Descrizione
Tante storie, tanti volti e un legame tra generazioni sempre più forte. Prosegue il percorso di costruzione della Memoteca comunale, uno spazio digitale dedicato alla conservazione della memoria storica e delle testimonianze dirette sugli anni del fascismo, passaggio del fronte e ricostruzione post-bellica della città. Dopo che a dicembre 2025 è stato pubblicato online, sul sito del Comune di Cesena, il primo nucleo di interviste, gli uffici comunali, insieme all’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena, hanno dato avvio alla seconda parte del lavoro raccogliendo ulteriori testimonianze. Si tratta dei racconti di Ada Gualtieri, nata il 19 ottobre 1935, e del dottor Giancarlo Biasini, decano dei pediatri cesenati, nato a San Giorgio nel 1930.
L’idea di un grande contenitore di memorie è nata nel 2024, con le celebrazioni per l’80esimo anniversario della Liberazione di Cesena, e si è sviluppata nell’ambito del progetto europeo ArchEthics, incentrato sulla valorizzazione del patrimonio architettonico dei regimi totalitari, in continuità con l’adesione del Comune alla Rete Europea Atrium.
Gli anni bui che precedettero la guerra
Ad aprire il nuovo ciclo di interviste è stata Ada Gualtieri, incoraggiata dal nipote Andrea Golinucci a prendere parte a questo progetto comunale. Ada ha 90 anni e porta ancora dentro di sé ricordi che non si cancellano. “Ero una piccola balilla” racconta. “Andavamo a scuola con la divisa bianca e lo stemma del fascio”. La scuola fascista faceva parte della vita quotidiana. Le bambine venivano portate a fare ginnastica all’ex Gil e, alla fine delle attività, ricevevano un panino con la marmellata. “Io e mia sorella ne mangiavamo uno in due, l’altro lo portavamo a casa alla nostra mamma”. La miseria, allora, era di casa: spesso facevano fatica perfino a mettere insieme un pasto. Il padre era lontano, ricoverato al sanatorio di Vecchiazzano perché malato. Poi arrivò il 1944, l’anno che Ada non ha mai dimenticato: i soldati tedeschi con i fucili puntati, la paura nelle strade, e anche la violenza improvvisa, quando uno di loro le diede un calcio. In quello stesso anno morì sua madre, Giulietta Zanoli a seguito di un’incursione aerea. Dopo la guerra la famiglia non c’era più. Ada finì a Modena e per sette anni non riuscì a rivedere i suoi. Sono ricordi che ancora oggi tornano alla memoria, nitidi e dolorosi, come se il tempo non fosse mai passato.
Memoteca: un percorso collettivo che mette al centro la comunità
Quello della Memoteca non è soltanto un archivio di storie individuali ma un vero e proprio percorso collettivo che mette al centro la comunità nella sua interezza, dagli anziani testimoni ai giovani delle nostre scuole. L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è promuovere la conoscenza e il dibattito sulla storia del Novecento come patrimonio comune, strumento di cittadinanza attiva e occasione per riflettere sul presente e sul futuro, a partire dai valori democratici dell’Unione Europea. All’interno del portale sono già disponibili i primi contenuti multimediali, interviste audio e video e altra documentazione, e altri ne seguiranno.
Primo nucleo di interviste
Tra settembre e novembre 2025, con il supporto dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Forlì-Cesena, è stata realizzata una prima raccolta di interviste a testimoni diretti, per dare voce ai ricordi e alle emozioni di chi ha vissuto in prima persona gli anni difficili della guerra. Sono già disponibili sul sito (https://sititematici.comune.cesena.fc.it/memoteca) i racconti di Derna Pagliarani, Ilario Pedrelli, Rino Zoffoli, Franco Maldini e Carlo Rossi, che restituiscono uno sguardo autentico sulla storia della città.