Descrizione
Un riparo sicuro. L’emergenza climatica è una delle principali sfide per le amministrazioni locali. Come messo in luce anche dall’ultima nota ANCI, il progressivo aumento delle temperature e la crescente frequenza delle ondate di calore richiedono interventi strutturali, investimenti adeguati, un’evoluzione degli stili di vita, una diversa organizzazione del lavoro nelle giornate più calde e una maggiore disponibilità di spazi sicuri e accessibili. L’obiettivo non è imporre cambiamenti nelle abitudini dei cittadini, ma accompagnarli verso comportamenti più compatibili con le nuove condizioni climatiche, riducendo i rischi per la salute e migliorando la qualità della vita.
In questo contesto si inserisce il ‘Piano caldo’ definito dall’Amministrazione comunale di Cesena, che integra le azioni già previste per le persone over 75 e per i senza fissa dimora.
Una rete di luoghi freschi facilmente accessibili
“L’intensificarsi delle ondate di calore e dei relativi rischi sanitari – commenta l’Assessore alla Sostenibilità ambientale Andrea Bertani – rende necessario ampliare gli strumenti di prevenzione, mettendo a disposizione dell’intera popolazione una rete di luoghi freschi facilmente individuabili e accessibili. Il piano prevede un percorso articolato in due fasi. La prima, finalizzata a fornire una risposta immediata all’emergenza, consiste nella mappatura – già realizzata – dei luoghi già disponibili sul territorio che possono svolgere la funzione di ‘riparo’. È questo il caso della Biblioteca Malatestiana, degli hub di quartiere e della sede del quartiere Cesuola, comprese le gallerie climatizzate dei servizi di vendita. La seconda, con conclusione prevista entro l’estate 2027, porterà allo sviluppo di una rete più ampia, coinvolgendo anche nuovi soggetti pubblici e privati a cui sarà richiesto di mettere a disposizione gratuitamente i propri locali come, tra l’altro, in molti già fanno. È questa una mappatura che fa riferimento a quanto già realizzato in alcune grandi città europee”.
Mappati anche parchi e giardini attrezzati
Un ‘luogo fresco’ deve mantenere la propria funzione originaria, senza modificare l’uso quotidiano dello spazio, come nel caso di biblioteche, centri civici, hub di quartiere, parchi o altri edifici pubblici. Può essere collocato sia in ambienti chiusi sia all’aperto, purché dotato di condizioni favorevoli al comfort climatico. Deve essere gratuitamente accessibile, fatta salva la possibilità di prevedere tariffe agevolate in casi particolari, come le piscine comunali. Non a caso, l’Amministrazione comunale ha mappato anche i parchi e le aree verdi dotati di fontanelle e vicini ad attività di prossimità dove è possibile trovare un po’ di refrigerio nelle ore meno calde della giornata, così da programmare le uscite nei momenti in cui è possibile lasciare la propria abitazione senza esporsi a rischi.
Tra i requisiti fondamentali figurano inoltre la facilità di accesso, la disponibilità di sedute e di acqua potabile gratuita, nonché la presenza di un microclima adeguato. Negli spazi climatizzati è raccomandato il mantenimento di una temperatura di circa 26 °C durante il periodo estivo. Non si tratta tuttavia di presidi sanitari e non sono destinati alla gestione di emergenze mediche, che continuano a fare riferimento ai servizi sanitari competenti. Oltre alla funzione di protezione dal caldo, questi luoghi dovrebbero promuovere attività sociali, culturali e ricreative, contribuendo al benessere psicofisico delle persone, ed essere facilmente riconoscibili attraverso una specifica segnaletica e una comunicazione capillare su mappe cartacee e digitali.
“La mappatura di questi luoghi di ‘riparo’ – prosegue l’Assessore – rappresenta uno strumento utile non solo per i cittadini, ma anche per la Protezione Civile, che potrà integrarla all’interno del Piano comunale di Protezione Civile, migliorando la capacità di risposta agli eventi climatici estremi”.
Gli elenchi dei luoghi freschi, corredati da mappe cartografiche, saranno pubblicati nella sezione dedicata al Piano Caldo del Comune e diffusi attraverso campagne informative rivolte alla cittadinanza. La comunicazione coinvolgerà, tra gli altri, farmacie, medici di medicina generale e operatori del Settore Servizi Sociali, affinché possano orientare le persone più vulnerabili verso i punti freschi presenti sul territorio.