Descrizione
Da Atene, a conclusione dell’evento intitolato “Democracy at its roots” (La democrazia alle sue radici), organizzato dal Gruppo PSE al Comitato Europeo delle Regioni (CoR) insieme alle principali reti di sindaci e autorità locali della famiglia socialista europea, socialisti e progressisti eletti nelle amministrazioni locali e regionali lanciano un appello alle istituzioni europee sul futuro Quadro finanziario pluriennale dell’UE, chiedendo un bilancio più ambizioso, equo e vicino ai cittadini, che garantisca non soltanto crescita economica, ma anche solidarietà, servizi pubblici solidi e giustizia sociale.
Presente anche il Sindaco di Cesena Enzo Lattuca, membro del Comitato Europeo delle Regioni, che commenta:
“Con la Dichiarazione di Atene Comuni, Città e Regioni, che rappresentano il fondamento della partecipazione democratica e dell’efficace attuazione delle politiche, chiedono di rimanere partner fondamentali dell’UE anche in futuro, e non semplici beneficiari delle politiche europee. Come viene infatti chiaramente espresso nel documento che abbiamo sottoscritto – prosegue il Sindaco – Comuni, Regioni e Città non sono semplici meccanismi amministrativi incaricati di attuare decisioni. Sono le istituzioni democratiche più vicine alla vita quotidiana dei cittadini. Sono loro a dover affrontare per i propri cittadini la sfida dell’accessibilità abitativa e dell’aumento dei costi energetici. Sono i comuni, le città e le regioni a garantire che ogni cittadino abbia accesso ai servizi sociali. E sono i comuni, le città e le regioni a essere in prima linea nel sostenere i nostri territori nell’affrontare ondate di calore, alluvioni e incendi. Una democrazia locale e regionale forte è il fondamento di una democrazia europea forte. Le decisioni che incidono sulla vita quotidiana delle persone devono quindi essere elaborate insieme alle comunità che ne saranno interessate”.
Sempre nella dichiarazione viene sottolineato come l’Europa stia attraversando una fase decisiva: transizione ecologica, crisi abitativa, aumento dei costi dell’energia, disuguaglianze territoriali e nuove sfide geopolitiche richiedono più Europa, non meno Europa. Viene inoltre espressa preoccupazione per la proposta della Commissione europea di ridurre le risorse destinate alla coesione, all’agricoltura e alle politiche gestite insieme agli Stati membri e ai territori, mentre aumentano significativamente quelle destinate alla difesa: “la sicurezza – si legge – non significa soltanto difendere i confini: significa anche proteggere le persone, garantire servizi pubblici, abitazioni accessibili, energia sostenibile e comunità resilienti. Non possiamo costruire un’Europa più sicura indebolendo la coesione sociale e territoriale”.