Descrizione
Nell’ambito delle azioni messe in campo per aumentare la capacità di difesa idraulica del territorio e preparare il territorio ad affrontare eventi meteorologici di grande portata, esattamente come avvenuto nel corso del 2023, l’Amministrazione comunale di Cesena sta portando avanti il completamento della cassa di espansione di Ca’ Bianchi, infrastruttura strategica per la gestione delle piene del fiume Savio.
“L’obiettivo – commenta l’Assessore alla Sostenibilità ambientale Andrea Bertani – è di rendere pienamente operativa un’area che da anni è destinata a svolgere una duplice funzione: da un lato, contribuire alla sicurezza della città durante gli eventi di piena e, dall’altro, offrire, al termine degli interventi, uno spazio di valore ambientale e naturalistico a disposizione della collettività. Dopo le alluvioni del 2023 e del 2024, che hanno interessato anche l’area di Ca’ Bianchi danneggiando alcune opere idrauliche e modificando le condizioni del sito, il progetto originario è stato aggiornato per rispondere alle nuove esigenze emerse sul territorio e alle indicazioni formulate dall’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile”.
La variante non sostanziale approvata dal Comune il 17 marzo scorso punta infatti ad incrementare ulteriormente l’efficacia della cassa di espansione attraverso l’innalzamento degli argini e l’aumento della capacità di invaso, garantendo, al contempo, il mantenimento della fruizione pubblica e naturalistica dell’area. Un intervento che consentirà di trattenere maggiori volumi d’acqua durante le piene del Savio, contribuendo a ridurre il rischio idraulico per il territorio cesenate.
“Lo scorso 18 maggio – prosegue l’Assessore – gli uffici comunali sono stati raggiunti da una notifica di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna presentato da Calcestruzzi del Savio Srl, proprietaria del terreno, contro l’approvazione della variante non sostanziale al progetto di sistemazione finale dell’area. Per tutelare un intervento ritenuto strategico per la sicurezza della città, l’Ente ha deciso di costituirsi in giudizio davanti al TAR”.
La storia di Ca’ Bianchi affonda le proprie radici in una pianificazione avviata oltre 15 anni fa. Nel 2011 Comune di Cesena e Regione Emilia-Romagna hanno sottoscritto infatti un protocollo d’intesa per la gestione coordinata delle future casse di espansione ricavate dal recupero delle aree estrattive lungo il Savio. Da allora la destinazione dell’area è sempre rimasta la stessa: una cassa di laminazione a servizio della sicurezza idraulica del territorio, accompagnata da una funzione ambientale e naturalistica. Tra il 2012 e il 2014 la Regione ha realizzato le principali opere idrauliche dell’invaso, mentre nel 2020 è stata avviata l’attività estrattiva affidata a Impianti Cave Romagna, chiamata a completare, tramite l’attività estrattiva, il volume necessario al funzionamento della cassa.
“La variante non sostanziale approvata nel mese di marzo – conclude l’Assessore – non modifica in alcun modo queste destinazioni consolidate, ma rafforza la funzione originaria dell’area, adeguandola alle esigenze emerse dopo le recenti alluvioni e alle strategie regionali di mitigazione del rischio idraulico. La nostra Amministrazione si sta adoperando perché il contenzioso non rallenti la realizzazione di un intervento considerato fondamentale per la protezione del territorio. Mentre registriamo la disponibilità e la serietà dell’azienda intestataria dell’attività estrattiva e della sistemazione finale, credo che chi ha invece scelto di ricorrere al TAR debba assumersi la responsabilità, anche di fronte alla città, delle possibili conseguenze di questa scelta”.