Educativa di strada, a Cesena il servizio si muove con i giovani

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L’Assessora Giorgia Macrelli in Consiglio comunale: “Fondamentale agire sulle cause del disagio creando relazioni educative stabili”

Data pubblicazione:
15 Ottobre 2026
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Non soltanto presidiare uno spazio, ma essere presenti nei luoghi in cui i giovani si incontrano, costruire relazioni di fiducia e intervenire prima che le difficoltà diventino situazioni di disagio più complesse. Lo ha ribadito l’Assessora alle Politiche giovanili Giorgia Macrelli rispondendo in Consiglio comunale a un’interpellanza del Consigliere di Fratelli d’Italia, Nicholas Pellegrini, sull’Educativa di strada (EDS) di ASP Distretto Cesena Valle Savio, servizio che lavora a stretto contatto con adolescenti e giovani attraverso la presenza sul territorio, l’ascolto e la collaborazione con le realtà della comunità.

Un modello questo che mette al centro la relazione educativa e la capacità di adattarsi ai cambiamenti delle abitudini giovanili. Una prospettiva che, negli ultimi mesi, ha trovato una delle sue principali applicazioni a Borello, dove l’esperienza dello Spazio Giovani ha lasciato il posto a una nuova fase di lavoro territoriale e comunitario.

“Viviamo in un tempo – ha commentato l’Assessora Macrelli – in cui i ragazzi rischiano di sentirsi sempre più soli e scollegati dal mondo degli adulti. Per questo è fondamentale che possano trovare figure di riferimento capaci di ascoltarli, accoglierli e accompagnarli nel delicato percorso di crescita. Crediamo nel valore di una rete territoriale forte, costruita attraverso la collaborazione tra servizi, scuole, associazioni e comunità, e continueremo a lavorare in questa direzione, monitorando le situazioni nei diversi quartieri e adattando gli interventi ai bisogni che emergono. Lo abbiamo fatto al Parco Muccioli, a Borello e nel centro storico, nella zona del Montefiore, dove l’Educativa di strada è impegnata anche nel contrasto alla dispersione scolastica. Si tratta di un servizio di prossimità che incontra gli adolescenti e i giovani nei luoghi che frequentano, negli spazi pubblici e nei contesti informali, costruendo relazioni e mantenendo un raccordo costante con le scuole e i servizi territoriali. Il nostro obiettivo è agire sulle cause del disagio, creando relazioni educative stabili e offrendo ai ragazzi la possibilità di sentirsi accolti e sostenuti nelle fragilità tipiche dell’adolescenza e della preadolescenza. Non si tratta soltanto di intervenire quando emerge una difficoltà, ma di esserci prima, costruendo fiducia e contribuendo a rendere la comunità un ambiente più attento, inclusivo e capace di accompagnare le nuove generazioni”.

Cinque professionisti e interventi in diversi quartieri

L’équipe dell’Educativa di strada è composta da cinque professionisti, tra psicologi ed educatori professionali, con una figura di coordinamento impegnata per 36 ore settimanali, un operatore a tempo pieno per 36 ore e tre operatori e operatrici con un impegno di 18-20 ore settimanali. Alle attività di strada si affiancano la progettazione, il raccordo con i servizi e le scuole, il lavoro di comunità, i percorsi individualizzati, il coordinamento e il monitoraggio degli interventi. Nel 2026 la presenza educativa si è concentrata principalmente nei quartieri Cervese Sud, Centro Urbano, Borello e Oltresavio, con modalità differenziate in base alle caratteristiche dei contesti e ai bisogni rilevati. Nel Cervese Sud e nel Centro Urbano, le attività si sono sviluppate prevalentemente al mattino, con attenzione all’intercettazione precoce dei ragazzi e al contrasto della dispersione scolastica. Nel Centro Urbano e a Borello, invece, la presenza si è articolata soprattutto nel pomeriggio, nei luoghi di aggregazione informale. A queste attività si sono aggiunti interventi specifici, come quello realizzato al Parco Muccioli, che ha previsto osservazione territoriale, presenza educativa anche in fascia serale e coinvolgimento di giovani, famiglie, adulti residenti e realtà organizzate del quartiere. L’obiettivo è intervenire sulle cause del disagio, rafforzando la fiducia, la partecipazione e la capacità della comunità di accompagnare i percorsi di crescita degli adolescenti.

Le risorse: 58 mila euro per il territorio e oltre 86 mila per Savana

Sul piano economico, il servizio si avvale di più fonti di finanziamento. Per il 2026 sono stati destinati 58 mila euro nell’ambito delle risorse comunali a disposizione del Progetto Giovani, a sostegno della presenza pomeridiana dell’Educativa di strada. L’intervento era inizialmente articolato in due uscite settimanali a Borello e una nel centro storico. A queste risorse si aggiungono 86.562,50 euro per il 2026 destinati al progetto ‘Savana’ e al suo potenziamento attraverso i fondi ATUSS, il programma Agenda Trasformativa Urbana per lo Sviluppo Sostenibile. Savana è specificamente orientato al contrasto della dispersione scolastica e utilizza metodi propri dell’Educativa di strada.

Borello, 570 presenze nello Spazio Giovani

Lo Spazio Giovani di Borello ha aperto il 1° ottobre 2025 nei locali messi a disposizione dalla parrocchia, sulla base di un accordo con ASP. I numeri dell’esperienza sono significativi: tra ottobre 2025 e maggio 2026 sono state effettuate 60 aperture, per un totale di 570 presenze. Considerando più complessivamente l’attività dell’Educativa di strada a Borello nello stesso periodo, sono stati intercettati 177 giovani, dei quali 97 agganciati. L’età media era di poco inferiore ai 16 anni.

Dallo spazio fisico al lavoro di comunità

Una parte del lavoro è stata destinata al monitoraggio e all’aggancio dei ragazzi nei luoghi frequentati, tra cui l’Hub di comunità e i parchi del territorio. Successivamente è stato avviato un lavoro di comunità per favorire l’emersione e l’attivazione di adulti di riferimento nel quartiere, capaci di contribuire a un contesto più accogliente e attento alle forme spontanee di aggregazione giovanile. Secondo quanto rilevato dal servizio, all’interno dell’Hub non sono più stati osservati i comportamenti inopportuni che avevano caratterizzato la fase precedente. Il lavoro educativo, insieme a quello comunitario e a una maggiore comprensione tra le parti, ha contribuito a riportare la situazione a una condizione di normalità.

Una rete che coinvolge scuole, associazioni e attività del quartiere

A Borello l’intervento non si è limitato alla gestione dello Spazio Giovani. Tra i risultati concreti figura la collaborazione con la scuola, che nel maggio 2026 ha consentito di raggiungere circa 80 ragazzi e ragazze di 13 e 14 anni. Un contributo significativo arriva anche dalla collaborazione con l’associazione ImpattoD, impegnata nel quartiere attraverso un progetto di comunità.

Ultimo aggiornamento: 15/10/2026, 15:55

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