Autovelox di via Cervese, confermata la piena regolarità del dispositivo e respinte

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La risposta dell’Assessore Luca Ferrini alle due interpellanze presentate in Consiglio comunale

Data pubblicazione:
30 Luglio 2026
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L’Assessore alla Sicurezza e Legalità Luca Ferrini, intervenendo questo pomeriggio in Consiglio comunale, ha risposto a due interpellanze presentate da Cesena Siamo Noi e da Fratelli d'Italia riguardanti la legittimità dell’autovelox installato sulla via Cervese, anche alla luce della recente sentenza del Giudice di Pace di Forlì. Si precisa da subito che l’installazione dell’autovelox nasce da precise esigenze di sicurezza stradale, più volte rappresentate dai residenti e dal Quartiere Cervese Nord e supportate da un’analisi della pericolosità del tratto avviata già nell’agosto 2022. La via Cervese è una delle arterie più trafficate del territorio comunale e ricade nel quartiere che, nel decennio precedente, ha registrato il maggior numero di vittime della strada, arrivando fino a sette decessi in un solo anno. Nei primi sei mesi di funzionamento dell’impianto sono state accertate 5.281 violazioni: 340 veicoli superavano il limite di oltre 40 chilometri orari e 18 di oltre 60 chilometri orari. Numeri che dimostrano la gravità del fenomeno e la necessità dell’intervento.

L’Assessore ha ricordato come il dibattito sull’omologazione degli autovelox sia nato da un’incertezza interpretativa sviluppatasi a livello nazionale negli ultimi anni e definitivamente affrontata con il recente intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per oltre 30 anni i dispositivi di rilevazione della velocità sono stati approvati secondo una procedura ministeriale ritenuta valida da tutte le amministrazioni italiane. Solo a partire dal 2024 alcune pronunce della Corte di Cassazione hanno sostenuto una distinzione formale tra ‘approvazione’ e ‘omologazione’, dando origine a orientamenti giurisprudenziali non uniformi. A tale impostazione si sono però contrapposte altre decisioni, anche recenti, che hanno riconosciuto la validità dei dispositivi approvati e sottoposti ai necessari controlli tecnici.

Per superare definitivamente questa situazione di incertezza è intervenuto il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti entrato in vigore il 12 luglio scorso, che disciplina le procedure di omologazione e chiarisce che il dispositivo installato sulla via Cervese deve essere considerato, a tutti gli effetti di legge, omologato. Si aggiunge inoltre che l’apparecchio, conforme al prototipo ministeriale e regolarmente collaudato e tarato, dispone di tutte le certificazioni previste. La postazione è stata inoltre inserita tra le prime nel censimento nazionale dei dispositivi.

Per quanto riguarda la recente pronuncia del Giudice di Pace di Forlì, è stato precisato che essa riguarda un singolo verbale relativo a una violazione avvenuta durante la fase di incertezza interpretativa. Si tratta di una decisione di primo grado, efficace esclusivamente tra le parti del giudizio, che non determina l’annullamento automatico degli altri verbali, non comporta rimborsi generalizzati e non produce alcuna sospensione delle sanzioni.

L’Assessore ricorda inoltre di aver sempre impugnato le decisioni sfavorevoli fondate sulla distinzione tra approvazione e omologazione e conferma l’intenzione di proseguire anche rispetto a quest’ultima sentenza. Sarà il giudice d’appello a valutare gli effetti del nuovo quadro normativo anche sulle controversie ancora pendenti. Resta comunque evidente che il provvedimento ministeriale riconosce la piena affidabilità tecnica del modello di autovelox installato sulla via Cervese e conferma la correttezza dell’operato dell’Amministrazione.

Poi l’invito a distinguere il numero delle sanzioni da quello dei ricorsi, precisando che non risultano affatto “migliaia di ricorsi pendenti”, mentre il dato definitivo sarà comunicato non appena disponibile. Respinta anche l’accusa secondo cui sarebbero state fornite informazioni non veritiere ai cittadini.

La questione oggetto del dibattito, evidenzia, ha riguardato esclusivamente il valore giuridico da attribuire ai concetti di approvazione e omologazione, e non l’affidabilità tecnica dell’apparecchio. Nessuna sentenza ha infatti mai accertato che il dispositivo della via Cervese abbia rilevato velocità inesatte o sia tecnicamente inaffidabile. Anche rispetto ai possibili effetti sul bilancio comunale, il Comune ritiene infondate le preoccupazioni espresse nelle interpellanze. Venuto meno il presupposto secondo cui il dispositivo non sarebbe omologato, non vi sono ragioni per ipotizzare conseguenze economiche straordinarie.

In ogni caso, i proventi delle sanzioni elevate tramite autovelox non costituiscono risorse liberamente disponibili: una quota è destinata alla Provincia, mentre le somme spettanti al Comune sono vincolate al finanziamento della sicurezza stradale, della manutenzione, della segnaletica, dei controlli e degli interventi di prevenzione. Le previsioni di bilancio sono inoltre formulate sulla base degli incassi effettivi e dei necessari accantonamenti prudenziali. Alla data odierna, conclude, non esiste alcun ‘buco di bilancio’ riconducibile alla vicenda e una singola sentenza di primo grado non determina automaticamente un danno economico per l’ente.

Ultimo aggiornamento: 30/07/2026, 15:59

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