Descrizione
Autorità e fiducia: il programma dell’ultima giornata torna a esplorare il rapporto tra sapere e responsabilità, tra istituzioni e cittadini, tra le storie che raccontiamo e il modo in cui interpretiamo il mondo. Dalla sicurezza alimentare alla medicina, dalla nascita delle identità nazionali al diritto internazionale, dalla geopolitica all’intelligenza artificiale, gli incontri mettono in luce quanto sia importante riconoscere le fonti dell’autorevolezza e imparare a esercitare uno sguardo critico, senza rinunciare alla possibilità di affidarsi agli altri.
Domenica mattina, alle 10.30, l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana ospita un nuovo appuntamento di Confronti, dedicato a Sicurezza alimentare: cosa ci insegna la ricerca e quali sfide ci attendono. L’incontro, a cura dei Dipartimenti di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari (DISTAL) e di Scienze Mediche Veterinarie (DIMEVET) dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Campus di Cesena, affronta un tema che riguarda direttamente la vita quotidiana e che tiene insieme salute, ambiente, sistemi produttivi e scelte dei consumatori. Affidarsi alla ricerca significa poter comprendere i rischi sulla base di dati e conoscenze verificabili, ma anche riconoscere le nuove sfide che richiedono ricerca, innovazione e responsabilità. Intervengono Francesca Patrignani, Fabio Chinnici e Andrea Serraino. L’incontro è coordinato dalla giornalista Letizia Palmisano.
Sempre alle 10.30, nella Sala Sozzi del Palazzo del Ridotto, la fiducia entra nella dimensione più concreta e personale: quella del corpo e delle decisioni che riguardano la salute. Silvia Bencivelli e Marcello Ceccaroni, coordinati da Edoardo Vigna, si confrontano su Fidarci del corpo, fidarci della medicina. Ci affidiamo a medici, ricercatori, strutture sanitarie e conoscenze scientifiche proprio nei momenti in cui siamo più vulnerabili. Ma fidarsi non significa rinunciare alle domande: significa capire su quali prove si fonda un’affermazione, distinguere l’esperienza personale dall’evidenza e riconoscere l’autorevolezza senza trasformarla in una delega assoluta. Anche il rapporto con la medicina diventa così un laboratorio per comprendere come si costruisce una fiducia consapevole.
Alle 12.00, al Teatro Bonci, lo storico Alberto Mario Banti propone La nascita della nazione, introdotto da Fabio Campanella, direttore di Today Romagna. L’incontro è un viaggio alle origini di una delle idee politiche più potenti dell’età moderna. La nazione non è infatti soltanto un territorio o un insieme di istituzioni, ma una costruzione storica e culturale fatta di simboli, racconti, memorie condivise e immagini attraverso le quali una collettività impara a riconoscersi. Ripercorrerne la nascita significa comprendere meglio anche il presente, nel quale l’idea di nazione è tornata a occupare un posto centrale nel dibattito politico europeo e internazionale. Che cosa significa oggi appartenere a una nazione? Come si concilia l’identità nazionale con società sempre più plurali e con un mondo nel quale persone, capitali, idee e culture attraversano continuamente i confini?
Alle 12.15, nella Sala Sozzi del Palazzo del Ridotto, la giornalista Giada Messetti accompagna il pubblico alla scoperta della Cina con La Cina è un’aragosta, introdotta dalla giornalista Giorgia Canali. La Cina è ormai una presenza decisiva negli equilibri economici, tecnologici e geopolitici del pianeta, ma continua a essere interpretata attraverso categorie spesso costruite altrove. Avvicinarsi alla sua storia e alla sua realtà significa allora anche interrogare l’autorità dei nostri stessi racconti: chi ci ha insegnato a guardarla in un certo modo e che cosa accade quando proviamo a cambiare punto di osservazione?
Nel pomeriggio, alle 15.00, ancora nella Sala Sozzi del Palazzo del Ridotto, America. Storie da un Paese in bilico riunisce Massimo Gaggi, Tamara Jadrejcic e Mario Del Pero, quest’ultimo in collegamento, in un incontro coordinato da Giuseppe Laterza. Lo sguardo si sposta sugli Stati Uniti, un Paese la cui autorità culturale, economica e politica ha segnato profondamente l’immaginario dell’Occidente, ma che oggi appare attraversato da trasformazioni e tensioni profonde. Raccontare l’America significa interrogarsi sulle fonti della sua autorevolezza e sulla fiducia nelle sue istituzioni, nei suoi media, nelle sue élite e nelle sue promesse.
Alle 16.00, al Teatro Bonci, sarà Maurizio Viroli a proporre Il potere dei profeti da Savonarola a Pasolini, con letture di Denio Derni e l’introduzione di Simone Arminio, giornalista del Quotidiano Nazionale. Attraverso figure lontane nel tempo ma accomunate dalla capacità di parlare alla coscienza collettiva, Viroli affronta il rapporto tra parola, autorità morale e potere: da Savonarola, che nella Firenze del Quattrocento si propose come voce di una radicale rigenerazione morale, fino a Pasolini, intellettuale capace di assumere una posizione spesso scomoda e controcorrente. In un’epoca dominata dalla moltiplicazione delle voci e dalla velocità della comunicazione, la riflessione arriva direttamente al presente: chi sono oggi le figure alle quali riconosciamo autorevolezza? E che cosa accade quando una voce pubblica sceglie di non adeguarsi al consenso dominante?
