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I discorsi

  1. Il discorso alla cittadinanza in Piazza del Popolo
 
 

Il discorso alla cittadinanza in Piazza del Popolo

Cari fratelli e sorelle,
sono lieto di iniziare la mia visita a Cesena incontrando la cittadinanza, in questo luogo così
significativo per la vita civile e sociale della vostra città. Una città ricca di civiltà e carica di storia, che tra i suoi figli illustri ha dato i natali anche a due Papi: Pio VI, di cui ricordiamo il terzo centenario della nascita, e Pio VII.
Da secoli questa Piazza costituisce il punto d’incontro dei cittadini e l’ambito dove si svolge il
mercato. Essa merita dunque il suo nome: Piazza del Popolo, o semplicemente “la Piazza”, spazio pubblico in cui si prendono decisioni rilevanti per la città nel suo Palazzo Comunale e si avviano iniziative economiche e sociali.
È un luogo emblematico, dove le aspirazioni dei singoli si confrontano con le esigenze, le aspettative e i sogni dell’intera cittadinanza; dove i gruppi particolari prendono coscienza che i loro desideri vanno armonizzati con quelli della collettività; dove si apprende che, senza
perseguire con costanza, impegno e intelligenza il bene comune, nemmeno i singoli potranno usufruire dei loro diritti e realizzare le loro più nobili aspirazioni, perché verrebbe meno lo spazio ordinato e civile in cui vivere e operare.
La centralità della piazza manda dunque il messaggio che è essenziale lavorare tutti insieme per il bene comune.
E’ questa la base del buon governo della città, che la rende bella, sana e accogliente,
crocevia di iniziative e motore di uno sviluppo sostenibile e integrale.
Questa piazza, come tutte le altre piazze d’Italia, richiama la necessità, per la vita della comunità, della buona politica; non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi.
Una politica che non sia né serva né padrona, ma amica e collaboratrice; non paurosa o
avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali – esse infatti non sono un pozzo senza fondo ma un tesoro donatoci da Dio perché lo usiamo con rispetto e intelligenza.
Una politica che sappia armonizzare le legittime aspirazioni dei singoli e dei gruppi tenendo il timone ben saldo sull’interesse dell’intera cittadinanza. 
Questo è il volto autentico della politica e la sua ragion d’essere: un servizio inestimabile al bene
all’intera collettività. E questo è il motivo per cui la dottrina sociale della Chiesa la considera una nobile forma di carità. Invito perciò giovani e meno giovani a prepararsi adeguatamente e impegnarsi personalmente in questo campo, assumendo fin dall’inizio la prospettiva del bene comune e respingendo ogni anche minima forma di corruzione.
 Da questa piazza vi invito a considerare la nobiltà dell’agire politico in nome e a favore del
popolo, che si riconosce in una storia e in valori condivisi e chiede tranquillità di vita e sviluppo ordinato.
Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza d’impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d’iniziativa, longanimità, pazienza e forza d’animo nell’affrontare le sfide di oggi, senza tuttavia pretendere un’impossibile perfezione. Le vicende umane e storiche e la complessità dei problemi non permettono di risolvere tutto e subito. Un sano realismo sa che anche la migliore classe dirigente non può risolvere in un baleno tutte le questioni.
Per rendersene conto basta provare ad agire di persona invece di limitarsi a osservare e criticare dal balcone l’operato degli altri. Si troverà in tal modo la forza di assumersi le responsabilità che ci competono, comprendendo al tempo stesso che, pur con l’aiuto di Dio e
la collaborazione degli uomini, accadrà comunque di commettere degli sbagli.

Cari fratelli e sorelle, questa città, come tutta la Romagna, è stata tradizionalmente terra di accese passioni politiche. Vorrei dire a voi e a tutti: riscoprite anche per l’oggi il valore di questa dimensione essenziale della convivenza civile e date il vostro contributo, pronti a far prevalere il bene del tutto su quello di una parte; pronti a riconoscere che ogni idea va verificata e rimodellata nel confronto con la realtà; pronti a riconoscere che è fondamentale avviare iniziative suscitando ampie collaborazioni più che puntare all’occupazione dei posti.
Siate esigenti con voi stessi e con gli altri, sapendo che l’impegno
coscienzioso preceduto da un’idonea preparazione darà il suo frutto e farà crescere il bene e persino la felicità delle persone.
La politica è sembrata in questi anni a volte ritrarsi di fronte all’aggressività e alla pervasività di
altre forme di potere, come quella finanziaria e quella mediatica. Occorre rilanciare i diritti della buona politica, la sua idoneità specifica a servire il bene pubblico, ad agire in modo da diminuire le disuguaglianze, a promuovere con misure concrete il bene delle famiglie, a fornire una solida cornice di diritti–doveri e a renderli effettivi per tutti. Il popolo, che si riconosce in un ethos e in una cultura propria, si attende dalla buona politica la difesa e lo sviluppo armonico di questo patrimonio e delle sue migliori potenzialità. Preghiamo il Signore perché susciti buoni politici, che abbiano davvero a cuore la società, il popolo e il bene dei poveri.
A Lui, Dio di giustizia e di pace, affido la vita sociale e civile della vostra città.
Grazie. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Data Ultima Modifica:
09 Ottobre 2017

Data di Pubblicazione:
01 Ottobre 2017

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