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Concorso per opere prime Monty Banks

 
 

Ospitato nel Chiostro di San Francesco, ritroviamo in questa ottava edizione di Piazze di Cinema il PREMIO MONTY BANKS, un CONCORSO tra le più significative opere prime della stagione, accompagnate dall'autore e/o dagli interpreti, giudicate sia da una giuria di esperti che dagli spettatori, invitati a esprimere il proprio voto. 

 
 

STORIA DEL PREMIO

 
 

Nato a Cesena nel 1897, Monty Banks era figlio di povera gente: i suoi genitori (Leopoldo Bianchi e Giacinta Pieri) avevano gestito in città prima un'osteria poi un negozio di frutta e verdura. Nella città romagnola, visse in quella che oggi è via Ancona. Mario Bianchi emigra giovanissimo negli Stati Uniti dove, a New York, inizia la sua carriera artistica come ballerino. Notato dal produttore Mack Sennett, comincia a recitare come attore comico. La sua prima apparizione sullo schermo è del 1916 in Cold Hearts and Hot Flames, un corto di John G. Blystone: nei titoli, appare il nome di Monty Banks. Dopo questa prima prova, ritorna a Mario Bianchi nome che usa continuativamente fino al 1918, quando ritorna a Monty Banks per A Scrap of Paper, una comica di Roscoe 'Fatty' Arbuckle. Da quel momento, in quasi tutti i suoi film tranne un paio di casi, appare sempre con il nuovo nome. Diventa anche produttore: nel 1922 la sua compagnia Monty Banks Productions Inc. produce Six A.M. di Ben F. Wilson.
In seguito, dirige e interpreta numerosi film brillanti, fra cui Racing Luck (1924) e Keep Smiling (1925) e scrive sceneggiature e soggetti di film. Uno di questi, Play Safe, che interpreta diretto da Joseph Henabery nel 1927, gli porta la notorietà anche come scrittore di testi.

Con l'arrivo del cinema sonoro, il suo forte accento italiano lo danneggia nella recitazione, portandolo a privilegiare l'attività di regista e di sceneggiatore a discapito della sua carriera di attore. Si trasferisce così, nel 1929, in Gran Bretagna dove lavora come attore e regista: gira Adam's Apple (1​928), Atlantic (1929), il suo maggior successo come interprete, The Compulsory Husband del 1930, The Wife's Family del 1932 e La moglie domata (You Made Me Love You) del 1934.
Il più grande successo da regista di Banks è No Limit (1935), cui seguono Your Seats Please! (1937) e Smiling Along (1938). Essendo di nazionalità italiana, Banks - durante la seconda guerra mondiale - poteva rientrare tra gli "stranieri nemici" della Gran Bretagna. Per evitare il rischio di venire internato, lascia le isole britanniche e si trasferisce prima in Canada e poi negli Stati Uniti, che, al momento, sono ancora un paese neutrale. Negli USA, Banks dirige Stan Laurel e Oliver Hardy in Ciao amici! (Great Guns (1941) usando il nome Montague Banks.

La sua ultima apparizione è nel 1945 in Una campana per Adano (A Bell for Adano) di Henry King.
Banks aveva anche la cittadinanza statunitense oltre a mantenere quella italiana. Morì ad Arona il 7 gennaio 1950, all'età di 52 anni, in seguito ad un attacco cardiaco.

I vincitori delle precedenti edizioni di Piazze di Cinema:

- Premio Monty Banks 2011: 18 anni dopo di Edoardo Leo
- Premio Monty Banks 2012: Io sono Li di Andrea Segre
- Premio Monty Banks 2013: L'intervallo di Leonardo di Costanzo
- Premio Monty Banks 2014: Piccola patria di Alessandro Rossetto
- Premio Monty Banks 2015: Vergine giurata di Laura Bispuri
- Premio Monty Banks 2016: Arianna di Carlo Lavagna
- Premio Monty Banks 2017: Cuori puri di Roberto De Paolis
- Premio Monty Banks 2018: Manuel di Dario Albertini



 
 

I FILM IN CONCORSO

 
 
 

Mercoledì 11 luglio - 21.30, Chiostro di San Francesco
EASY
(Italia/2017) di Andrea Magnani (91’)
Isidoro, detto Easy, ha trentacinque anni, molti chilidi troppo e una bella depressione: vive con la madre e passa il tempo davanti alla Playstation, ingozzandosi di psicofarmaci e meditando il suicidio. Poi, però, qualcosa cambia: il fratello gli chiede di riportare a casa lo sfortunato operaio Taras, morto per un incidente sul lavoro, trasportando la sua bara fino in Ucraina. Girato ammiccando affettuosamente al cinemascope dei grandi western, e percorso da un umorismo rarefatto che piacerebbe molto a Kaurismäki, l’opera prima di Andrea Magnani è un bizzarro, divertente, poetico road movie che, trasformando i chilometri in cammino esistenziale, “ci parla di strade sbagliate e di deviazioni, di incontri surreali e di contrattempi, ma anche della forza con cui si devono affrontare le incertezze e le paure, cercando una rinascita e, perché no, una redenzione” (Andrea Magnani). 
Incontro con il regista Andrea Magnani

 
 

Venerdì 13 luglio - 21.30, Chiostro di San Francesco
CI VUOLE UN FISICO
(Italia/2018) di Alessandro Tamburini (80’)
Alessandro (Alessandro Tamburini) e Anna (Anna Ferraioli) si conoscono per caso. Entrambi hanno un appuntamento galante ma ricevono buca dai rispetti vi partner. Così il destino li fa incontrare. In principio Alessandro non sopporta quella ragazza che considera brutta e invadente. Ma nel corso di una lunga notte costellata di risse, balli sfrenati, bagni notturni e altre avventure ha modo di conoscerla meglio e di imparare qualcosa in più su di sé. Una commedia romantica su due personaggi ‘imperfetti’ in un mondo che celebra
l’apparenza esteriore.
Incontro con il regista Alessandro Tamburini

 
 

Lunedì 16 luglio - 21.30, Chiostro di San Francesco
LA TERRA DELL'ABBASTANZA
(Italia/ 2018) di Damiano e Fabio D’Innocenzo (96’)
Mirko (Matteo Olivetti) e Manolo (Andrea Carpenzano) sono due giovani amici della periferia romana. Ragazzi tranquilli fino al momento in cui, in auto a tarda notte, investono un uomo e decidono di scappare. La tragedia si trasforma in un apparente colpo di fortuna: l’uomo che hanno ucciso è un pentito di un clan criminale della zona. Facendolo fuori i due ragazzi si sono guadagnati la possibilità di entrare nell’organizzazione. La loro vita è davvero sul punto di cambiare. Il film d’esordio dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo offre un ritratto forte e credibile dell’emarginazione delle periferie.
Incontro con l’attore Marco Olivetti

 
 

Martedì 17 luglio - 21.30, Chiostro di San Francesco
FINCHE' C'E' PROSECCO C'E' SPERANZA
(Italia/2017) di Antonio Padovan (101’)
Campagna veneta, colline del Prosecco. Una serie diomicidi e, unico indiziato, un morto: il conte Desiderio Ancillotto (Rade Serbedzija), grande vignaiolo che pare essersi tolto la vita inscenando un improvviso e teatrale suicidio. Un caso apparentemente impossibile per il neo ispettore persiano-veneziano Stucky (Giuseppe Battiston), nato dalla frizzante immaginazione di Fulvio Ervas e protagonista di molti dei suoi romanzi: appena promosso, impacciato ma pieno di talento, deve fare i conti con le proprie paure e un passato ingombrante. Sullo sfondo, tra i filari, una battaglia per la difesa del territorio e delle bollicine che anima bottai, osti, confraternite di saggi bevitori.
Incontro con Antonio Padovan

 
 

Mercoledì 18 luglio - 21.30, Chiostro di San Francesco
MANUEL
(Italia/2017) di Dario Albertini (98’)
Un ragazzo di diciotto anni esce da un istituto per minoriprivi di sostegno familiare e per la prima volta assapora il gusto dolce- amaro della libertà; una madre chiusa in carcere vorrebbe tanto tornare indietro e ricominciare. Due personaggi strappati dalla realtà e trasportati dentro un film che è prima di tutto un pedinamento dell’uomo, delle sue speranze e delle sue piccole viltà. Ma è anche la storia di un’attesa, un giro a vuoto dell’anima, un racconto di formazione dentro un contesto periferico desolato e opprimente.
Incontro con Dario Albertini