Descrizione
“Esprimiamo apprezzamento per la decisione della Regione Emilia-Romagna di destinare 30 milioni di euro al sostegno della sanità pubblica e del trasporto pubblico locale. Una scelta che ricade positivamente sui territori e che dimostra come, in una fase di grande difficoltà economica, acuita anche da una tensione sociale, sia possibile individuare risorse e intervenire per contenere gli effetti di una crisi che così come grava sulle famiglie e i lavoratori pesa anche sull’intero sistema dei servizi pubblici”.
A dirlo è il Sindaco di Cesena e Presidente della Provincia Enzo Lattuca precisando che “gli ulteriori 20 milioni di euro destinati al servizio sanitario regionale e i 10 milioni assegnati al trasporto pubblico locale rappresentano una risposta concreta a un’emergenza che la Regione ha scelto di fronteggiare introducendo azioni immediate attraverso una ricognizione straordinaria delle disponibilità di bilancio”.
“Una decisione – commenta – tanto più significativa perché l’aumento dei costi di energia e carburanti mette sotto pressione non solo la sanità e il trasporto pubblico, ma l’intero sistema dei servizi che i Comuni garantiscono ai cittadini. In una fase di forte inflazione e di caro vita spesso insostenibile per le famiglie, Regione e Comuni scelgono di assicurare continuità ai servizi, mentre il Governo resta colpevolmente fermo”.
I numeri restituiscono con chiarezza la dimensione del problema: per il sistema sanitario regionale, al 30 settembre, la spesa energetica risultava superiore di oltre 20,2 milioni di euro rispetto alle previsioni di bilancio, con un incremento dell’11%, e di quasi 38,3 milioni rispetto al consuntivo del 2025. Per il trasporto pubblico locale, i rincari dell’energia e dei carburanti hanno determinato maggiori costi per circa 15 milioni di euro, di cui quasi 8,9 milioni per il solo gasolio.
“Di fronte a questi aumenti – prosegue Lattuca – Regione ed enti locali stanno intervenendo con le sole risorse dei propri bilanci per proteggere i cittadini dagli effetti dell’inflazione. Senza questo sforzo, ci sarebbero meno corse degli autobus, tagli ai servizi ai cittadini e maggiori difficoltà nel garantire le prestazioni sanitarie. La tenuta dei servizi pubblici essenziali è una priorità che il Governo non può ignorare. Non è sostenibile chiedere ai territori di farsi carico da soli di rincari che hanno dimensione nazionale e internazionale. Le istituzioni regionali e gli enti locali fanno la loro parte, ma non possono sostituirsi allo Stato”.