Dalla Biblioteca Malatestiana al Meeting di Rimini: in mostra tre preziosi codici manoscritti

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I tesori della mostra dedicata a Sant’Agostino saranno visitati da papa Leone

Data pubblicazione:
18 Agosto 2026
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Descrizione

La collaborazione istituzionale tra il Comune di Cesena e la Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS porta a Rimini tre capolavori assoluti custoditi dalla Biblioteca Malatestiana. I manoscritti membranacei del XVesimo secolo saranno esposti all’interno della mostra ‘Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova. Agostino di Ippona’, curata da Costanza Penna e Monica Scholz-Zappa e saranno visti da papa Leone XIV durante la sua visita alla manifestazione riminese.

Il prestito dei codici cesenati conferma la sinergia virtuosa tra le istituzioni del territorio emiliano-romagnolo, offrendo al vasto pubblico del Meeting la possibilità di ammirare dal vivo documenti di inestimabile pregio documentario e artistico.

I tre codici malatestiani in mostra

Realizzati nel pieno Quattrocento per volere di Malatesta Novello, Signore di Cesena, i tre manoscritti recano tutti nel margine inferiore lo stemma ‘steccato’ della signoria malatestiana e testimoniano l’altissimo valore artistico e dottrinale della collezione civica.

- D.III.2 – Enarrationes in Psalmos (15 settembre 1452): Manoscritto pergamenaceo realizzato dal copista Jacopo della Pergola. A carta 1r presenta un’elegante iniziale figurata P (Psalmus) che ritrae Agostino di profilo, con mitria e pastorale a indicare la sua carica episcopale.

- ms. D.III.3 – Tractatus in Evangelium Iohannis (metà sec. XV): Realizzato per Malatesta Novello, il codice mostra a carta 7r l’iniziale figurata I (Intuentes). Il santo vi è raffigurato con l’abito degli eremitani all’interno di una cornice architettonica, con un altare e il Crocifisso sullo sfondo.

- ms. D.IX.1 – De civitate Dei (10 febbraio 1450): Tra le opere più iconiche e prestigiose dell’intera Biblioteca Malatestiana, copiata da Jacopo della Pergola con apparato decorativo attribuito da diversi studiosi a Taddeo Crivelli. A carta 15r custodisce la monumentale iniziale istoriata G (Gloriosissimam): Agostino è colto in uno studiolo rinascimentale durante la visione della Gerusalemme celeste; nel giardino retrostante, tra due alberi, compare l’amico Alipio di Tagaste.

La mostra su sant’Agostino

La mostra ‘Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova. Agostino di Ippona’ intende offrire un’esperienza di immedesimazione con l’itinerario umano, spirituale ed esistenziale del Vescovo di Ippona, mettendone in luce la sorprendente attualità e la capacità di dialogare con le crisi storiche, morali e culturali del presente. L’iniziativa è promossa dalla Curia Generalizia dell’Ordine di Sant’Agostino, dall’Arcivescovado di Algeri, dal Pontificio Istituto Patristico Augustinianum e dal Centro Studi Internazionale Leone XIV ETS.

La mostra si avvale della collaborazione di Maurizio Balestra, Francesco Banfi, Gabriele Batani, Riccardo Ruggero Conti, Andrea Pezzini, Giuseppe Pezzini ed Emmanuele Riu. Un ringraziamento speciale va a p. Kolawole Chabi OSA, all’archeologa Sabah Ferdi e al giornalista Alessandro Banfi, oltre che alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, alla Biblioteca Capitolare di Verona e all’Associazione Storico-Culturale S. Agostino di Cassago Brianza. Il progetto è sostenuto da Intesa Sanpaolo, Grana Padano e Società Italiana Gas Liquidi – Vulcan.

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026, 12:33

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