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A questo primo progetto, alquanto diverso da
quello realizzato, pare riferirsi un modello ligneo conservato nella
biblioteca comunale. Dopo una interruzione di circa un trentennio,
i lavori ripresero nel 1765, diretti da Pietro Carlo Borboni, su
un suo progetto approvato dal Fuga e da Luigi Vanvitelli.L'opera
fu ultimata solo dopo la morte del Borboni (1773) dal nipote Agostino
Azzolini. Per ovviare ai pericoli delle frequenti piene del fiume,
che avevano continuamente danneggiato i ponti precedenti, il Borboni
fondò i due massici pilastri che reggono le tre arcate del ponte
su una solida platea che ha il compito di attenuare l'intensità
della corrente. Alle due estremità, coppie di pilastri in cotto
e pietra d'Istria recano stemmi e lapidi dedicatorie. Le ampie superfici
esterne del ponte sono segnate dalle fasce in rilievo caratteristiche
del gusto decorativo del Borboni. L'arcata centrale, fatta saltare
durante l'ultima guerra, è stata ripristinata nel 1946 eliminando
però le banchine in pietra che correvano lungo i parapetti.
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