Principali RISCHI nel Comune di Cesena

RISCHIO SISMICO (Terremoto)

In Italia
L’Italia è un Paese ad elevato rischio di terremoti per la loro frequenza e intensità e a causa della fragilità del patrimonio edilizio esistente e delle infrastrutture. Esistono 4 zone sismiche in base al livello di pericolosità che vengono attribuire ai Comuni:

  • livello alto (1);
  • livello medio (2);
  • livello basso (3);
  • livello molto basso (4).

Nella Regione Emilia Romagna
I Comuni della Regione hanno una sismicità tra livello medio (2) e livello basso (3).

Nel Comune di Cesena
Il Comune di Cesena è classificato come territorio a livello di pericolosità medio (2): presenta una sismicità caratterizzata da scosse abbastanza frequenti ma di intensità medio-bassa e un territorio con una vulnerabilità degli edifici esistenti ed un valore esposto elevato (densità di popolazione, edificato, infrastrutture, servizi, ecc.).

 

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RISCHIO IDROGEOLOGICO (Alluvioni, Frane, Allagamenti)

CHE COSA E’?
Il rischio idrogeologico riguarda i pericoli legati all’acqua e alla stabilità del terreno. Può causare eventi come alluvioni, frane e smottamenti che possono produrre danni a persone e cose.

Rischio Idraulico (alluvioni, allagamenti)
Nel Comune di Cesena i principali corsi di acqua superficiali (fiumi, torrenti, ruscelli) sono il fiume Savio, il torrente Pisciatello, il torrente Cesuola e la rete degli scoli della pianura. Come dimostrato dalle terribili alluvioni del 2023 e 2024, le portate di questi corsi d’acqua normalmente modeste e addirittura minime nei periodi estivi, possono salire in corrispondenza di periodi di piogge intense, rompendo gli argini e provocando gravi danni al territorio e alle persone.

Rischio Frane
Il rischio di frane è tra i maggiori rischi naturali presenti nel nostro territorio, in particolare nelle zone collinari che presentano caratteristiche geomorfologiche tali da creare situazioni di pericolosità, considerato anche l’elevato grado di antropizzazione di molte zone.

Rischio Idrico (siccità, qualità dell’acqua)
Il rischio idrico riguarda i problemi legati alla disponibilità, gestione e qualità dell’acqua e può avere effetti diretti sulla vita quotidiana delle persone, l’agricoltura, l’economia, l’ambiente.
Il rischio idrico è legato a:

  • lunghi periodi di siccità;
  • piogge intense concentrate in poco tempo;
  • fenomeni di inquinamento delle falde acquifere;
  • forte utilizzo delle risorse idriche;
  • crisi climatica.

 

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RISCHIO INCENDI

CHE COSA E’?
Il 25% del territorio regionale è coperto da boschi e circa il 95% delle aree forestali dell’Emilia-Romagna si trova in territorio collinare e montano che, potenzialmente, è soggetto a rischio di incendi boschivi. Ogni anno diversi ettari di bosco bruciano a causa di incendi di natura dolosa o colposa, legati spesso all’incuria e alla disattenzione dell’uomo.

I mesi a più elevato rischio sono quelli estivi, quando la siccità e l’alta temperatura fanno evaporare parte dell’acqua trattenuta dalle piante, determinando condizioni naturali favorevoli all’innesco e allo sviluppo di incendi.
Gli incendi possono svilupparsi in luoghi aperti, strade o più diffusamente in aree verdi come parchi o boschi, ma anche in locali chiusi.
L’Agenzia regionale di Protezione Civile dell’Emilia Romagna si occupa di:

  • prevenire gli incendi boschivi con la Campagna AIB annuale (Anti Incendio Boschivo) attivando squadre per il presidio territoriale formate da proprio personale, volontari, vigili del fuoco e carabinieri forestali;
  • informare la popolazione con l’emissione di Bollettini settimanali sugli incendi boschivi con l’uso di codici colori (da verde a rosso) per indicare il livello e la localizzazione del rischio sul territorio regionale.

