Cos'è
C’è un filo che lega la giocondità di chi scrive poesia e il buio di chi indaga i culti più spietati; la leggerezza di un incontro inatteso e la cura che si impara accanto a un letto d’ospedale; l’eccetera di ciò che non entra mai per intero in un racconto di sé e la costellazione di vite che, messe insieme, disegnano il ritratto di un’intera generazione; la scelta di raccontare un giorno che ha cambiato una vita e ciò che rende un’esperienza personale, all’improvviso, universale; il partire che per qualcuno è scelta e per qualcun altro necessità. È il filo che quest’anno attraversa La bellezza delle parole, il festival letterario che da giovedì 8 a domenica 11 ottobre torna a Cesena per la sua nuova edizione.
Se lo scorso anno le parole scelte dagli ospiti — solitudine, amore, desiderio, libertà tra le altre — disegnavano una mappa intima, rivolta all’interiorità e ai legami personali, i termini di questa edizione sembrano invece muoversi lungo un asse più ampio, quello del rapporto tra l’esperienza individuale e ciò che riguarda tutti: una storia di cronaca che diventa memoria collettiva, una malattia che si scopre condivisa, un desiderio di maternità che si fa rivendicazione pubblica, una fuga privata che racconta l’ansia di un’intera generazione. Non più soltanto parole per capire se stessi, dunque, ma parole che chiedono di essere condivise, rese comuni.
Quattro giorni dedicati alla letteratura trasformeranno ancora una volta i luoghi simbolo della città: il Teatro Bonci, il Cinema Eliseo, la Biblioteca Malatestiana e Sala Sozzi diventeranno palcoscenici d’eccezione per le voci di scrittrici e scrittori di rilievo del panorama culturale italiano.
Anche quest’anno il festival propone un percorso costruito “parola per parola”: giocondità per Mariangela Gualtieri; scelta per Antonio Vassallo; eccetera per Veronica Raimo, buio per Stefano Nazzi; universale per Chiara Tagliaferri; leggerezza per Viola Ardone; cura per Concita De Gregorio; costellazione per Vincenzo Latronico; partire per Enrico Brizzi e Nicola Borghesi.
IL PROGRAMMA
GIOVEDÌ 8 OTTOBRE
Ore 21.00
Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8)
GIOCONDITÀ
FRATERNITÀ SOLARE
rito sonoro per San Francesco e la sua giocondità
di e con Mariangela Gualtieri
Poeta e drammaturga tra le voci più originali della scena italiana, Mariangela Gualtieri porta a Cesena i propri versi che si fanno suono e respiro condivisi con il pubblico.
Mariangela Gualtieri è nata a Cesena nel 1951. Nel 1983 ha fondato insieme a Cesare Ronconi il Teatro Valdoca. Per Einaudi ha pubblicato, tra le altre, le raccolte Bestia di gioia, Le giovani parole, Quando non morivo e Ruvido umano.
VENERDÌ 9 OTTOBRE
Ore 11.00
Cinema Eliseo (Viale Carducci, 7)
SCELTA
con Antonio Vassallo, protagonista di Negli occhi di Giovanni di Fabrizio Silei (Il Castoro)
in dialogo con Franco Ronconi, referente dell’Associazione Libera Contro le Mafie per la Provincia di Forlì Cesena
Il 23 maggio 1992 Antonio Vassallo, giovanissimo fotografo, è tra i primi ad arrivare sul luogo della strage di Capaci, e tra gli ultimi a incrociare lo sguardo di Giovanni Falcone. Il libro racconta la sua storia vera: quella di un ragazzo cresciuto in una terra segnata dalla presenza della mafia, che ha scelto di raccontare quel giorno e di costruire, insieme al Gruppo 88 di Capaci, un percorso di impegno civile e legalità durato decenni.
Antonio Vassallo, fotografo di professione, è stato tra i primi ad accorrere sul luogo della strage di Capaci. Da anni incontra in tutta Italia ragazzi e adulti nelle scuole e in eventi pubblici per raccontare la mafia e l’impegno civile attraverso la propria esperienza.
