Descrizione
La collaborazione tra scuola, famiglie, associazioni e territorio può cambiare non solo la qualità dell'esperienza educativa, ma anche il modo in cui una scuola viene percepita dalla comunità. È quanto emerge dallo studio condotto dall'Università di Bologna presso la Scuola Primaria Carducci nell'ambito del progetto "La scuola è la città: laboratorio aperto di competenze cortesi", promosso dal Terzo Circolo Didattico di Cesena insieme a un ampio partenariato territoriale.
I risultati sono stati presentati nei giorni scorsi al 31esimo Congresso Internazionale di Psicologia Applicata (International Congress of Applied Psychology), uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati alla ricerca psicologica, attraverso il contributo scientifico "Promuovere senso di comunità a scuola: la prospettiva dei docenti in azione", a cura della professoressa Cinzia Albanesi dell'Università di Bologna.
Lo studio ha coinvolto 74 insegnanti delle quattro scuole primarie del Terzo Circolo Didattico, analizzando il modo in cui i docenti percepiscono la scuola, il rapporto con le famiglie e il senso di comunità all'interno del contesto scolastico.
Uno dei risultati più significativi riguarda proprio la Scuola Primaria Carducci, per anni identificata nel dibattito pubblico come "la scuola degli stranieri", con il conseguente rischio di alimentare fenomeni di segregazione scolastica e white flight. La ricerca evidenzia come, grazie alle attività del progetto, questa narrazione abbia progressivamente lasciato spazio a un'immagine completamente diversa: una scuola riconosciuta come laboratorio di innovazione pedagogica, partecipazione civica e costruzione di comunità.
Secondo le ricercatrici, il cambiamento non è stato determinato da campagne di comunicazione, ma dalla costruzione quotidiana di relazioni significative tra insegnanti, studenti, famiglie, enti del Terzo Settore e istituzioni. Il progetto ha infatti promosso percorsi condivisi di formazione, laboratori educativi, attività di cittadinanza attiva e occasioni di coprogettazione, rafforzando progressivamente il senso di appartenenza e la collaborazione tra le quattro scuole del Circolo.
Tra gli effetti rilevati figurano il consolidamento della collaborazione tra i docenti dei diversi plessi, la definizione condivisa di linee guida per la relazione scuola-famiglia, l'introduzione di nuove modalità di comunicazione nel Patto educativo di corresponsabilità e la nascita dell'Associazione Genitori Carducci, oggi realtà autonoma e modello di riferimento anche per altri istituti scolastici del territorio.
Anche il linguaggio utilizzato dai media locali per raccontare la scuola è cambiato. L'analisi della stampa svolta nell'ambito della ricerca evidenzia infatti un progressivo spostamento dell'attenzione: dalle notizie incentrate prevalentemente sulla presenza di alunni con background migratorio si è passati a valorizzare esperienze di partecipazione, cittadinanza attiva, cura dei beni comuni, responsabilità condivisa e innovazione educativa.
Il progetto, selezionato dall'impresa sociale Con i Bambini, dimostra così come il contrasto alla segregazione scolastica non possa limitarsi a interventi rivolti alla singola scuola, ma richieda la costruzione di una vera comunità educante, capace di mettere in rete scuole, famiglie, Terzo Settore, università e amministrazioni pubbliche.
Come evidenzia la ricerca, quando la cura reciproca si traduce in pratiche quotidiane ed esperienze concrete di collaborazione, si sviluppa un forte senso di comunità che rafforza l'identità collettiva della scuola e la rende riconoscibile e attrattiva ben oltre i propri confini.
"La scuola è la città: laboratorio aperto di competenze cortesi" è un progetto nazionale selezionato dall'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. È coordinato da Controvento e realizzato in collaborazione con il Terzo Circolo Didattico di Cesena, il Comune di Cesena, la cooperativa CILS, l'associazione Apeiron ODV e l'Università di Bologna.
Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nasce da un'intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono ai minori la piena fruizione dei percorsi educativi. Per attuare i programmi del Fondo è nata nel 2016 l'impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD.