Descrizione
Sapere davvero da dove provengono gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole. Da questo principio nasce la delibera approvata dalla Giunta comunale di Cesena, che ha adottato un atto di indirizzo per promuovere, sostenere e valorizzare la trasparenza informativa sull’origine geografica dei prodotti agroalimentari a tutela dei consumatori e delle imprese del territorio cesenate e contribuire al confronto istituzionale sulla disciplina europea in materia di origine doganale.
L’iniziativa è il risultato del percorso sviluppato all’interno della Consulta Agricola che, nella seduta del 2 luglio scorso, ha approfondito il tema posto alla sua attenzione da Coldiretti. Il confronto, condotto con perizia dal coordinatore della Consulta Germano Gabanini, ha consentito di analizzare gli aspetti tecnici della normativa vigente e di condividere la necessità di favorire un’informazione più chiara per i consumatori e strumenti di maggiore valorizzazione per le imprese agricole del territorio. Al centro della riflessione vi è l’attuale disciplina europea sull’origine doganale dei prodotti. Oggi un alimento può acquisire l’origine del Paese in cui viene effettuata l’ultima trasformazione sostanziale, purché sufficiente a modificarne la natura o il valore (cosiddetto criterio dell’origine non preferenziale), anche quando le materie prime utilizzate provengono da altri Stati. Un criterio nato per regolare gli scambi commerciali internazionali che, tuttavia, non sempre consente al consumatore di conoscere con immediatezza la reale provenienza geografica dei prodotti agroalimentari.
«L’applicazione di questo criterio di “origine non preferenziale” – afferma il consigliere delegato all’Agricoltura Gianni Ceredi – consente di attribuire l’origine economica ad un prodotto ma al contempo, con riguardo ai prodotti agroalimentari, contribuisce a generare disorientamento nel consumatore rispetto all’individuazione del luogo di origine, oltre ad intaccare un valore reputazionale. Quando un cittadino legge un’etichetta deve poter capire con chiarezza da dove provengono gli ingredienti di ciò che acquista. La disciplina vigente risponde principalmente a esigenze doganali e fiscali, ma non sempre coincide con il bisogno di trasparenza espresso dai consumatori. Con questo atto il Comune di Cesena vuole sostenere un principio fondamentale: una maggiore chiarezza sull’origine dei prodotti tutela chi acquista e valorizza le imprese che investono nella qualità, nella tracciabilità e nella riconoscibilità delle proprie produzioni».
La delibera – che riconosce il comparto agroalimentare come uno dei settori strategici dell’economia italiana, regionale e locale, costituendo un patrimonio economico, produttivo, culturale e identitario di primaria importanza – individua nella tutela dell’origine delle produzioni un interesse pubblico, capace di rafforzare la competitività delle aziende agricole, promuovere una concorrenza leale e consolidare il rapporto di fiducia tra produttori e consumatori.
Il provvedimento prevede inoltre l’attivazione e il coordinamento, in collaborazione con la Consulta Agricola, di tavoli tecnici di monitoraggio e informazione locale rivolti alle imprese agricole del territorio, finalizzati ad analizzare l’impatto della normativa doganale europea sulle filiere locali e a favorire l’adozione di buone pratiche di etichettatura volontaria e di tracciabilità della provenienza.
«Gli enti locali – conclude Ceredi – possono contribuire a rappresentare le esigenze dei territori anche su temi che hanno una dimensione nazionale ed europea. Per Cesena, città con una forte vocazione agricola e agroalimentare, sostenere una maggiore trasparenza significa difendere il valore delle nostre produzioni, tutelare le imprese e garantire ai cittadini informazioni sempre più complete e comprensibili».