Ore 18.00
Sala Sozzi (Piazza Almerici, 12)
ECCETERA
con Veronica Raimo, autrice di Non scrivere di me (Einaudi)
in dialogo con Matteo Cavezzali
S. ha trentacinque anni, fa la cameriera in un bar e non ha mai smesso di aspettare che Dennis May, l’attore e regista che l’ha amata e ferita, torni per offrirle un’altra versione della loro storia. Ha abbandonato il sogno di scrivere, ma legge il mondo con un’intelligenza corrosiva e un’ironia brutale che forse rivela l’esatta collocazione della ferita. Ma ora che Dennis è morto, ora che non c’è più niente da aspettare, può darsi che sia il tempo di smettere di fare la guardia, e tornare con qualcuno a trovare le parole. Un romanzo sull’ossessione amorosa, sulle narrazioni tossiche che condizionano le nostre vite e sul potere di seduzione del fallimento.
Veronica Raimo è scrittrice e traduttrice, e collabora con diverse testate. Ha tradotto, tra gli altri, F. Scott Fitzgerald, Octavia E. Butler, Ray Bradbury e Ursula K. Le Guin. Per Einaudi ha pubblicato il romanzo Niente di vero (2022, Premio Strega Giovani, Premio Viareggio Rèpaci, longlisted all’International Booker Prize), tradotto in diversi paesi, e la raccolta di racconti La vita è breve, eccetera (2023, Premio Chiara, Premio Scuola Karenin, Premio Fucini).
Ore 21.00
Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8)
BUIO
con Stefano Nazzi, autore di Profeti del buio (Mondadori)
Un viaggio nell’oscurità del controllo mentale attraverso la storia di diciassette sette: dai riti di “purificazione” che nascondevano abusi, ai suicidi collettivi travestiti da rituali, agli omicidi compiuti in nome di un capo che si fa legge assoluta. Nazzi racconta il magnetismo dei “profeti del buio” e il meccanismo che isola gli adepti dalla loro vita precedente, per capire come nasce una setta e come, a volte, se ne può uscire.
Stefano Nazzi è giornalista, si occupa di cronaca per il Post, dove ha ideato e cura i podcast Indagini e Altre indagini. Ha condotto Delitti in famiglia (Rai Due) e Il caso (Rai Tre) ed è narratore della docuserie Nazzi racconta (Sky Crime). Da Mondadori ha pubblicato Il volto del male (2023), Canti di guerra (2024) e Predatori (2025).
SABATO 10 OTTOBRE
Ore 16.00
Sala Sozzi (Piazza Almerici, 12)
UNIVERSALE
con Chiara Tagliaferri, autrice di Arkansas. Storia di mia figlia (Mondadori)
in dialogo con Matteo Cavezzali
A quarant’anni, dopo una diagnosi di menopausa precoce, Chiara Tagliaferri intraprende insieme al marito Nicola un percorso di sette anni verso la genitorialità che li porta, dopo il fallimento delle possibilità offerte dalla medicina in Italia, fino in Arkansas, dove incontrano la donna che darà loro la figlia Lula. Un racconto scritto con franchezza sull’attesa, il corpo, la legge italiana che ha reso reato la gestazione per altri, e su un’idea di famiglia e maternità che va oltre i legami di sangue.
Chiara Tagliaferri è nata a Piacenza e vive a Roma. Il suo romanzo Strega comanda colore è uscito nel 2022 per Mondadori. Con Michela Murgia ha pubblicato la trilogia Morgana, ispirata all’omonimo podcast di Storielibere.fm, di cui è autrice insieme ad altri progetti come Les Diaboliques e Sailor. Dal 2021 conduce gli incontri di Orizzonti Extra alla Mostra del Cinema di Venezia.
Ore 18.00
Cinema Eliseo (Viale Carducci, 7)
LEGGEREZZA
con Viola Ardone, autrice di Tanta ancora Vita (Einaudi)
In dialogo con Laura Pezzino
Kostya ha dieci anni quando con la foto di una madre mai conosciuta in tasca, attraversa da solo l’Ucraina in guerra per raggiungere a Napoli la nonna Irina. Ad accoglierlo, addormentato sullo zerbino, è Vita, la donna per cui la nonna lavora, che ha perso suo figlio quattro anni prima. Un romanzo su un incontro inatteso che restituisce a entrambi un ruolo che il destino sembrava aver tolto per sempre, e sull’idea che salvare qualcun altro sia, in fondo, l’unico modo per salvare se stessi.
Viola Ardone è insegnante e scrittrice; ha pubblicato per Einaudi Stile Libero i best seller Il treno dei bambini (2019), da cui è stato tratto l’omonimo film di Cristina Comencini, Oliva Denaro (2021), portato a teatro con successo, e Grande meraviglia (2023). Collabora con la Repubblica e La Stampa ed è tradotta in tutto il mondo.
