Futuro trasporto pubblico locale a Cesena, BusSì un’opportunità per le frazioni e per chi non ha la patente

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Il servizio a chiamata nato per collegare le zone meno servite al centro di una strutturata riorganizzazione

Data pubblicazione:
21 Agosto 2026
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Il servizio a chiamata va concepito come una componente integrata della rete del trasporto pubblico, non come un’offerta parallela. La sfida per Cesena, dunque, non è semplicemente disporre di un servizio a chiamata, ma fare in modo che, quando un cittadino ne ha bisogno (soprattutto se non dispone di patente di guida o di un mezzo proprio), sia nel posto giusto, nell’orario giusto e pienamente collegato al resto del sistema. In una città che negli ultimi anni ha visto crescere le aree peri-urbane e nuove polarità residenziali e produttive, diventa sempre più necessario individuare soluzioni capaci di adattarsi a una domanda di mobilità più frammentata e diversificata.

È questo il ruolo assegnato a BusSì, il servizio di trasporto pubblico a chiamata di Cesena, altro tema su cui l’Amministrazione comunale si concentra all’interno dello studio sul trasporto pubblico locale commissionato nell’ambito dell’attuazione del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), che a partire da settembre sarà illustrato dall’assessore alla Mobilità Christian Castorri in Commissione consiliare e nei 12 quartieri cittadini.

“BusSì – commenta l’Assessore – deve essere considerato come un’opportunità per ripensare e rendere più efficace l’intera rete del trasporto pubblico, non come un servizio da aggiungere semplicemente alle linee e alle corse già esistenti. L’obiettivo deve essere quello di utilizzare il trasporto a chiamata in sostituzione di quelle corse che oggi non registrano un’utenza significativa, liberando risorse da destinare al potenziamento dei collegamenti che invece intercettano una domanda reale e raggiungono luoghi importanti della città, come l’ospedale”. “Ad oggi proprio per rendere questo servizio utile e indispensabile – prosegue – ci stiamo confrontando anche sotto il profilo economico interrogandoci sull’efficacia dell’attuale organizzazione. Attualmente il costo del servizio non appare pienamente giustificato dal numero di utenti che lo utilizzano. Questo non significa rinunciare al trasporto a chiamata, ma al contrario ragionare su come renderlo più utile e sostenibile. L’eventuale investimento su BusSì deve essere valutato in alternativa a quelle corse e a quei servizi che oggi hanno un utilizzo limitato, così da spostare le risorse dove possono produrre un beneficio maggiore per i cittadini”.

In questa prospettiva, il modello adottato da altre medio-grandi città italiane rappresenta un’esperienza da approfondire e da seguire, proprio perché il servizio a chiamata può essere concepito come una componente integrata della rete e non come un’offerta parallela.

“La direzione – aggiunge l’Assessore Castorri – è quella di costruire un sistema nel quale il servizio a chiamata sia realmente connesso alla rete ordinaria, capace di accompagnare il cittadino verso le principali destinazioni e di rispondere in maniera flessibile alle esigenze delle aree dove la domanda è più debole o frammentata”.

I dati analizzati nello studio, infatti, mostrano alcune criticità nell’attuale funzionamento del servizio. Nel periodo gennaio-novembre 2024, soltanto il 32,5% delle corse prenotate risulta effettivamente concluso con il trasporto dei passeggeri a destinazione, mentre cancellazioni e prenotazioni scadute superano complessivamente il 60% del totale.

Ma c’è un’altra questione, forse ancora più importante: dove serve davvero BusSì?

La mappatura GIS realizzata dallo studio mostra una buona sovrapposizione tra il servizio a chiamata e la rete ordinaria in gran parte della città. Emergono però criticità soprattutto nei quadranti sud-est e sud-ovest, dove le fermate BusSì risultano insufficienti rispetto alla domanda potenziale. Sono proprio zone nelle quali la popolazione è cresciuta rispetto alla situazione analizzata nel precedente studio del 2021.

“Il problema, quindi – prosegue l’Assessore – è anche quello di inseguire una città che cambia. Le nuove polarità residenziali, produttive, scolastiche e sportive non sempre coincidono con l'attuale organizzazione del servizio. Se la rete non si adatta, il rischio è che il trasporto a chiamata perda proprio la sua funzione principale: raggiungere chi vive e si muove dove la linea tradizionale non riesce ad arrivare. Per questo lo studio indica una serie di possibili interventi: rivedere la posizione delle fermate a chiamata, ottimizzare le finestre orarie, armonizzare tariffe e informazioni e creare nodi di interscambio più funzionali. La direzione indicata è quindi quella dell’integrazione, non della concorrenza tra servizi. BusSì dovrebbe diventare il complemento della rete ordinaria: il servizio flessibile per coprire i vuoti lasciati dalle linee tradizionali, soprattutto nelle aree periferiche e negli orari in cui la domanda non giustifica un servizio frequente”.

La questione è particolarmente importante in una città dove si punta a ridurre, laddove possibile, la dipendenza dall’auto privata e ad aumentare accessibilità e inclusione. A questo proposito, il trasporto a chiamata rappresenta uno strumento decisivo, ma soltanto se riesce a intercettare le nuove esigenze della città e a collegarsi meglio con il resto della rete.

Questa analisi tematica è contenuta nell’ultimo studio riguardante il Trasporto pubblico locale alla cui riorganizzazione lavora il Comune con l’operatore che gestisce il servizio. Anche in questo caso, esattamente come per la proposta di una nuova Linea 2 del Tpl, si parte dall’esperienza maturata nel corso di questi anni e la aggiorna alla luce delle trasformazioni intervenute tra il 2021 e il 2025, periodo in cui il territorio comunale ha registrato mutamenti nel tessuto demografico, socio-economico e produttivo, una diversa distribuzione di alcuni poli attrattori, una maggiore disponibilità di informazioni provenienti dai Piani degli spostamenti casa-lavoro, l’evoluzione dei servizi flessibili e nuove esigenze di coordinamento tra pianificazione, programmazione ed esercizio del Tpl.

Ultimo aggiornamento: 21/08/2026, 11:46

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