Descrizione
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, i Servizi sociali dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, rappresentati questa mattina in conferenza stampa dall'Assessora Carmelina Labruzzo, insieme alla cooperativa Piazza Grande, che gestisce i servizi dedicati alle persone in condizione di grave marginalità, fanno il punto sulle attività, sui bisogni intercettati e sulle nuove progettualità.
“Un quadro – commenta l’Assessora ai Servizi per la persona e la famiglia Labruzzo – che racconta una realtà difficile, caratterizzata da emergenze quotidiane, alcune del tutto nuove, ma anche di percorsi di accompagnamento, relazioni e tentativi concreti di costruire autonomia”.
Lo Spazio sociale diurno
Nel primo semestre del 2026, lo Spazio sociale diurno ha registrato 5.596 accessi complessivi, con circa 55 persone che frequentano assiduamente il servizio. Il Pronto Intervento Sociale ha gestito 32 richieste relative a 30 persone, accogliendone 28, mentre l’Accoglienza notturna, anche nell’ambito del piano freddo, ha assicurato un punto di riferimento per le persone senza dimora. L’utenza è prevalentemente maschile, con il 93% degli accessi riferiti a uomini. La fascia più rappresentata è quella tra i 26 e i 40 anni, seguita dalle persone tra i 41 e i 60 anni, cresciute in particolare nel corso della primavera. Tra le nazionalità straniere prevale quella tunisina, seguita da marocchini e algerini; gli italiani costituiscono il secondo gruppo più numeroso.
Accanto alla risposta ai bisogni primari, lo Spazio diurno punta sempre più sulla costruzione di relazioni. Proseguono le collaborazioni con OrientaGiovani, per l’orientamento al lavoro e la preparazione dei curriculum, e con le realtà associative impegnate nelle attività di socializzazione, come Mission Sabaoth e il laboratorio domenicale di cucina ‘Spadellando’.
Nel corso del semestre sono stati avviati anche un laboratorio artistico del lunedì e una collaborazione con la Croce Rossa Italiana per controlli sanitari gratuiti, tra cui la misurazione della pressione, della glicemia e della saturazione. Le attività si estendono inoltre al territorio, con il ‘Pranzo senza confini’ insieme a Pellicano Aps, la cura delle aree verdi con FraGiardino e il progetto ‘Germogliamo’, dedicato alla realizzazione di un orto. È stato avviato ‘Spazio Sospeso’, in collaborazione con Limo Aps, progetto dedicato al benessere emotivo e alla gestione della rabbia. L’obiettivo è consolidare ulteriormente il protagonismo delle persone che frequentano il servizio, coinvolgendole in modo attivo nella costruzione delle attività.
Pronto Intervento Sociale, accolte quasi nove richieste su 10
Il Pronto Intervento Sociale (PrIS) rappresenta la risposta alle situazioni di emergenza che richiedono un intervento tempestivo. Nel primo semestre dell’anno in corso ha gestito 32 richieste, riferite a 30 persone distinte, con 28 interventi accolti, pari all’87,5% del totale. La principale causa di attivazione è stata la grave povertà, con 17 casi. Seguono le emergenze legate a calamità ed eventi straordinari, con 11 richieste, e le situazioni di violenza, con tre casi. Il picco degli interventi si è registrato ad aprile. Anche in questo servizio prevalgono gli uomini, 24 su 30 persone, e la fascia adulta in età lavorativa, soprattutto tra i 41 e i 60 anni. Significativo il dato sulla residenza: soltanto 10 persone risultano residenti nel territorio, mentre 13 provengono da fuori territorio e nove sono senza fissa dimora. Un elemento che evidenzia come le situazioni di grave marginalità non riguardino esclusivamente la popolazione residente, ma coinvolgano anche persone in transito o prive di una rete stabile di riferimento.
Accoglienza notturna e Piano freddo: una rete contro l’emergenza
Nel primo semestre l’Accoglienza notturna ha registrato 152 accessi o presenze mensili complessivi, con un picco a marzo, quando si sono contate 33 presenze, seguito da una diminuzione fino alle 19 di giugno. L’utenza è quasi esclusivamente maschile e composta in larga parte da persone tra i 41 e i 60 anni. Gli italiani costituiscono il gruppo nazionale più numeroso, con 49 presenze, seguiti da cittadini tunisini, marocchini e nigeriani. Si registra un sostanziale equilibrio tra residenti e non residenti, rispettivamente con 80 e 68 presenze. Il Servizio sociale adulti è il principale soggetto inviante. La permanenza media si attesta intorno ai 63 giorni, ma non mancano situazioni di particolare cronicità, come dimostra un caso che ha raggiunto i 532 giorni. Nel semestre il clima della struttura è rimasto sostanzialmente tranquillo, con pochi provvedimenti disciplinari e cinque chiamate complessive alle Forze dell’ordine.
Un ruolo fondamentale è stato svolto anche dal Piano Freddo, attivo da gennaio a marzo 2026, che ha garantito protezione nei mesi più rigidi attraverso 19 nuovi ingressi e 11 uscite. Un dispositivo essenziale per offrire un riparo alle persone più vulnerabili e ridurre i rischi legati alla permanenza in strada durante l’inverno.
Porta Fiume, una nuova sede per un’accoglienza più inclusiva
Tra le principali novità del 2026 c’è il trasferimento dell’Accoglienza notturna nella nuova sede di Porta Fiume (via Aurelio Saffi, 53) avvenuto ad agosto. La struttura mantiene una disponibilità di 30 posti letto, con apertura dalle ore 20 alle ore 8. La nuova collocazione offre spazi interni più ampi, un giardino e una posizione centrale, in un contesto residenziale che punta a superare la concentrazione dei servizi ai margini della città e a ridurre la stigmatizzazione delle persone in condizione di grave marginalità.
Fondamentale il lavoro di rete con la cooperativa Piazza Grande, il Terzo settore, le realtà associative, i servizi sanitari e ospedalieri e la cittadinanza. Un impegno che trova nel percorso di accompagnamento alla nuova sede di Porta Fiume un esempio concreto: il dialogo con il quartiere e la condivisione dei processi vengono considerati parte integrante della costruzione di una comunità più coesa.