Alle 16.00, nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana, Chantal Meloni, professoressa di Diritto penale internazionale all’Università Statale di Milano, affronta Che cosa ne sarà del diritto internazionale, in un incontro introdotto da Elide Giordani, giornalista del Resto del Carlino. È una domanda che arriva al cuore del presente e tiene insieme il tema dell’autorità e quello della fiducia. Guerre, conflitti internazionali, crimini di guerra, nuove forme di combattimento e trasformazioni tecnologiche stanno mettendo alla prova gli strumenti giuridici costruiti nel corso del Novecento per limitare la violenza e tutelare le popolazioni. Di fronte alle guerre contemporanee, quali regole continuano a essere efficaci? Chi può farle rispettare? E che cosa accade quando gli strumenti della giustizia internazionale entrano in conflitto con gli interessi degli Stati? Interrogativi che non riguardano soltanto giuristi e diplomatici, ma il futuro stesso dell’ordine internazionale.
Alle 17.00, nella Sala Sozzi del Palazzo del Ridotto, la studiosa Paola Rivetti porta il pubblico in Iran con L’Iran visto da vicino, introdotta da Edoardo Vigna, giornalista del Corriere della Sera. Forse nessun altro Paese rende così evidente la distanza tra ciò che accade e il modo in cui viene raccontato. L’Iran arriva spesso nelle nostre case attraverso le immagini della cronaca internazionale, della politica e dei conflitti, ma dietro queste rappresentazioni esiste una società complessa, con una storia, una cultura e una pluralità di voci che difficilmente possono essere ricondotte a un’unica narrazione. Avvicinarsi a questo Paese significa provare a superare le semplificazioni e interrogare le fonti attraverso cui costruiamo la nostra conoscenza del mondo.
Alle 17.30, nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana, torna Pro e contro con una delle questioni più attuali del nostro tempo: Possiamo fidarci dell’IA?. A confrontarsi saranno Guido Saracco e Andrea Daniele Signorelli, coordinati da Paola Pica. L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e produciamo conoscenza. Di fronte a sistemi capaci di generare testi, immagini, previsioni e decisioni, la fiducia non può essere soltanto entusiasmo né paura: richiede conoscenza. Occorre capire come funzionano queste tecnologie, quali errori possono commettere, quali responsabilità restano umane e quali forme di controllo sono necessarie. L’incontro si svolge con il supporto della Camera di Commercio della Romagna.
Alle 18.00, il Teatro Bonci ospita Nadia Urbinati con Libertà, introdotta da Matteo Cavezzali. La libertà è uno dei principi fondanti delle democrazie, ma il suo significato non è mai scontato: riguarda i diritti individuali, la possibilità di partecipare alla vita collettiva, il rapporto tra cittadini e istituzioni e i limiti che una comunità decide di darsi. Riflettere sulla libertà significa quindi interrogarsi anche sulle condizioni che la rendono possibile e sulla fiducia necessaria perché possa essere esercitata e tutelata.
A chiudere la seconda edizione di Agorà Festival, alle 21.00 al Teatro Bonci, sarà Roberto Mercadini con L’arte di essere nuovi, appuntamento realizzato con il supporto di Romagna Iniziative. Una riflessione sulla possibilità di cambiare sguardo, di sottrarsi alle abitudini del pensiero e di tornare a considerare nuovo ciò che ci sembra già conosciuto. Perché essere “nuovi” non significa necessariamente inventare qualcosa che prima non esisteva: può voler dire imparare a guardare diversamente, recuperare la curiosità e accettare che una storia, un’idea o una realtà possano ancora sorprenderci. Un invito a concludere il Festival mantenendo aperta la domanda da cui è partita questa edizione: a chi e a che cosa scegliamo di dare fiducia?
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno tra il Teatro ‘A. Bonci’, la Sala Sozzi del Palazzo del Ridotto e l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Tutte le info sul programma, aggiornate in tempo reale, su www.agorafestival.it e i canali social Facebook, Youtube e Instagram degli Editori Laterza e del Comune di Cesena.
Agorà Festival è ideato, progettato e organizzato dagli Editori Laterza e promosso dal Comune di Cesena e da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.
La Rappresentanza in Italia della Commissione europea e la Regione Emilia-Romagna sono partner istituzionali dell’evento. Ha conferito il suo patrocinio l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Campus di Cesena. La manifestazione è resa possibile anche dalla compartecipazione della
Importantissimo il contributo di numerosi sostenitori, a partire dai main sponsor Conad, Crédit Agricole, Gruppo Hera, gli sponsor Romagna Acque, Romagna Iniziative e Unica Reti S.p.A., e i supporterCantiere del Pardo, Elfi S.p.A., Formula Ambiente, Manna S.p.A. Si ringrazia, infine, Cooperativa Agricola Cesenate Società Cooperativa Agricola, Jingold S.p.A., Legacoop Romagna.
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