Descrizione
In relazione alla lettera aperta sottoscritta da alcuni residenti di Case Frini riguardo agli interventi di potatura effettuati sui lecci della zona, il Settore Verde Pubblico del Comune interviene per chiarire le motivazioni tecniche che hanno portato all’esecuzione delle operazioni contestate.
L’intervento rientra in una strategia di lotta agronomica contro la cocciniglia del leccio (Nidularia pulvinata o Kermes vermilio), un parassita che, se non adeguatamente contrastato, può portare al progressivo deperimento e alla morte delle piante. Si tratta di una tecnica già adottata negli anni scorsi in diverse aree della città, tra cui via Secondo Casadei, via Fratelli Cervi e viale Carducci, e che rappresenta oggi l’unica soluzione in grado di garantire risultati efficaci e duraturi nella salvaguardia degli alberi infestati.
In passato il contrasto alla cocciniglia veniva effettuato mediante trattamenti aerei a base di olio bianco o attraverso l’endoterapia, metodologie che avevano dimostrato una buona efficacia. Tuttavia, l’entrata in vigore delle restrizioni previste dal Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari nelle aree verdi pubbliche ha reso impossibile proseguire con l’impiego di tali prodotti.
Negli anni sono state quindi sperimentate diverse strategie alternative. L’utilizzo di prodotti naturali non classificati come fitosanitari non ha prodotto risultati soddisfacenti. Anche la potatura parziale delle chiome, con alleggerimento e diradamento dei rami, si è rivelata inefficace e, in molti casi, ha persino accelerato il disseccamento degli esemplari colpiti. Parallelamente è stata attuata una lotta biologica attraverso il rilascio di Exochomus quadripustulatus, una specie di coccinella predatrice della cocciniglia. Sebbene questa attività venga svolta annualmente da diversi anni, non è stata sufficiente a impedire il verificarsi di alcune infestazioni gravi sul territorio comunale.
In questi gravi casi l’unica opzione di lotta agronomica disponibile per salvare l’albero dal disseccamento consiste nell’asportazione totale della chioma per rimuovere il parassita. Tale pratica, ormai consolidata e sperimentata da anni, è al momento l’unica efficace ma solo se effettuata nel periodo di presenza delle neanidi, ovvero durante il periodo primaverile. In particolare le potature autunnali e/o invernali in questo caso non sarebbero efficaci.
Il Comune sottolinea inoltre che, prima di ogni campagna di interventi, viene effettuata una verifica con le ditte specializzate e con l’Ausl per accertare eventuali aggiornamenti normativi che consentano il ritorno all’utilizzo di prodotti fitosanitari. Anche per l’anno in corso la verifica ha confermato l’impossibilità di ricorrere a tali trattamenti. Per quanto riguarda il rispetto del periodo di nidificazione dell’avifauna, viene precisato che le ditte incaricate hanno l’obbligo di verificare preventivamente l’assenza di nidi attivi prima di procedere con potature o abbattimenti. Qualora vengano individuati nidi in uso, le operazioni devono essere immediatamente sospese e devono essere informate le associazioni competenti per la tutela degli uccelli, oltre alla committenza pubblica.