Disagio sociale in crescita, il lavoro silenzioso e strutturato dei Servizi sociali della Valle del Savio

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Nel corso del 2024 sono state oltre 5.100 le persone prese in carico

Data pubblicazione:

30 Gennaio 2026

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 “Occorre partire da un dato ormai incontestabile: il disagio sociale è in costante crescita. A certificarlo non sono solo le percezioni diffuse, ma anche i numeri ufficiali. Le più recenti analisi Istat e i report periodici della Caritas, utilizzati come strumenti di lettura a livello nazionale, restituiscono un quadro preoccupante: in Italia, compreso il nostro territorio, cresce la povertà, aumentano le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà, con un numero sempre maggiore di minori coinvolti, e si allarga la platea dei cosiddetti working poor, persone cioè che pur lavorando non riescono a sostenere un’esistenza dignitosa”. A restituire un racconto che va ben oltre i confini comunali o del territorio dell’Unione dei Comuni Valle del Savio è l’Assessora ai Servizi per la famiglia e la persona Carmelina Labruzzo.

 

Rispondendo a un’interrogazione presentata dal Gruppo consiliare della Lega, l’Assessora ha illustrato una relazione articolata e approfondita, sviluppata su 25 pagine, nella quale, anche alla luce dei più recenti casi di cronaca che hanno coinvolto i Servizi sociali, emerge come una larga parte delle persone prese in carico viva in condizioni di forte fragilità. Si tratta, in molti casi, di cittadini che incontrano gravi difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali, al lavoro stabile e all’abitazione, problematiche ulteriormente acuite dall’aumento dell’inflazione e dei costi energetici. In più preoccupa la crescente rinuncia alle cure mediche per motivi economici, un fenomeno destinato ad avere ricadute significative sullo stato di salute complessivo della popolazione.

 

Secondo il Centro studi di Unimpresa, che nel 2024 ha rielaborato i dati Istat, il numero di italiani a rischio povertà, indigenza o esclusione sociale (disoccupati, precari, sottoccupati o lavoratori con contratti deboli) resta su livelli allarmanti: 8 milioni e 550mila persone. Un dato che non accenna a diminuire.

“In questo contesto di crescente fragilità – prosegue l’Assessora – emergono forme di malessere sociale sempre più evidenti, che talvolta sfociano in comportamenti antisociali, episodi di violenza o, soprattutto tra i giovani, dinamiche di ritiro e regressione. Un disagio che raramente è riconducibile a una singola causa, ma che affonda le radici in un intreccio complesso di vulnerabilità individuali e disfunzioni sistemiche”.

All’interno di questo scenario operano quotidianamente i Servizi sociali dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, chiamati a intervenire su situazioni di estrema complessità.

“I casi che raggiungono l’attenzione dei media – commenta l’Assessora – rappresentano solo una minima parte di una realtà molto più ampia e articolata: famiglie che maltrattano o trascurano anziani, minori vittime di abusi nel contesto familiare, donne soggiogate da relazioni violente o di plagio, adulti e nuclei familiari immersi in condizioni di profondo degrado sociale ed economico. È per questa ragione che il nostro compito è di agire sempre e costantemente nel pieno rispetto della persona senza consentire strumentalizzazione alcuna. Il lavoro dei Servizi sociali è per questo quotidiano, silenzioso, impegnativo e indispensabile”.

Nel solo 2024, sono state 5.112 le persone prese in carico dai servizi, considerando i diversi target di intervento e l’insieme delle prestazioni erogate. Un numero che dà la misura dell’intensità e della delicatezza del lavoro svolto, spesso lontano dai riflettori.

“Di fronte a eventi particolarmente gravi e dal forte impatto emotivo – spiega Labruzzo – è fondamentale mantenere un approccio improntato alla prudenza e alla responsabilità. Le situazioni seguite dai servizi sociali sono per loro natura multifattoriali, caratterizzate da elevata imprevedibilità, e non consentono letture semplicistiche o automatismi nell’attribuzione delle responsabilità. Eventi critici possono verificarsi anche in presenza di percorsi di presa in carico correttamente impostati, senza che ciò rappresenti necessariamente una prova di gravi carenze organizzative o professionali. Un principio va ribadito con chiarezza: il rischio non è mai eliminabile in modo assoluto. La funzione dei Servizi sociali – conclude – non è quella di garantire l’assenza totale di eventi critici, ma di ridurre il rischio, contenerlo e governarlo, attraverso interventi professionali, integrati e continuativi. In una fase storica segnata da fragilità diffuse, il funzionamento dei Servizi sociali della Valle del Savio rappresenta dunque un presidio fondamentale di coesione e tutela, il cui valore va compreso nella sua reale complessità, evitando semplificazioni e strumentalizzazioni”.

Ultimo aggiornamento: 30/01/2026, 11:40

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