Ore 21.00
Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8)
CURA
con Concita De Gregorio, autrice di La cura (Einaudi)
in dialogo con Laura Pezzino
Una donna parte per un ricovero che non sa quanto durerà, lasciando ai figli istruzioni per i giorni in cui lei non ci sarà. Non è il diario di una malattia, ma un libro corale, costruito sulle voci di chi condivide quello stesso tempo sospeso: un’altra paziente dal piglio da capobanda, un professore che non dimentica le proprie origini, un infermiere che intona la canzone preferita di chi sta curando. Con la sua consueta capacità di rovesciare gli stereotipi, De Gregorio racconta che nessuno guarisce, o affronta la malattia, davvero da solo.
Concita De Gregorio, scrittrice e giornalista, firma storica de la Repubblica, ha diretto l’Unità dal 2008 al 2011 e ideato e condotto programmi per la radio e la televisione. Tra i suoi ultimi libri: In mezzo a un milione di rane e farfalle (2024) e Di madre in figlia (2025). È autrice e interprete, spesso insieme alla musicista Erica Mou, di numerosi spettacoli teatrali.
DOMENICA 11 OTTOBRE
Ore 16.00
Aula Magna, Biblioteca Malatestiana (Piazza Maurizio Bufalini, 1)
COSTELLAZIONE
con Vincenzo Latronico, autore di Una splendida rovina (Einaudi)
in dialogo con Francesco Zani
Due trentenni si incontrano, si innamorano e decidono di inseguire un sogno: lasciare la città per ristrutturare un maniero in rovina in Pomerania e insieme le proprie vite. Ma la stessa storia ha anche un’altra versione, quella di due persone alla deriva che, stanche di lavori senza più passione, si costruiscono una fantasia di fuga nata dai social e dagli annunci immobiliari. Con una scrittura esatta e magnetica, Latronico racconta l’impossibilità di distinguere fra le due storie, e interroga il bisogno di fuga che accompagna da sempre l’ingresso nell’età adulta.
Vincenzo Latronico, scrittore e traduttore, vive a Milano. I suoi libri precedenti sono Le perfezioni (Bompiani 2022; Einaudi 2026), vincitore del Premio Mondello, selezionato nella dozzina del Premio Strega e nella shortlist dell'International Booker Prize 2025, tradotto in più di 50 Paesi, e La chiave di Berlino (Einaudi, 2023).
Ore 18.30
Teatro Bonci (Piazza Mario Guidazzi, 8)
PARTIRE
con Enrico Brizzi e Nicola Borghesi
Viaggiare per forza
Quando il viaggio è una scelta e quando è una necessità.
In collaborazione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.
Nel corso dell’incontro, i due interlocutori metteranno a confronto i propri punti di vista sul tema del partire: un gesto di libertà, desiderio e scoperta, ma anche una necessità imposta dalle circostanze. Due esperienze e due sguardi diversi per interrogarsi su cosa significhi, oggi, scegliere di partire e cosa invece significhi essere costretti a farlo.
Enrico Brizzi ha esordito a vent’anni con Jack Frusciante è uscito dal gruppo, tradotto in ventiquattro paesi e diventato anche un film. Grande appassionato di cammini, ha percorso a piedi le maggiori vie di pellegrinaggio d’Europa: da questi viaggi sono nati i romanzi Nessuno lo saprà (2005) e Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (2007), oltre a Gli psicoatleti (2011) e Il sogno del drago (2017).
Nicola Borghesi è autore, regista e attore. Nel 2015 ha fondato con Enrico Baraldi e Paola Aiello Kepler-452, compagnia che esplora le possibilità del teatro documentario, intrecciando il linguaggio della scena con storie, testimonianze e biografie di persone reali. L’ultima creazione, Gone (che aprirà la stagione del Teatro Bonci), è una coproduzione internazionale ERT con il Teatro Tumanishvili di Tbilisi: dopo il progetto sul soccorso in mare A place of safety, miglior spettacolo ai Premi Ubu 2025, Kepler-452 torna a misurarsi con il fenomeno della migrazione, documentando la diaspora della Georgia contemporanea.
La bellezza delle parole è un’iniziativa del Comune di Cesena ideata e realizzata da Babel Agency.
Presenting Partner: Ferri
Progetto realizzato con il finanziamento del Centro per il libro e la lettura.
INFORMAZIONI
Tutti gli incontri sono a ingresso libero e gratuito.
Informazioni sul sito: www.comune.cesena.fc.it
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