Descrizione
Proseguono i lavori per la realizzazione della cassa di laminazione del Rio Marano, opera strategica per la sicurezza idraulica del territorio più volte colpito da allagamenti negli ultimi anni. Secondo l’ultimo aggiornamento, l’avanzamento complessivo delle opere è stimato attorno al 70%, tenendo conto delle lavorazioni già concluse e di quelle ancora da avviare.
“Il progetto – commenta l’Assessore alla Sostenibilità ambientale Andrea Bertani – ha una finalità esclusivamente idraulica: garantire la sicurezza pubblica e privata attraverso la riduzione del rischio di esondazioni. Anche se, una volta conclusi i lavori, in questa stessa area sorgerà un vero e proprio parco. L’infrastruttura agirà infatti come un ‘volano idraulico’, accumulando temporaneamente l’acqua in eccesso durante gli eventi meteorici più intensi. Questo permetterà di ridurre la pressione idraulica a valle, una delle principali cause degli allagamenti storici della zona. Attraverso un sistema di scarichi regolabili, sarà possibile gestire il rilascio delle acque in funzione delle condizioni dei corsi d’acqua a valle, convogliandole nel Rio Marano, nel Marzolino I e quindi nel torrente Pisciatello. Come già detto, l’analisi degli eventi passati, tra cui quello significativo del 16 settembre 2006, evidenzia come il bacino del Rio Marano sia particolarmente vulnerabile alle piogge intense e improvvise. Se le precipitazioni moderate vengono assorbite dal terreno agricolo, quelle violente generano rapidamente deflussi superficiali importanti, aggravati dall’impermeabilizzazione progressiva del suolo e dalla presenza di infrastrutture che limitano il deflusso delle acque. Con il completamento dell’opera entro l’anno, il territorio potrà contare su un’infrastruttura fondamentale per la mitigazione del rischio idraulico e la tutela della comunità locale e, al contempo, avrà a disposizione un’area naturale a fruizione pubblica”.
Lo stato attuale dei lavori
Ad oggi, come riferito dal Consorzio di Bonifica della Romagna che segue l’intervento finanziato dalla struttura commissariale con ordinanza 19/2024, sono state completate le principali strutture in cemento armato, tra cui l’opera di presa e il nuovo ponte di accesso su via Rio Marano. Nelle prossime settimane è prevista l’installazione delle paratoie sull’opera di presa. Restano invece da realizzare alcuni manufatti fondamentali: quello per l’alloggiamento dello scarico nel Marzolino e i due manufatti destinati alle paratoie che regolano lo scarico di fondo, collegando i tre volumi in cui è suddivisa la vasca.
Molto avanzata anche la realizzazione degli argini: rimangono solo alcuni tratti limitati, legati soprattutto a esigenze logistiche di cantiere e al raccordo con le opere ancora da completare. Successivamente sarà eseguita la finitura carrabile superficiale. Le attività di movimento terra risultano temporaneamente sospese a causa delle condizioni climatiche e dei livelli elevati della falda, che solo recentemente stanno tornando a livelli più favorevoli.
I reperti archeologici emersi
Per quanto riguarda l’archeologia, si è conclusa l’estrazione dei reperti legati alla necropoli e alla sepoltura dell’età del ferro. In accordo con la Soprintendenza, è in corso l’affidamento dell’incarico a una restauratrice per la messa in sicurezza dei reperti, in vista del loro trasferimento e conservazione. Le attività archeologiche proseguono ora esclusivamente nell’area del rinvenimento di un rustico romano e dovrebbero concludersi entro un mese.