Cos'è
A maggio il Cantiere / Ciò che ci rende umani invita a due sabati di poesia, introdotti da Mariangela Gualtieri. Un’occasione rara per ascoltare Davide Cerullo, scrittore e fotografo, ed il poeta Alessandro Ceni, in dialogo con Davide Brullo, poeta e saggista.
Andiamo sul sicuro, in questo tempo spaventoso e incerto, stiamo vicini alla poesia. La frequentiamo in voci agli antipodi: dalla limpidezza di Davide Cerullo e Christian Bobin, alle voci acuminate di Alessandro Ceni e Davide Brullo, in due incontri che lasceranno a bocca aperta per radicalità, per immersione nella vertigine della parola, per efficacia della poesia.
In dettaglio, sabato 2 maggio apriamo con L’IRRAGGIUNGIBILE NON È MAI ALTO, incontro con Davide Cerullo. Cerullo passa dalla barbarie del malaffare, in cui è nato e cresciuto, alla grazia della poesia, e lo fa per innamoramento dalla parola. In un ribaltamento sorprendente fonda nel cuore di Scampia l’Albero delle storie, una bolla di terra feconda per i bambini, con libri, giochi, fiori, piante, un asino, una capra, galline e altri animali. Dalla certezza del male come normalità, Cerullo si convince poi «che gli irrecuperabili non esistono, sono solo un’invenzione della nostra cattiva volontà. L’irraggiungibile non è mai alto, nel senso che tutti possiamo darci la possibilità di un modo nuovo di vedere la vita, il mondo, un altrove, il bello, il senso del vero.»
Sabato 9 maggio, invece, sarà la volta del poeta Alessandro Ceni, in dialogo con Davide Brullo, poeta e scrittore. ESERCIZI DI BRIGANTAGGIO NEL LINGUAGGIO è il titolo dell’incontro. «Manomettere il linguaggio» riflette Brullo «è disciplina necessaria perché la parola sia ‘efficace’ – perché un verso torni a essere fiume e pietra, albero e lince. In questo, la poesia di Alessandro Ceni è esemplare: torce i sintagmi, spezza le volute del vocabolario, in sciamanica danza, per risanare una qualche, originaria rivelazione. Le atmosfere, al lettore, paiono quelle delle grotte di Lascaux come di “Dune”. Esigenza, dunque, è che il lettore si faccia brigante, che la parola, non più inerme, sia la sua fionda.»
Cantiere / Ciò che ci rende umani 2026 è ideato e realizzato da Teatro Valdoca, in collaborazione con il Comune di Cesena.
informazioni: info@teatrovaldoca.org | www.teatrovaldoca.org