Unione Valle Savio, al via il nuovo welfare partecipato: ben 52 realtà del terzo settore al lavoro per ripensare i Servizi Sociali

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Assessora Labruzzo: “Vogliamo un sistema di welfare solidale, partecipato e sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini”

Data pubblicazione:
18 Maggio 2026
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Il sistema dei servizi sociali sta cambiando profondamente. Sempre più centrale diventa la capacità di intercettare tempestivamente i bisogni della popolazione, individuare risorse, anche economiche, e costruire risposte efficaci mettendo al centro la persona e il suo progetto di vita. Un modello che punta su integrazione, prossimità e collaborazione stabile con il Terzo Settore. È in questa direzione che si muove l’Unione dei Comuni Valle del Savio, che ha avviato un percorso di co-programmazione finalizzato a ripensare e innovare il sistema dei servizi e degli interventi sociali del territorio per il triennio 2027-2029.

Il percorso, avviato il 14 maggio, recepisce le disposizioni del Codice del Terzo settore e della normativa regionale sull’amministrazione condivisa, in particolare la Delibera di Giunta Regionale n. 528 del 2026. Alla fase di co-programmazione seguirà poi quella di co-progettazione, che entrerà nel vivo dopo l’estate. A rispondere alla manifestazione di interesse promossa dall’Unione Valle Savio sono state 52 realtà del Terzo settore del territorio: associazioni, cooperative, enti e organizzazioni che, suddivisi per aree tematiche, lavoreranno insieme all’Amministrazione pubblica, all’Ausl e ad Asp con lo scopo di definire in maniera puntuale i bisogni emergenti della comunità e tradurli in un documento di sintesi che costituirà la base del futuro piano di interventi.

“Il Terzo settore – commenta l’Assessora ai Servizi sociali Carmelina Labruzzo – viene considerato una risorsa sempre più strategica per il sistema dei servizi. Non soltanto per il contributo operativo garantito attraverso volontari, professionalità e ore di lavoro, ma anche per la capacità di costruire relazioni dirette con le persone e leggere i bisogni più complessi e spesso invisibili della società. Il nuovo modello di welfare locale si orienta così verso una forma di co-amministrazione, nella quale pubblico e privato sociale collaborano non più soltanto nell’erogazione dei servizi, ma anche nella loro progettazione e organizzazione. Con la successiva fase di co-progettazione, enti pubblici e realtà del privato sociale definiranno insieme un piano dettagliato di servizi e interventi, accompagnato anche dalla programmazione delle risorse economiche disponibili: circa 800mila euro di fondi pubblici ai quali si aggiungeranno risorse, strumenti e competenze messi in campo dal privato sociale”. L’obiettivo dichiarato dunque è quello di costruire un sistema di welfare partecipato, solidale e sempre più aderente ai bisogni reali dei cittadini.

Al centro dei tavoli tematici ci saranno questioni che quotidianamente interrogano i servizi sociali e il territorio. Tra queste, il tema della domiciliarità e dell’inclusione delle persone con disabilità, con l’obiettivo di evitare che la casa si trasformi in una “micro-struttura” chiusa verso l’esterno e di costruire percorsi che favoriscano il legame con la comunità. Ampio spazio sarà dedicato anche al sostegno delle famiglie e dei minori, alla costruzione di reti di mutuo aiuto per contrastare la solitudine, alla prevenzione del disagio sommerso e alla creazione di alleanze educative capaci di sostenere genitori e bambini. Un altro nodo centrale riguarda il lavoro con le persone in grave marginalità sociale, i cosiddetti ‘invisibili’, seguiti da molte realtà del Terzo settore. La sfida sarà trasformare situazioni di esclusione e fragilità in nuovi percorsi di appartenenza e inclusione sociale.

Il percorso sarà seguito con attenzione anche dalle organizzazioni sindacali del territorio, con le quali da tempo esiste un rapporto di confronto e collaborazione costante. I risultati concreti di questo lavoro inizieranno a prendere forma dal prossimo autunno, quando partirà la fase di co-progettazione che porterà alla definizione del nuovo piano degli interventi sociali per il triennio 2027-2029, con l’obiettivo di mettere al centro la persona, i suoi bisogni reali e la costruzione di una comunità più inclusiva e solidale.

Ultimo aggiornamento: 18/05/2026, 13:00

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