati da Roberto di Ginevra (futuro antipapa Clemente VII) e del condottiero Giovanni Acuto (John HawcKwood), mette a ferro e fuoco la città. I cronisti del tempo inorridiscono di fronte alla strage e riferiscono d'alcune migliaia di morti e di altrettanti deportati tra la popolazione civile. È il momento più buio della città, coinvolta suo malgrado nella guerra promossa da Firenze contro il Pontefice (la cosiddetta "Guerra degli Otto Santi", 1375-78). |
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L'anno seguente al tremendo "Sacco dei Brettoni", il nuovo papa Urbano VI assegna infine quello che rimane della città al Signore di Rimini Galeotto Malatesta, in vicariato: ha inizio per Cesena la Signoria dei Malatesta, quello che sarà il momento di maggior splendore nella storia cesenate. A Galeotto (cui si deve l'inizio dei lavori alla nuova Rocca e alla nuova Cattedrale) succede nel 1385 Andrea Malatesta, che spiana le pendici del Colle Garampo ottenendo la cosiddetta Piazza Inferiore (oggi del Popolo). È poi la volta di Carlo e, nel 1429, di Malatesta Novello. Appassionato bibliofilo, fine mecenate, costretto a rinunciare presto alla vita militare - prima fonte di ricchezza per la famiglia, dona alla città la splendida Biblioteca, ricavata all'interno del convento dei Frati Francescani. Compiuta tra 1447 e 1452, ma aperta solo due anni dopo, reca il progetto di Matteo Nuti da Fano, discepolo di Leon Battista Alberti. |
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Alla
morte di Novello (1465), Cesena torna sotto il dominio pontificio,
ma già nel 1500 le Romagne conoscono un nuovo padrone: è Cesare Borgia,
detto il Valentino (celebrato da Niccolò Machiavelli nel suo "Principe")
che costituisce un piccolo ma potente ducato. La città, elevata al
rango di capitale, viene visitata da Leonardo da Vinci che fa rilievi
alla Rocca e fornisce il progetto per il porto di Cesenatico. Caduto
l'effimero ducato, Cesena torna definitivamente alla Chiesa e a una
dimensione locale dominata economicamente dall'agricoltura. |
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Inaspettatamente,
nel 1775, la città assurge nuovamente agli onori: il cesenate Giovan
Angelo Braschi diviene infatti Papa col nome di Pio VI, dando avvio
alla triade di Papi cesenati (Pio VII Chiaramonti, 1800-23, e Pio
VIII Castiglioni, 1829-30, in realtà marchigiano, ma già Vescovo di
Cesena). L'esperienza napoleonica (1797-1814), che vede Pio VI e Pio
VII tentare invano di opporsi alle angherie del Corso, priva Cesena
di un gran numero di monasteri, conventi e chiese che precedentemente
la ornavano. |
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Con l'Unità d'Italia per Cesena ha inizio un periodo di lotte politiche interne fra le componenti liberale moderata (guidata dalle carismatiche figure del sen. Gaspare Finali e del direttore del "Cittadino" Nazareno Trovanelli, repubblicana (sulle orme del garibaldino Eugenio Valzania), socialista (Pio Battistini). Ad un fine '800 in cui prevalgono i liberali, segue un primo '900 repubblicano, segnato dalla figura di Ubaldo Comandini. È di questo periodo la breve ma luminosissima vita di Renato Serra, morto giovane su Carso (1915), ma già entrato, con "L'Esame di Coscienza di un Letterato", nella storia della nostra critica letteraria. |
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La Seconda Guerra Mondiale, con la Linea Gotica che corre sul crinale appenninico a pochi chilometri dalla città, segna profondamente la vita cittadina. Il dopoguerra assiste alla salita di Cesena a realtà di livello internazionale nel comparto agroalimentare, soprattutto in materia di ricerca e biotecnologie. Oggi la città, infine, assurta dal 1992 al ruolo di città capoluogo di Provincia unitamente a Forlì, può vantare una posizione di primo piano anche in altri settori economici, una vita culturale sempre fervida ed una qualità della vita invidiabile. Cronologia storica della citta' di Cesena Note araldiche e storiche sullo stemma (arme) del Comune di Cesena Monumenti della città di Cesena Testi di Ivan Severi |
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