I riflettori europei si accendono sul fiume Savio nell’ambito del progetto RIWET – Interreg Europe

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Giovedì 14 e venerdì 15 maggio sopralluogo nell’area di Ca’ Bianchi, esempio concreto di convivenza tra sicurezza idraulica e biodiversità

Data pubblicazione:
20 Maggio 2026
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Prosegue il percorso avviato dall’Amministrazione comunale di Cesena dedicato alla valorizzazione e alla gestione del Paesaggio Naturale e Seminaturale del fiume Savio. Nelle giornate di giovedì 14 e venerdì 15 maggio la città ha ospitato delegati arrivati da Paesi Bassi, Spagna, Lettonia, Slovenia, Grecia, Polonia, Finlandia, Irlanda, Albania, Ucraina e Italia, paesi partner del progetto RIWET, iniziativa internazionale finalizzata allo studio e allo sviluppo di modelli di gestione pubblico-privati per le aree umide e fluviali attraverso lo scambio di conoscenze e buone pratiche. Ad accogliere i partner europei sono stati l’Assessora ai Progetti europei Giorgia Macrelli e l’Assessore alla Sostenibilità ambientale Andrea Bertani, con i rispettivi uffici.

Al centro del lavoro portato avanti dal Comune di Cesena vi è il Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto (PNSP) del fiume Savio e, in particolare, la revisione della strategia sull’asta fluviale contenuta nel PUG Cesena-Montiano, resa necessaria dopo gli eventi alluvionali del 2023. Parte del testo revisionato coinciderà con il futuro piano di gestione del PNSP, sviluppato con il supporto di Casa del Cuculo, dell’Ente Parchi e Biodiversità – Romagna e dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile.

“Le due giornate di lavoro – commenta l’Assessore alla Sostenibilità ambientale Andrea Bertani – hanno rappresentato un’importante occasione di confronto tra amministrazioni, enti, università, associazioni e realtà territoriali impegnate sui temi della sicurezza idraulica, della tutela ambientale e della fruizione sostenibile del territorio. Il 14 maggio i partner europei hanno preso parte a una visita guidata all’area naturale di Ca’ Bianchi, accompagnati dal geologo Aldo Antoniazzi, che ha illustrato l’evoluzione storica e geomorfologica del sito. L’area di Ca’ Bianchi è stata individuata come ‘buona pratica’ del progetto RIWET perché rappresenta un esempio concreto di convivenza tra sicurezza idraulica, tutela della biodiversità e fruizione sostenibile. Nel corso degli anni, infatti, il sito è passato da area agricola a cava, poi a cassa di laminazione diventando inoltre un’area di elevato valore naturalistico”.

 

Il programma della due giorni tra visite e progetti condivisi

 

Alla visita hanno partecipato anche il professor Matteo Recalcati e le studentesse Beatrice Gioannini, Camilla Pagano e Camilla Scalise del corso di Service Design della facoltà di Architettura dell’Università di Bologna, che hanno presentato il proprio lavoro di tesi dedicato alla ciclovia del Savio.

La delegazione ha poi visitato l’ex acquedotto Spinadello, nel territorio di Forlimpopoli, gestito da Comune e Associazioni. Anche questa esperienza è stata inserita tra le buone pratiche europee per il suo modello di valorizzazione territoriale e culturale, capace di integrare funzioni ambientali, sicurezza idraulica e spazi aperti alla cittadinanza.

La giornata del 15 maggio si è invece concentrata sugli approfondimenti tecnici e progettuali. Morena Battistini, dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e Protezione Civile, ha illustrato il Piano di Assetto Idrogeologico e le implicazioni per il fiume Savio e la città di Cesena. Raffaella Sacchetti, del Settore Governo del Territorio, ha presentato il Piano Urbanistico Generale e il paesaggio fluviale in cui si inserisce, mentre Lorenzo Cangini dell’Ente Parchi e Biodiversità – Romagna ha approfondito il tema del Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto del Savio. Nel corso della mattinata Alessandro De Carli e Lona Rolle di Ambiente Italia hanno presentato il progetto europeo Horizon Europe RISE-IN, mentre Michele Di Giacomo di Alchemico 3 ha illustrato il progetto ‘Dolciacque’, scelto come buona pratica per la sua capacità di affrontare i temi dell’acqua, del fiume e dell’alluvione attraverso il linguaggio artistico, rendendo questi temi accessibili e coinvolgenti per un pubblico più ampio.

Spazio al mondo della scuola con il progetto ‘Abitare il Fiume’, presentato dai docenti e dagli studenti degli istituti Garibaldi-Da Vinci e Viale della Resistenza, che sarà esposto al Foro Annonario dal 5 al 15 giugno. Emma Veronese, del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, ha infine presentato la propria tesi di dottorato sul paesaggio del Savio e le ulteriori attività di ricerca sviluppate dall’Ateneo sul territorio cesenate. La due giorni è giunta a conclusione con la presentazione del progetto TIMES portato avanti dalla Protezione Civile e incentrato sui meccanismi di gestione e coordinamento del volontariato spontaneo nato a seguito dell'alluvione del 2023.

Ultimo aggiornamento: 20/05/2026, 09:49

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