Cesena omaggia l’artista cesenate Silvano con un ciclo di mostre

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In Biblioteca Malatestiana, al Museo dell’Ecologia e al Chiostro della Palme al San Biagio

Data pubblicazione:

24 Febbraio 2026

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Descrizione

C’è guerra dappertutto oggi. Ancora e sempre, in questo pazzo mondo. Niente di nuovo sul fronte occidentale né in quello orientale. Niente di nuovo sotto il sole. Eppure noi occidentali ci eravamo cullati, dopo la fine del nazifascismo, nell’illusione di una pace definitiva, eterna – kantianamente perpetua – salvo risvegliarci, dopo ottant’anni, alla ricomparsa della Nemica ai nostri confini. Contro di essa è necessario armarci con “le armi della critica” e con “la critica delle armi”, per difendere la nostra civiltà e perché, come scriveva il poeta, “i prati tornino a fiorire”.

 

‘Ottant’anni’ è anche il titolo del ciclo di mostre del noto pittore cesenate Silvano (conosciuto generalmente col solo nome), che intende festeggiare il proprio importante anniversario biografico celebrando la sua opera alla Biblioteca Malatestiana, a partire da sabato 28 febbraio. Ospite di quello che può essere considerato il tempio della cultura cittadina – la “casa dei libri”, come la definiva Renato Serra – Silvano costruisce la mostra attorno alla figura del grande critico cesenate, riproponendo in un contesto nuovo la trascrizione del ‘Diario di guerra’, già compiuta nel centenario della sua morte, accompagnata dai disegni del pittore.

 

Le opere contrappuntano le pagine di Serra, accordandosi al tono del suo esame di coscienza triste – in antitesi con quello “gioioso”, quasi beethoveniano – e mettendo in luce, con segno luminoso e rigoroso, l’assurdità e l’insensatezza della guerra. Accanto a Serra, Silvano pone tre grandi poeti italiani: Dante Alighieri, Giovanni Pascoli e Giosuè Carducci. I loro testi poetici, impreziositi e istoriati da disegni luminosi e armonici, quasi miniature contemporanee, formano insieme – con Serra – una “quarta compagnia”, un ideale quadrilatero culturale.

 

Il lettore-spettatore potrà misurare l’evoluzione dell’artista: dal giovanile post-realismo e dalla pittura figurativa, al paesaggio che segna la maturità, fino all’astrazione – concreta e visibile – che costituisce oggi la sua poesia visiva. Una ricerca che si fa milizia culturale, “humanitas”, nel solco del celebre verso dantesco: “fatti non a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.

 

 

Le altre mostre in città

 

La paura dei tuoni

Biblioteca Malatestiana
13 marzo – 19 aprile 2026

 

Dal 13 marzo al 19 aprile la Biblioteca Malatestiana accoglierà ‘La paura dei tuoni’. Per la prima volta saranno esposte le poesie manoscritte di Stefano Simoncelli e i disegni a china di Silvano che compongono il libro edito nel 2019 da Italic Pequod. Un racconto in versi, intimo e personale, nato da un periodo complesso della vita del poeta, in cui le opere di Silvano accompagnano con delicatezza e intensità la parola scritta. L’amicizia tra Simoncelli e il pittore ha generato nel tempo esperienze artistiche dense e vitali, come il libro a “quattro mani” Sull’altro versante, che verrà presentato in Malatestiana nel mese di aprile, in un omaggio al poeta scomparso meno di un anno fa.

 

 

I paesaggi

Torrione di Piazza – sede del Museo di Ecologia
13 marzo – 19 aprile

 

Dal 13 marzo al 19 aprile il torrione di piazza, sede del Museo di Ecologia, ospiterà una serie di paesaggi, in gran parte realizzati a grafite. Si tratta di un luogo simbolico: lo studio di Alberto Sughi, dove un Silvano appena tredicenne bussò timidamente al portone, rimanendovi per circa dieci anni a imparare il mestiere del pittore. Le opere testimoniano una ricerca pittorica che – come scriveva Sughi – è libertà fuori da ogni tendenza convenuta: talvolta drammatica, talvolta dolce ed elegiaca; ora virtuosistica, ora più scabra e poetica.

 

 

Nature morte

Chiostro delle Palme – San Biagio
21 marzo – 19 aprile

 

Dal 21 marzo al 19 aprile, nel Chiostro delle Palme del complesso di San Biagio, verranno esposte le nature morte realizzate sulle “carte” recuperate dalla Stamperia Pascucci. Materiale di scarto trasformato in superficie poetica: un gesto coerente con l’intera ricerca di Silvano, che spesso utilizza supporti non convenzionali per sviluppare un linguaggio pittorico personale, essenziale e intensamente lirico.

Ultimo aggiornamento: 24/02/2026, 14:18

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