Raccolta solidale dei Quartieri, l’Assessora ai Servizi alla persona Labruzzo risponde a Fratelli d’Italia

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“Un patrimonio di comunità che non merita inutili polemiche”

Data pubblicazione:
13 Marzo 2026
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“La raccolta solidale nei quartieri è da 18 anni una delle esperienze più partecipate di solidarietà del territorio. Un’iniziativa che mobilita centinaia di volontari, numerosi punti vendita e tanti cittadini che, con piccoli e grandi gesti, contribuiscono concretamente a sostenere le persone e le famiglie più fragili”.

A ribadirlo è l’Assessora ai Servizi per la persona e la famiglia, Carmelina Labruzzo in risposta all’interrogazione presentata dal Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Marco Casali, che aveva sollevato alcune questioni sull’organizzazione e sulla distribuzione dei beni raccolti.

“Il tono dell’interrogazione – commenta l’Assessora – rischia di mettere in discussione un’esperienza consolidata di generosità diffusa e collaborazione tra istituzioni, quartieri e volontariato, costruita negli anni grazie al lavoro condiviso di amministrazioni locali, associazioni e cittadini. La Raccolta solidale infatti è promossa direttamente nei quartieri, che svolgono da sempre un ruolo attivo sia nell’organizzazione dell’iniziativa sia nella destinazione dei beni raccolti. Ogni Consiglio di Quartiere – prosegue – individua in piena autonomia le realtà associative del proprio territorio con cui collaborare per la redistribuzione dei prodotti. Si tratta di associazioni ben radicate nella rete locale del volontariato, impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone in difficoltà e presenti nei tavoli di coordinamento territoriale sulla coesione sociale”.

Tra queste realtà figurano, ad esempio, le Caritas parrocchiali e le Conferenze locali di San Vincenzo, storicamente attive nella distribuzione di aiuti alimentari e nel supporto alle famiglie in condizioni di fragilità.

“Negli ultimi anni – argomenta l’Assessora Labruzzo – alcuni quartieri hanno inoltre scelto autonomamente di destinare parte dei prodotti raccolti anche ad altre realtà particolarmente attive sul territorio, come l’Emporio Solidale e le Cucine Popolari, che operano a favore di numerosi nuclei familiari residenti nell’area dell’Unione".

Per quanto riguarda i criteri di distribuzione, la logica che guida l’iniziativa è quella della prossimità territoriale: i beni raccolti nei punti vendita di un quartiere vengono destinati principalmente alle realtà solidali che operano nello stesso quartiere o nelle zone immediatamente vicine, così da rispondere in modo rapido e concreto ai bisogni delle persone. Non è previsto un sistema di accreditamento formale delle associazioni. La redistribuzione avviene infatti attraverso la rete delle organizzazioni territoriali con cui i quartieri collaborano stabilmente.

Il collegamento con i Servizi sociali è comunque costante. Molte delle associazioni coinvolte lavorano infatti in stretta collaborazione con i servizi territoriali e intercettano situazioni di fragilità che spesso emergono anche grazie al lavoro quotidiano degli operatori sociali. Sul fronte della trasparenza, l’Assessora ricorda che al termine della raccolta vengono sempre restituiti pubblicamente i dati complessivi dell’iniziativa, con l’indicazione delle quantità di prodotti raccolti e dei risultati raggiunti. Una rendicontazione che negli anni è stata diffusa anche attraverso gli organi di informazione locali, proprio per rendere partecipe l’intera cittadinanza dell’esito dell’iniziativa.

“La Raccolta Solidale è prima di tutto un grande gesto comunitario”, conclude l’Assessora. “Un progetto che nasce dalla collaborazione tra quartieri, volontariato, esercizi commerciali e cittadini. Per questo, l’auspicio è che tutte le forze politiche possano contribuire a sostenerla e valorizzarla, riconoscendo il lavoro generoso dei tanti volontari che ogni anno la rendono possibile, evitando inutili polemiche o sterili strumentalizzazioni”.

Ultimo aggiornamento: 13/03/2026, 11:26

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