Descrizione
L’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per quota di nuovo consumo di suolo compensata attraverso interventi di ripristino e rinaturalizzazione. Il dato, pari al 23,4%, è oltre tre volte superiore alla media nazionale, ferma al 7,3%. Nel 2025, infatti, sul territorio regionale sono stati recuperati 109 ettari, a fronte di 466 ettari interessati da nuove trasformazioni. Numeri che mettono in luce un progressivo rafforzamento delle politiche di recupero del territorio, rigenerazione urbana e contrasto all’impermeabilizzazione del suolo. La regione si colloca inoltre al secondo posto in Italia per superficie rinaturalizzata, dopo la Lombardia.
I dati emergono dal Rapporto Ispra-Snpa 2026, riferito al 2025, presentato al Tecnopolo Dama di Bologna nel corso di un convegno promosso dalla Regione Emilia-Romagna insieme a Ispra, Arpae, Art-ER e Comuni. Un’occasione per fare il punto sulle strategie messe in campo dalle amministrazioni locali e sulle esperienze concrete di recupero ambientale.
Tra queste anche quella del Comune di Cesena, che ha presentato il proprio lavoro sul contenimento del consumo di suolo e sulla desigillazione di superfici impermeabilizzate con riferimento alla trasformazione di piazzale Karl Marx, che da piazzale destinato alla sosta degli autobus è diventato un giardino urbano attrezzato, con aree verdi, spazi per il ristoro, zone gioco e palestre all’aperto, a Case Finali e a Piazza Aguselli (per citare i principali esempi di opere realizzate).
Piazzale Karl Marx, da autostazione a giardino urbano
“La desigillazione delle superfici urbane – commenta l’Assessora alla Rigenerazione urbana Cristina Mazzoni – rappresenta una delle strategie più importanti per rendere le città resilienti agli effetti del cambiamento climatico. Significa rimuovere asfalto, cemento e altre pavimentazioni impermeabili per restituire spazio al suolo naturale, favorendo l’assorbimento dell’acqua piovana e riducendo il rischio di allagamenti e sovraccarico della rete fognaria. A Cesena stiamo portando avanti politiche e azioni di questo tipo che definiscono la città del presente e del futuro migliorando la vita nei quartieri di riferimento e la fruizione stessa delle aree pubbliche. L’intervento in zona Stazione, ad esempio, rappresenta un progetto strategico di rigenerazione urbana, sia per le dimensioni dell’area interessata sia per il ruolo che assume nel più ampio processo di trasformazione del quartiere della stazione. In precedenza, piazzale Karl Marx era un’ampia superficie interamente impermeabilizzata, destinata all’autostazione delle corriere. Un luogo prevalentemente di passaggio, poco attrattivo e caratterizzato da una forte esposizione al sole, che durante l’estate si trasformava in una vera e propria isola di calore. La presenza degli istituti scolastici circostanti e il collegamento con la stazione ne determinavano una frequentazione concentrata soprattutto nelle ore diurne, da parte di studenti e pendolari. Nelle ore serali, invece, lo spazio diventava pressoché deserto, con ricadute anche sulla percezione di sicurezza. La rigenerazione punta a cambiare radicalmente questa situazione, trasformando l’area in un luogo di incontro e relazione”.
La trasformazione di piazzale Karl Marx non nasce come un intervento isolato, ma si inserisce in una strategia di rigenerazione urbana già delineata dal Piano urbanistico generale (PUG) del Comune di Cesena, che aveva individuato specifiche linee di azione per la riqualificazione dell’area. Un’opportunità decisiva è arrivata nel 2021 con il bando del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedicato agli investimenti in progetti di rigenerazione urbana, finalizzati alla riduzione delle situazioni di emarginazione e degrado sociale. Il Comune si è aggiudicato il finanziamento, destinandone una parte anche alla realizzazione di una nuova autostazione in un’area già urbanizzata’.
Dal centro storico ai quartieri: gli altri interventi di desigillazione
Quello di piazzale Karl Marx non è l’unico intervento attraverso il quale Cesena sta portando avanti una politica di recupero delle superfici impermeabilizzate. Un’altra esperienza significativa è legata al programma PINQuA, finanziato nell’ambito del PNRR. Parliamo di piazza Aguselli, precedentemente destinata in gran parte a parcheggio, interessata da un intervento di desigillazione, con la realizzazione di giardini della pioggia, nuove alberature e panchine ombreggiate. A questi interventi si aggiungono le iniziative sostenute dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), rivolte a un quartiere caratterizzato da un’elevata presenza di superfici pavimentate, a Case Finali.
Anche i privati contribuiscono alla rigenerazione diffusa
La strategia comunale non si limita agli investimenti pubblici, ma coinvolge anche gli interventi di trasformazione privata, chiamati a contribuire al miglioramento delle dotazioni ecologico-ambientali del territorio. Per governare questo processo, il Comune si è dotato di uno specifico regolamento che fornisce indicazioni ai tecnici per la progettazione e la realizzazione delle dotazioni e delle compensazioni ambientali, definendo anche i criteri per determinare la corrispondenza tra le tipologie di intervento e il relativo valore economico.