Descrizione
Una settimana di scambi internazionali all’insegna di Erasmus+, della didattica CLIL e delle affascinanti tradizioni d’Oriente. La scuola primaria ‘Carducci’ del 3° Circolo Didattico di Cesena si conferma tra le realtà più innovative del panorama nazionale, trasformandosi nel cuore pulsante di un vivace incontro tra culture, lingue e metodologie didattiche all’avanguardia. Un’esperienza che intreccia apertura internazionale, sperimentazione educativa e dialogo interculturale, offrendo agli alunni un’occasione concreta di crescita, confronto e cittadinanza globale. A testimoniare la vocazione internazionale dell’istituto, la presenza contemporanea di una delegazione di insegnanti portoghesi e di un gruppo di studentesse giapponesi, arrivate a Cesena per conoscere da vicino il modello educativo del Circolo. Nella giornata di ieri, giovedì 19 febbraio, le due delegazioni hanno incontrato anche l’Assessora alla Scuola e ai Servizi educativi per l’infanzia, Maria Elena Baredi, complimentandosi con il Comune e con il Dirigente scolastico, Enrico Flamigni, per la didattica sviluppata negli anni.
La delegazione portoghese
Dal 16 al 20 febbraio, il Circolo ha accolto tre insegnanti provenienti da un centro vicino a Lisbona nell’ambito del programma Erasmus+. I docenti hanno partecipato a un’intensa attività di job shadowing, osservando da vicino l’organizzazione e le pratiche didattiche adottate nelle scuole cesenati. Il percorso è iniziato dal polo 0-6 dell'Osservanza, per poi proseguire nei diversi plessi di scuola primaria. Un’esperienza che ha confermato l’importanza di uno sguardo pedagogico ampio, capace di accompagnare i bambini dai 0 agli 11 anni. Durante la settimana, il Comune ha offerto i pasti agli ospiti. In occasione dell’incontro con la dietista comunale sono stati illustrati i pilastri delle scelte alimentari scolastiche: stagionalità, filiera corta e prodotti a km0. Il pranzo a scuola, è stato spiegato, non rappresenta soltanto una pausa tra una lezione e l’altra, ma una vera e propria lezione di salute.
Le studentesse giapponesi e il metodo CLIL
Parallelamente, il 3° Circolo ha ospitato sei studentesse giapponesi guidate dalla professoressa Rie Adachi, provenienti dalla Sugiyama Jogakuen University di Nagoya, terza città giapponese per importanza economica. Le studentesse sono giunte a Cesena con un obiettivo preciso: approfondire le pratiche CLIL (Content and Language Integrated Learning), metodologia che prevede l’insegnamento di discipline curricolari – come scienze o arte – direttamente in lingua inglese. Il CLIL rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’istituto cesenate, su cui le insegnanti del 3° Circolo si formano da anni in Italia e all’estero grazie ai fondi Erasmus.
“La spinta all’internazionalizzazione – commenta l’Assessora Maria Elena Baredi – non è un episodio isolato, ma il risultato di una strategia strutturata che questo istituto scolastico porta avanti da anni. Tutto il merito va dato agli insegnanti e al dirigente scolastico che hanno saputo guardare lontano costruendo una delle realtà scolastiche che si distingue per questo approccio multidisciplinare dal respiro globale. Inoltre, soli pochi giorni fa si è conclusa l’Erasmus Week del 2° Circolo Didattico di Cesena, una settimana intensa di confronto, scambio di buone pratiche e condivisione culturale, alla presenza di diciassette professionisti della scuola provenienti da Svezia, Francia, Belgio e Grecia. Queste esperienze non rappresentano un caso isolato, ma si inseriscono in una tradizione ormai consolidata: a Cesena, infatti, progetti Erasmus+, mobilità e partenariati scolastici internazionali sono sempre più frequenti e coinvolgono diversi istituti del territorio. La città si conferma così un contesto dinamico e aperto, in cui la scuola diventa luogo di incontro tra culture e laboratorio di cittadinanza europea”.
“Sono pochissime in Italia – commenta il Dirigente scolastico Enrico Flamigni – le esperienze di insegnamento con la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) alla scuola primaria, anche perché è necessario un investimento sulla formazione del personale in lingua inglese e in metodologia didattica. Sono necessari notevoli sforzi che la nostra scuola sta compiendo, grazie ai finanziamenti comunitari relativi ad Erasmus+ e ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena e del Comune. In particolare, occorre investire notevolmente sul profilo dei docenti, poiché il progetto bilingue presuppone, da parte degli insegnanti coinvolti, un importante investimento in termini di ricerca, selezione e preparazione di materiali autentici, oltre a una notevole quantità di tempo dedicata alla progettazione curricolare dei percorsi da realizzare. Il docente conosce la disciplina e possiede una competenza linguistica adeguata. I docenti impegnati in questo percorso mantengono aggiornate le loro competenze linguistiche e ampliano quelle didattiche legate all’insegnamento della disciplina in altra lingua, senza improvvisazioni o azioni estemporanee, ma con attività progettate nel dettaglio in base alle indicazioni della letteratura di riferimento”.