 

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RISCHIO METEOROLOGICO

(temporali, tempeste di vento, neve, pioggia che gela)

CHE COSA E’?
I rischi meteorologici sono i pericoli legati a fenomeni atmosferici (temporali, vento forte e trombe d’aria, neve e ghiaccio, temperature estreme, mareggiate ecc), che possono causare danni alle persone, agli edifici, alle infrastrutture e all’ambiente.
Associati ai temporali, i fulmini rappresentano uno dei pericoli più temibili.

Giornalmente l’Agenzia regionale di protezione civile, ARPA Servizio Idro-Meteo-Clima ed il Servizio geologico, sismico della Regione Emilia-Romagna dei suoli, analizzano, sulla base delle condizioni atmosferiche, gli scenari di rischio valutando di volta in volta gli effetti di queste previsioni sul territorio regionale.
Quando le condizioni sono favorevoli allo sviluppo di fenomeni intensi in particolare nelle successive 24 ore, viene trasmesso un Bollettino di Attenzione Meteorologica all’Agenzia Regionale di Protezione Civile.
Al ricevimento del Bollettino, l’Agenzia emette un’Allerta di protezione civile in cui oltre alla descrizione dell’evento meteorologico atteso sono inserite indicazione riguardanti azioni e comportamenti da adottare a scopo cautelativo.
Questo sistema integrato è alla base del sistema di allertamento regionale che permette ai cittadini di rimanere informati sulle condizioni meteo e sulle eventuali allerte.

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RISCHIO ONDATE DI CALORE

CHE COSA E’?
Il rischio derivante dalle cosiddette “ondate di calore” è quello provocato da estreme condizioni climatiche caratterizzate da elevate temperature e in molti casi da alti tassi di umidità relativa.
Le “ondate di calore” possono rappresentare un rischio per la salute in particolare di gruppi di soggetti fragili, quali anziani, bambini, persone non autosufficienti o convalescenti con la concomitanza di particolari condizioni sociali e sanitarie.
Questi fenomeni tenderanno a ripetersi sempre più frequentemente nel tempo e risulta fondamentale adottare azioni preventive allo scopo di limitare il più possibile i disagi alla popolazione.

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RISCHIO RITROVAMENTO ORDIGNI BELLICI

CHE COSA E’?
Il rischio da ordigni bellici è il pericolo causato dal ritrovamento accidentale di bombe, mine, granate o altri ordigni bellici spesso risalenti a guerre passate, che possono essere ancora inesplosi.
Nel caso in cui un ordigno, o parti di esso, venisse trasportato, manomesso o bruciato, potrebbe ancora liberare la sua potenza distruttiva rappresentando un serio pericolo per coloro che si trovino nelle vicinanze.
Nel nostro territorio e più in generale in tutta Italia, continuano numerosi i ritrovamenti di residuati bellici inesplosi della Seconda Guerra Mondiale ed il fenomeno non sembra cessare.
La rimozione e messa in sicurezza degli ordigni bellici è a carico della Prefettura e delle Forze dell’Ordine.

Il Comune attraverso il servizio di Protezione Civile può occuparsi del coordinamento delle attività di emergenza, come per esempio l’evacuazione della popolazione.

Se viene trovato un possibile ordigno:
– non toccarlo né avvicinarsi;
– segnalarlo alle Forze dell’Ordine più vicine, le quali comunicano il rinvenimento alle Prefetture-UTG e mettono in sicurezza il luogo del ritrovamento.
Le Prefetture invieranno quindi una richiesta formale di intervento  alle strutture militari territoriali e alla Croce Rossa Italiana, coinvolgendo le Forze dell’Ordine locali.

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Procedure per il disinnesco di ordigni bellici (ANCI – Associazione nazionale Comuni Italiani)

Ultimo aggiornamento: 28/08/2026, 13:19

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