Descrizione
Sono 133 le donne che, da gennaio a settembre, si sono rivolte al Centro Donna – Centro Antiviolenza di Cesena. Un dato in crescita rispetto agli anni precedenti, che testimonia sia l’aumento delle richieste di aiuto sia l’efficacia del lavoro svolto dalla rete territoriale: una collaborazione sempre più solida, che permette a un numero crescente di donne di conoscere i servizi disponibili e di trovare un punto di riferimento a cui rivolgersi. Per comprendere la portata di questo incremento, come spiega Claudia Gatta del Centro donna comunale, basti pensare che nel 2020 le donne prese in carico erano 60, a fronte delle 133 registrate nei primi nove mesi di quest’anno. A questa attività si aggiunge quella delle case rifugio, avviata nel luglio 2025 con l’attivazione di due strutture, di primo e secondo livello. Da allora sono state accolte 15 donne e 5 bambini, offrendo loro un luogo protetto e un sostegno concreto nel percorso di uscita dalla violenza.
Delle 133 donne prese in carico, 102, pari al 76,7%, hanno contattato il servizio per la prima volta, mentre 31 stavano proseguendo un percorso avviato negli anni precedenti. Nel periodo considerato, il Centro Donna e il Centro Antiviolenza hanno registrato complessivamente 817 incontri. I numeri restituiscono la dimensione del lavoro svolto e la necessità di offrire risposte diversificate, capaci di accompagnare le donne in situazioni spesso complesse.
La violenza psicologica è la più segnalata
Tra le forme di violenza rilevate, quella psicologica risulta la più frequente, con 118 segnalazioni, pari al 40,3% del totale delle tipologie registrate. Seguono la violenza fisica, con 79 casi (27%), quella economica, con 44 (15%), e lo stalking, con 35 (11,9%). Sono state inoltre registrate 13 segnalazioni di violenza sessuale. Le tipologie possono sovrapporsi: una stessa donna può infatti subire più forme di violenza. Il quadro conferma quanto la violenza non si manifesti soltanto attraverso aggressioni fisiche, ma possa assumere anche forme di controllo, intimidazione, privazione dell'autonomia economica e persecuzione, con conseguenze profonde sulla libertà e sulla vita quotidiana delle donne.
Partner ed ex partner tra gli autori più frequenti
I dati relativi agli autori delle violenze indicano soprattutto persone legate da una relazione affettiva alla donna. Il coniuge è indicato in 38 casi (28,6%), mentre l'ex partner compare in 36 (27,1%). Seguono il convivente, con 21 segnalazioni (15,8%), e il compagno, con 10 (7,5%). Sono inoltre riportati casi che coinvolgono genitori, parenti, figli, conoscenti e persone legate all'ambiente lavorativo. Anche in questo caso le risposte possono essere multiple.
Le richieste: ascolto, informazioni e sostegno concreto
Le esigenze espresse dalle donne riguardano innanzitutto la possibilità di parlare e trovare ascolto, ricevere informazioni e individuare strategie per affrontare la propria situazione. Nel prospetto delle richieste, le domande di informazioni sono 111, pari al 27,5% del totale; le richieste di ascolto e sfogo sono 90 (22,3%), così come quelle di consigli e strategie (22,3%). Seguono la consulenza psicologica, con 38 richieste (9,4%), e quella legale, con 37 (9,2%). Sono inoltre segnalate 14 richieste di ospitalità in emergenza, otto di orientamento al lavoro, cinque di ricerca di una casa e quattro di ospitalità. Il prospetto comprende anche sei richieste classificate come «altro».
Chi sono le donne che si rivolgono al Centro
La fascia d'età più rappresentata è quella tra i 40 e i 49 anni, con 33 donne (24,8%). Seguono le fasce tra i 30 e i 39 anni e tra i 50 e i 59 anni, entrambe con 27 donne (20,3%). Sono 23 le donne tra i 19 e i 29 anni (17,3%), 15 quelle tra i 60 e i 69 anni (11,3%) e una quella con più di 70 anni. Nel prospetto non risultano accessi di minorenni; per sette donne l'età non è stata rilevata. Per quanto riguarda la nazionalità, 90 donne sono italiane (67,7%) e 41 straniere (30,8%); per due persone il dato non è disponibile. La maggior parte delle donne risiede a Cesena: sono 80, pari al 60,2%. Altre 37 provengono da comuni della provincia di Forlì-Cesena (27,8%), mentre le restanti risultano residenti in altre province o regioni. Per otto donne la residenza non è stata rilevata.
Denunce e certificazioni mediche
Il prospetto registra 55 donne che hanno presentato denuncia o querela per le violenze subite, pari al 41,4%. Sono 63 quelle per cui non risulta presentata denuncia o querela (47,4%), mentre per 15 il dato non è disponibile. Sul fronte sanitario, 37 donne (27,8%) risultano in possesso di una certificazione medica delle violenze; per 78 (58,6%) non risulta una certificazione, mentre per 18 il dato non è stato rilevato.